Sanremo 2020, sarà un Festival della Canzone con tutte le venti regioni italiane?

SANREMO. L’ultima indiscrezione che arriva da Viale Mazzini a Roma, sede Rai, ma non è dato a sapere da chi (lo scopriremo comunque presto) sarebbe che, al di là dei personaggi più o meno noti che si vuole portare a Sanremo, si vuole coinvolgere tutte le venti regioni italiane in onore dei 70 anni del Festival della Canzone Italiana che, in questo modo, festeggerebbe l’importante anniversario musicale. Nel senso che, è vero che in tutto questo lungo periodo di canzoni ha partecipato tutto il Paese, sia per quanto riguarda gli artisti, sia per gli ospiti, tralasciando quelli stranieri (alcuni dei quali tra l’altro erano comunque di origine italiana), ma è altrettanto vero che ci pare un’operazione alquanto complicata da realizzare.

Fermo restando che l’idea è comunque interessante. É anche vero che sarebbe il caso, eventualmente, di ricordare i personaggi che non ci sono più e che hanno fatto la fortuna e la storia dell’evento sanremese, certamente più vecchio al mondo. Dal pugliese Domenico Modugno, al primo presentatore assoluto, il torinese Nunzio Filogamo, all’italo-americano Mike Bongiorno, al Reuccio della melodia tutta romana Claudio Villa, alla prima vincitrice del 1953, Nilla Pizzi, e al cantautore Lucio Dalla, emiliani tutti e due, fino al compianto ligure Luigi Tenco (ricordato anche eccessivamente), ma si potrebbe continuare all’infinito per capire fino in fondo che l’Italia intera di ieri e di oggi è passata dal Salone delle Feste del Casinò Municipale, una volta, e poi dal Teatro Ariston dopo, e per due anni anche dal Palazzo dei Fiori di Valle Armea.

Raccontare 70 anni di Festival sarebbe un fatto assolutamente doveroso, eccezionale, bello, festaiolo di certo, ma è pur sempre vero che sono le canzoni, o almeno dovrebbero essere le canzoni, a comporre il nuovo Festival di Sanremo e non soltanto i personaggi che le hanno interpretate. E allora come far conciliare una e l’altra questione? Da un lato le canzoni vecchie e nuove e dall’altra gli artisti “vecchi” e nuovi: chi o quale canzone dunque sarà il caso privilegiare? Il dilemma e le scelte sono aperte e il Festival di febbraio 2020 incombe con il buon presentatore Amadeus, già ritornato dalle sue brevi vacanze spagnole con la bella moglie, l’ex ballerina Giovanna Civitillo (finalmente sposati), e figlie, quindi prontissimo anche per fare il primo sopralluogo all’Ariston (verso la fine di settembre) e in città, per conoscere alcuni aspetti di questa sempre più complicata Sanremo, Città delle Musica, si dice, ma non si vede.

Ilio Masprone