Rai Pubblicità in cerca di sponsor per le iniziative collaterali al Festival dell’Ariston

Il periodo d’oro era nato nel 1982 all’Hotel Des Etrangers di Corso Garibaldi, grazie all’inedita iniziativa del nostro direttore torinese Ilio Masprone

 

 

SANREMO. Ci sono voluti un po’ di anni, perché la Rai si accorgesse che le iniziative collaterali al Festival del Teatro Ariston fossero interessanti da seguire e magari da incrementare. Vale la pena, intanto, ricordare che il primo in assoluto a dare vita a queste famose iniziative collaterali al Festival della Canzone fu proprio il nostro direttore, Ilio Masprone, che nel lontanissimo 1982 inaugurò, presso l’ex Hotel des Etranger di Corso Garibaldi, le famose cinque “Notti del Festival” che iniziavano alle ore venti per concludersi alle cinque del mattino. Fino ad allora non esisteva nulla del genere, c’era il Teatro Ariston con il Festival della Canzone e basta: in città non succedeva niente, solo qualche ristorante aspettava i clienti dopo spettacolo, ma erano tre o quattro. Per il resto piatta calma di giorno e di notte: il Casinò pensava solo ai suoi giocatori.

Fu così che Masprone ebbe l’idea di gestire il sottostante ampio Salone delle Feste dell’albergoper dare inizio ad una serie di cinque serate (tante erano quelle del Festival, proprio come oggi) dove organizzava succulenti cenette con spettacolo, prima e dopo il Festival, che poteva essere guardato in megaschermo. Gli invitati erano sempre non meno di 200 a serata e si alternavano nelle ore pre-serali e notturne nelle quali c’era per tutti un piatto pronto, vino e spumante da bere, e mini show improvvisati da artisti, cantanti e cabarettisti i quali, prima o dopo il Festival, venivano per concludere la notte a questo antesignano DopoFestival.

Dopo dieci anni, tanto è durato quel fantastico periodo, fu tutto sospeso, perché nel frattempo l’Hotel era stato trasformato in alloggi privati. Un periodo nel quale sono passati da quel famoso Salone tutti gli artisti del Festival, tutti i giornalisti, i discografici, i dirigenti della Rai e tanti grandi ospiti. Erano tempi in cui le sponsorizzazioni erano facili da trovare: aziende che pur di essere presenti a Sanremo durante il Festival, erano pronte a tutto, portavano ogni ben di Dio e concedevano anche un po’ di soldini contanti. Molti erano anche gli artisti più o meno noti che si esibivano gratuitamente in cambio di un pasto caldo, e parecchie erano le aziende che organizzavano per i loro clienti appuntamenti per il nostro DopoFestival, molto diverso da quelli che organizza la Rai oggi: allora erano divertenti, poi si mangiava e ci si divertiva, e sempre gratuitamente.

Finito quel magico decennio, tuttavia, Masprone non si perse d’animo e in Piazza Colombo, l’anno dopo, costruiva una vera Nave di 28 metri della ex Festival Crociere di Genova. Un investimento da 150 milioni di vecchie lire che l’Armatore mise a disposizione: poi, con un elicottero che si soffermava in alto sulla piazza per qualche minuto, controllava che tutto andasse per il meglio. All’interno della Nave proseguiva la stessa storia dell’Hotel Des Etranger: si cenava, si beveva, si ballava, sempre a costo zero.

Adesso le cose sono molto cambiate, quelle iniziative collaterali sono ancora in atto, ma sono molto diverse, soprattutto nella qualità dell’offerta, e poi sono anche molto speculative. Unico caso in vita è il Palafiori (sempre in Corso Garibaldi) gestito da un privato che ovviamente fa gli affari suoi e cerca di portare a casa quanto più possibile, contando molto sulla quantità più che sulla qualità del pubblico che entra a visitarlo durante le giornate del Festival. Poi ci sono alcune piazze che offrono un po’ di musica e, infine, da un paio di anni soltanto, ci sono le ex Carceri di Santa Tecla dove Rai Pubblicità (ufficio di Milano) replica con la vecchia formula dell’ospitalità, ma soprattutto per gli addetti ai lavori, con uno stile diverso, comunque gradevole. Ora la Rai si sta interessando soprattutto al Palafiori, perché ha finalmente capito che il Festival deve e può essere allargato ad altre iniziative, anche musicali, oltre che culturali: al Palafiori c’è Casa Sanremo del manager Vincenzo Russolillo (che ha il contratto in scadenza il prossimo febbraio) e sarebbe un’opportunità anche per il manager, perché è interessato a dare continuità al suo impegno, con la complicità della Rai, già a partire dal prossimo 2020, però cambiando qualche collaboratore improvvisato.

Il Festival è un affare dentro e fuori dall’Ariston: dal Palafiori a Piazza Colombo, dal Forte di Santa Tecla al piazzale Pian di Nave, tutte location che possono servire allo scopo di espandere l’evento alla città, a condizione che l’organizzazione sia efficiente e affidata a professionisti del settore. E questo è tutt’ora un grosso problema per Sanremo, perché non lo ha mai saputo risolvere o forse non è così tanto interessata. In città si punta sempre all’improvvisazione dell’ultimo minuto e poi, guarda caso, emergono i guai. Può darsi che adesso le cose cambino? Non illudiamoci: Comune e Rai non vanno sempre d’accordo. Una vuole primeggiare sull’altra e la sfida continua a discapito della professionalità: priorità che Sanremo conosce poco.

Ilaria Salerno