Tavolo per il Festival della Canzone, presente solo la “cultura” di sinistra: Sanremo esclusa dalla partita

SANREMO. Domani martedì 30 luglio si apre il Tavolo per il 70° Festival della Canzone, indetto da Rai Uno e presieduto da Fabrizio Salini (nella foto) e Teresa De Santis, rispettivamente amministratore e dirigente di Rai Uno. Invitati al Tavolo alcuni personaggi che con il Festival hanno poco a che fare, se non che appartengono di nome e di fatto a quella “cultura” di sinistra, dura a morire nonostante le resistenze di Matteo Salvini che li vorrebbe tutti a casa.
A quel Tavolo non è stato invitato nessuno di Sanremo, sintomo dello scarso interesse nel coinvolgere la Città dei Fiori in fatti che riguardano solo la televisione di Stato.
Un Tavolo che coinvolge persone che non potranno comunque decidere proprio niente, ma tant’è che saranno a fianco dei dirigenti RAI, per il semplice fatto di essere sinistroidi sfacciatamente raccomandati, che probabilmente avranno anche diritto ad un gettone di intervento, tanto per giustificare questa inutile presenza.
La Rai non avrebbe infatti bisogno di questa tipologia di Tavoli, ma il sistema che governa la tivvù italiana è composto anche da persone perfettamente inutili, che devono tuttavia essere presenti per dovere istituzionale politico, anzi partitico. A queste persone specializzate (ma non si sa in che cosa?), del Festival di Sanremo poco importa se non che dà loro la possibilità di sentirsi importanti, portare a casa qualche soldino e incrementare la propria credibilità pseudo artistica che comunque non interessa a nessuno.
Beata Tv ancora legata mani e piedi al vecchio modo di fare politica, non quella sana, ma quella bieca lobbistica che da troppi anni la fa da padrona dentro quegli uffici di Viale Mazzini 14, e se non appartieni a quella schiera di “persone per bene”, non fai carriera.
Quindi per convenienza è indispensabile adattarsi e mandare giù il rospo e, ipocritamente, fare buon viso a cattivo gioco, se si vuole lavorare: il merito?
Non conta niente: fatti un amico di sinistra invitalo a cena, che funziona sempre, e camperai per anni senza problemi. Buon Tavolo, caro Salini, e buon Festival 70: l’Italia ci crede, almeno in questo non la deluda.

Ilio Masprone