Il Festival della Canzone n°70 in alto mare, ma non è quello della città dei fiori? Mentre Rai Uno promette, promette, e il Sindaco Alberto Biancheri ci crede…

di Illy Masper

SANREMO. Ritardo è la parola chiave di queste ultime settimane e giorni nelle quali si discute sul futuro del Festival di Sanremo n° 70, di Sanremo Giovani, di Sanremo Young, insomma si discute e si continua a discutere e basta. Ci sono stati degli incontri a Viale Mazzini in Roma, altri a Palazzo Bellevue a Sanremo, ma non si è approdato a nulla e il tempo passa, anzi vola. Contiamo i giorni che mancano a martedì 4 febbraio 2020 che sembra quella più idonea per la partenza del Festival, e ci rendiamo conto che la macchina organizzativa è molto, ma molto indietro. La Rai scarica colpe su Sanremo e la città dei fiori le respinge al mittente di Roma, ma intanto non si va avanti se non con tante promesse che regolarmente verranno poi dimenticate. Arriveranno in Riviera a settembre i massimi esponenti della tv di Stato che si incontreranno ancora (con altre promesse?)  e solo con il Sindaco Alberto Biancheri perché i Grandi Eventi se li deve gestire solo lui perché è l’unico interlocutore che può (e deve) trattare, soprattutto per gli aspetti economici sui quali la discussione è avviata, ma ancora ben lontana da qualsiasi risultato. Ma la Rai cosa sta facendo nel frattempo, visto che non sono ancora formalizzati il, o i, presentatori, che manca il nome del direttore artistico, (Spunta il nome di Lucio Presta, ma?) mancano le o la valletta, il Dopofestival a chi sarà affidato? Tutte domande che non hanno ancora risposte, mentre si conferma in controtendenza una data, quella del prossimo dicembre per la quale pare sia stata fissata una puntata di quel “bel” Sanremo Giovani, nemmeno preso in seria considerazione, se non con le solite parole. Tra l’altro chi potrebbero essere, o da dove dovrebbero arrivare, quei Giovani non è dato a sapere. Non certo dall’agonizzante concorso dal nome Area Sanremo (anche Sanremo in fatto di ritardi non è seconda a Roma) dato per scomparso (ma che la Rai vuole recuperare, a parole), ma nemmeno da altri concorsi o da Talent televisivi, quindi saranno le sole Case discografiche a deciderlo? Potrebbe essere e non ci sarebbe nulla da stupirsi se, ancora una volta, le quattro Major la faranno da padroni nello stabilire loro chi portare a Sanremo e non soltanto alla trasmissione dei Giovani ma, molto più interessante, – per loro – il Festival dell’Ariston? Che poi è quello che vogliono da anni. Significa che l’era del “boss” della musica Ferdinando Salzano è finita? Pochi ci credono, noi per niente. Al di là delle convinzioni personali, il fatto grave è che Rai e Sanremo non si amano proprio, si sopportano perché una ha bisogno dell’altra e la convivenza in passato, e nemmeno oggi, non è mai stata regolata da sani rapporti per “colpa di chi, chi, chi…” dice una famosa canzone del dolce Zucchero Fornaciari (nella foto il Sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri).