La SIAE snobba la musica napoletana: dalla parte di chi crea, ma è soltanto uno slogan…

ROMA. In data di venerdì 21 giugnola SIAE, società italiana degli autori ed editori, ci comunica via mail con due sbrigative e poco rassicuranti righe, a firma Daniela Confalonieri (con la quale abbiamo avuto una conversazione telefonica),che il Consiglio di Gestione ha espresso parere negativo in merito all’accoglimento della nostra richiesta di sostegno per il progetto della seconda edizione del concorso SanremoCantaNapoli previsto al Casino di Sanremoalla fine di settembre.

Meravigliati? Non più di tanto. E’ noto però che in SIAE bisogna avere le accoglienze opportune, il classico appoggio, magari politico, il che se ne dica,per cui è pressoché inutile presentare nuovi progetti musicali innovativi perché non verranno mai accolti senza le premesse di cui sopra. Oltre tutto noi, ancora sconosciuti organizzatori di un evento seppur in crescita come questo, sappiamo bene che non è facile ottenere la dovuta credibilità: quindi occorre tanta pazienza e perseveranza.

Ciò che è difficile capire, invece, è che una potenza privatacome la SIAE,che introita, macina e distribuisce Euro a destra e manca, e che invita i giovani a partorire nuove iniziative a favore della musica (che portano altri soldi in SIAE) sia proprio lei per prima a rifiutarne i progetti, questo si è molto difficile da capire. Ne arrivano troppi e la difficoltà è come e a chi redistribuirli? Può darsi. Lo slogan: SIAE dalla parte di chi crea,è molto invitante quanto esaudiente, eppure…

Ci domandiamo allora perché sbandierare l’idea di promuovere le nuove idee musicali e farle crescere se poi la prima a bocciarla è lei: in SIAEla musica Napoletananon è gradita? forse lo stesso Presidente Giulio Rapettie Consiglio, non amano la musica partenopea? Oppure dobbiamo pensare che la SIAEparli bene e poi razzoli male… Noi comunque continueremo a pagarla la SIAE, nei nostri eventi augurandoci che il predominio SIAEsulla musica possa avere il destino che merita.