Festival, il Teatro Ariston è ormai piccolo e inadeguato: ci vuole una location da 3000 posti?

SANREMO. La storia è cominciata molti anni fa quando a Roma, in Viale Mazzini, si sono accorti che l’Ariston cominciava ad essere insufficiente per esaudire tutte le richieste di adeguarsi alle nuove tecnologie da applicare al palco.

In questo modo si era anche espresso Paolo Bonolis che credeva di aver scoperto l’acqua calda ed aveva iniziato una polemica del tutto strumentale, che non ha portato a nulla se non ad alimentare ulteriori attriti tra Rai Uno e Sanremo.

Di un ipotetico Palazzo del Festival invece se ne parla da almeno sette otto anni, ma anche qui non si è arrivati mai a niente e presumiamo che non si arriverà ad un nulla di fatto nemmeno negli anni a venire.

Ergo: o ci teniamo stretti il Teatro Ariston così com’è oppure si ritorna al Mercato dei Fiori di Valle Armea che aveva funzionato benissimo per il 40° Festival di Sanremo, organizzato dal “genialoide” Adriano Aragozzini, che oggi se ne sta beatamente a Miami.

Ciò nonostante, nella città dei fiori ogni tanto la notizia rimbalza e il Palazzetto trova spazio nella pagine on line di alcuni siti che non vedono l’ora di creare false illusioni, pur di fare notizia.

Lo stesso attuale Sindaco Alberto Biancheri fautore del fantasioso Palazzetto, lo ha messo nel suo programma elettorale e si augura, in caso di rielezione, di portare avanti il progetto magari finanziato dalla stessa Rai: vedremo dopo il 26 maggio come finiranno queste amministrative piuttosto infuocate.

A proposito del Palazzetto, ecco come la pensa Alberto Biancheri: “Ci stiamo pensando seriamente. D’altronde, è una richiesta della Rai quella di avere uno spazio più grande per uno spettacolo in crescita, sempre più visto anno dopo anno.
Sul piano urbanistico, stiamo pensando ad una struttura da 3 o 4 mila posti; ci sarebbero privati interessati a farlo ed è uno dei nostri progetti portati avanti in  project financing.
Non è semplice, va approfondito e lo stiamo portando avanti con privati perché Sanremo ha bisogno di nuove strutture, ma soprattutto strutture più adeguate per i flussi turistici: un obiettivo ambizioso ma non solo per il Festival ma per la città in generale.
Si tratta di un’opera dai 50/60 milioni di euro da realizzare entro il 2020
, ma sarà impossibile: ci vogliono almeno 5 o 6 anni solo per ottemperare agli obblighi dal punto di vista burocratico”.

Ilaria Salerno