L’ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA DEDICA UN CONCORSO AL COMPOSITORE IMPERIESE LUCIANO BERIO

di Susanna Giusto

A sedici anni dalla morte, il ricordo di Luciano Berio (nella foto) e del suo importante lascito artistico, rivive in un’iniziativa dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che oggi dedica al suo illustre ex presidente, nato a Imperia nel 1925, il Concorso Internazionale di Composizione, rivolto appunto ai compositori Under 40 e finalizzato alla valorizzazione dei nuovi talenti. Organizzato in collaborazione con la SIAE, la Filarmonica della Scala, la Fondazione Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e la Fondazione Boris Christoff, il concorso ha cadenza triennale con termine di iscrizione il 1 luglio 2019, e prevede l’assegnazione di 20 mila euro per la composizione di un brano originale per orchestra sinfonica, che sarà eseguito in prima mondiale nella Stagione Sinfonica 2020-2021 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sotto la direzione di Antonio Pappano. Il brano sarà pubblicato dalla Universal Edition (UE) e sarà inserito nella programmazione delle orchestre partner. “Tony” Pappano, inglese con cittadinanza italiana, è dal 2005 Direttore Musicale dell’Orchestra dell’Accademia e sarà lui a presiedere la giuria internazionale composta dall’italiano Ivan Fedele, dalla coreana Unsuk Chin, dal francese Tristan Murail e dall’americana Augusta Read Thomas. Il Concorso Internazionale si inserisce nel solco di una tradizione consolidata e lo stesso Luciano Berio ne ha diretto un’edizione nel 2000, pochi anni prima della sua morte. La dedica voluta dall’Accademia di Santa Cecilia, del resto, rende merito non solo all’opera, ma anche alla personalità iconografica del compositore imperiese. Berio è stato infatti un eclettico sperimentatore ed esponente di spicco dell’avanguardia italiana, e al tempo stesso l’incarnazione di una visione cosmopolita dell’artista. Se il suo primo orizzonte è stato il Mar Ligure che lambisce il paese natale di Oneglia (Imperia), Berio ha lasciato presto la sua terra per intraprendere una brillante carriera dentro e fuori i confini nazionali. Nel ‘54 ha fondato con Bruno Maderna lo Studio di Fonologia Musicale presso la Rai di Milano e nel ’56 ha dato vita alla rivista “Incontri Musicali”. Negli anni successivi ha ricoperto cattedre nelle in prestigiose Università del mondo insegnando a Darmstadt, alla Summer School di Dartington, al Mills College in California, alla Harvard University e alla Juilliard School di New York. Tra i molti riconoscimenti conferiti al compositore ligure si annoverano poi tre lauree Honoris Causa, ricevute rispettivamente dalla City University di Londra (1980), dall’Università di Siena (1995) e dall’Università di Torino (1999). Gli sono stati assegnati anche il Premio Siemens, il Premio della Fondazione Wolf (1991) e il Praemium Imperiale della Biennale di Venezia (1995). Muovendosi con estrema versatilità tra tradizione e sperimentazione, Berio ha scritto centinaia di composizioni ed ha diretto le più importanti orchestre del mondo. Quella del compositore imperiese è stata un’esistenza votata interamente alla musica, e proprio all’Accademia di Santa Cecilia, che oggi gli dedica il prestigioso Concorso, Luciano Berio ha trascorso i suoi ultimi anni di vita, ricoprendo il ruolo di presidente dal 2000 fino al 2003. Il maestro si spegneva Il 27 maggio di quell’anno, completando poco prima di morire la stesura del brano “Stanze”, per baritono, coro e orchestra: il suo addio definitivo alle scene.