Sanremo al voto: il Turismo, la Cultura e il Festival nelle mani sbagliate?

Spazio alle Elezioni 2019 Sanremo

SANREMO. Le prossime elezioni cittadine saranno a maggio in concomitanza con quelle Europee. A Sanremo saranno Sette le Liste (tra partitiche e civiche) che si presenteranno e che si batteranno, o si sbatteranno, nel tentativo di governare questa città dei fiori, un po’ appassiti e sicuramente tra le più complicate d’Italia. Gravata dalla sua notorietà, Sanremo è sempre più in difficoltà e i nomi che si prestano all’agguerrita Campagna Elettorale, in atto ormai da mesi, stanno entrando nel vivo con tanti colpi bassi che si contano oltre le dita di una mano e, se continua così, anche a piene mani. Guerra dichiarata dunque tra “vecchi” e “nuovi” (pochi) personaggi, tra partiti e partitini con o senza colori, con o senza bandiere, ma tutti alla caccia di un posto al sole di Palazzo Bellevue, tra i più “richiesti”: alcuni professionisti sono persone serie, ma qualche quaquaraquà non manca di certo. Al nostro giornale poco importa la battaglia in atto, fatto salvo l’unico interesse che possiamo avere e per il quale ci batteremo sempre: quello di parlare solo di turismo, cultura e Festival, ma anche della stessa sua economia, quella di una Sanremo a progressivo decadimento che non vede spiragli nel voler ridare nuova linfa e vitalità oltre ai normali e stantii trend quotidiani. Che sono pochissimi rispetto alle esigenze che ha una città con un nome così Santo e altisonante, noto in tutto il mondo per questo benedetto Festival della Canzone Italiana che Dio lo conservi ancora per lungo tempo… a Sanremo! Il settore Turismo, Cultura e Festival dovrebbero essere poli determinanti per l’andamento di un ville che pretende di essere chiamata cittadina turistica (e della Musica che non c’è) e che, per questo, dovrebbero essere rette da persone, istruite, preparate, intelligenti e con un minimo di glamour; con esperienze provate che abbiano dato frutti concreti dimostrabili e non solo a parole. E non puntare su improvvisati nomi e cognomi di politicanti da quattro soldi che vengono paventati in queste settimane e che sono al vaglio di chi potrebbe reggere le sorti di Sanremo per i prossimi cinque anni. E per una volta sarebbe anche auspicabile non correre il rischio di nominare il solito amico dell’amico per spudorati fini partitici che non portano a nulla se non a gravare ancor più l’andamento di passate e brutte esperienze. Il punto dolente pare proprio che parta dal una frangia del Partito Comunista sanremese o da coloro i quali ne rimangono ancora incantati – per interesse personale naturalmente e non per passione politica o per un sincero interesse legato all’economia della propria città. Di cui poco gli importa. La guerra elettorale in atto sta proprio lì, nei resti di quel che resta di un’ex armata brancaleone ancora convinta che il Paese abbia bisogno di manipolatori, di professionisti della parola, capaci nel vedere rosso anche dove è chiaramente nero, o giallo verde come va di moda oggi. Noi non saremo mai da quella parte e non per il colore in se, di cui poco ci importa, quanto perché siamo fermamente convinti che una sana e costruttiva opposizione il PC, o PD che dir si voglia, oggi non è più in grado di sostenere a livello nazionale, figuriamoci a livello locale. In queste settimane girano molte voci in questo senso e non ultima anche quella dell’esponente dei famosi “100”, che fanno capo alla lista di Sergio Tommasini e all’inventore dell’iniziativa, l’ex Assessore al Turismo, Tonino Bissolotti (che smania di tornare a quella poltrona) il quale, pur riconoscendogli una cronica antipatia fisica, bisogna ammettere che è stato un buon Assessore. Ebbene, sta rilasciando interviste nelle quali auspica di far occupare la poltrona da Sindaco a Tommasini perché, certo, di avere l’asso nella manica per riuscirci; dall’altra parte Alberto Biancheri deve invece stare attento in caso di rielezione, a proposito del Turismo, della Cultura e del Festival, di non commettere gli stessi errori, per i quali è stato costretto a mandare a casa la rossa Daniela Cassini: ergo, si capisce da questo che quel delicato assessorato non deve più capitare nella mani similari o rischia di fare la stessa fine della Signora precedente. Turismo e Cultura e Festival devono dare prestigio, garanzia di continuità e soprattutto puntare allo sviluppo, e sostenere con forza e vigore anche i rapporti con l’esterno, Mamma Rai compresa. In conclusione, delle 7 Liste che verranno presentate infine ne resteranno solo due, quelle che si affronteranno al quanto mai probabile ballottaggio, quella di Alberto Biancheri (nella foto al centro con gli occhiali) e di Sergio Tommasini che potrebbero rivedersi all’atto decisivo di queste turbolenti elezioni amministrative. Vinca dunque il migliore, quello che basa la sua potenzialità e la sua capacità sul prestigio personale e sulla credibilità, cosa di cui Sanremo ha estremamente bisogno.