La battaglia continua: Claudio Baglioni contro Tiziana De Santis, neo direttore di Rai Uno

Il Commento di Illy Masper

SANREMO. Cosa gli sia saltato in mente al Direttore Artistico nonché presentatore del 69° Sanremo, Claudio Baglioni, di rispondere a carattere politico, su una domanda di una giornalista durante la passata Conferenza Stampa al Casino di presentazione del Festival, ancora non è dato a sapere. La domanda verteva sui Migranti, una domanda che non aveva nulla a che fare con il Festival, quindi assolutamente inopportuna, ma ancor più inopportuna è stata la risposta, poco gradita a Palazzo Madama, del Maestro che, in questo modo si è giocato la possibilità di una sua terza edizione del Festival. Anche se, nemmeno lui (tanto meno noi) credeva ad una terza sua possibile riedizione. Ciò premesso, la collega della conferenza forse credeva di fare uno scoop e, involontariamente, lo ha fatto, creando un precedente che non ha eguali. Nel corso degli anni, infatti, interventi del genere non se ne ricordano oltretutto, al malcapitato Baglioni, gli è toccato farsi ascoltare nientemeno che dal Ministro Matteo Salvini che non gliela ha fatta passare e che non cancellerà molto presto quello sgarbo che lui considera personale. Al di là poi delle ragioni o dei torti sulla risposta, sulla quale troviamo inutile ritornare a commentare, Baglioni è pur vero che ha dato un suo del tutto personale parere, motivato però dall’innegabile fatto che gli sia riconosciuta l’appartenenza alla Sinistra, quindi ben lontano dal Leghista Salvini e che, a maggior ragione, avrebbe potuto o dovuto sviare quella domanda fuori luogo, così non si sarebbe portato dietro le ire funeste di Teresa De Santis, nuovo Direttore di Rai Uno, che di Baglioni – a questo punto – non ne vuol più sentir parlare. Stava andando tutto così bene, che arriva una semplice domanda a rovinare la festa sanremese che potrebbe avere delle conseguenze politiche le quali, speriamo, non influiscano anche sul risultato artistico finale e programmatico di questo Festival dall’eccitante numero 69, che qualche sorrisino maligno lo ha fatto fare. Quanto poi a credere che per Claudio Baglioni ci fosse una terza possibilità sanremese non lo abbiamo mai creduto perché gli esperimenti passati di due anni per ciascuno dei presentatori ultimi, non sono andati poi così bene: da Fabio Fazio a Gianni Morandi, fino a Carlo Conti. Il secondo anno di ognuno di questi artisti ha sempre avuto un esito finale meno soddisfacente dal punto di vista dell’audience. Questi sono esperimenti che possono durare un anno secco e poi basta. Paganini diceva: “non ripetere”, e cosi dovrebbe essere anche perché un Mike Bongiorno o un Pippo Baudo, non ne nascono più: quelle di adesso sono poco più che meteore di passaggio e spesso senza contenuti. Verrà perdonato il Maestro? Chi lo sa, anche se questo Paese dimentica tutto così in fretta che il “caso” Baglioni potrebbe scomparire se lui avrà la capacità di superare 12 milioni di ascolti di media per ogni sera del Festival, così almeno sarebbero salve le “Ragion di Stato” e le sue (Nella foto i due contendenti con Virginia Raffaele e Claudio Bisio a Sanremo).