Il cast del prossimo Festival di Sanremo, che per il 69° promette cose mai viste. A giudicare dai nomi, bisogna credergli.

Le regole del nuovo Sanremo. Strada facendo ci siamo persi il concorso giovani. Adesso nascono già famosi o parlano rap

turci300
liviocori300
mahmood 300
renga300
zen circus 2
ultimo
tatangelo
silvestri
shade e carta
pravo
ninodangelo
nek
negrita
motta
irama
il volo
ghemon
ex otago
Enrico Nigiotti
einar
cristicchi
briga
Boomdabash
berte
arisa
achille lauro
di Tiziana Pavone

Sarà un Festival blindato più che mai, dove divi e soubrette si muoveranno nelle ormai consolidata navetta dai vetri oscurati. Sballottati da una parte all’altra dell’Aurelia ci saranno soprattutto i protagonisti: i cantanti. La presenza dei mass media è massiccia come sempre  ma questa volta le attese sono diverse. Si guarda di certo al 69mo Festival con molta curiosità e qualche interrogativo. Dubbi molti, per le scelte artistiche che strizzano l’occhio alle recenti virate discografiche, ora col vento in poppa nel rap, moda che passerà, fino ai talent televisivi e a qualche personaggio fuori dal sistema popolare e tradizionale per sua scelta, tutta roba per cui il Festival per questa volta si fa gran cassa risonante.

Sui giovani selezionati come sappiamo la scelta è caduta su Mahmood e Einar. Qualcuno dovrà mettere un faro sui migranti. Un tema dal sapore velatamente politico. Sanremo è anche questo. Sarà loro, il compito? Per ora si capisce solamente che strada facendo ci siamo persi i giovani. I due sopravvissuti infatti sono diventati big senza aspettare un anno. Gli altri sono finiti direttamente nel girone dei big. Il rap della strada deve essere diventato più gettonato. Un genere che si vuole spingere ma che non ci appartiene. A meno che non si voglia dare una rilettura agli usi e costumi che stanno cambiando sulla scia dei migranti.

Guardando il cast dei famosi, c’è il colpo di scena che di famosi cantanti melodici ce ne sono pochi e che i giovani sono diventati vecchi. Così è per Renga, Tatangelo, e non parliamo di Nino D’Angelo. Una prima mutazione in tal senso è avvenuta: pensiamo a Motta, recente Premio Tenco, ai Negrita, anche loro ospiti del Club Tenco di Sanremo. Le loro carriere sono equiparabili a quelle dei vecchi leoni da placo? Il repertorio è famoso e canticchiabile? La trasformazione genetica in atto riguarda non solo i cantanti cantautori, ma anche il Festival, che dipende da chi lo manipola. Se i giovani delle selezioni da piazza, cioè senza case discografiche alle spalle, sono già stati fatti fuori, dei famosi cantanti melodici che le case discografiche vantavano nel loro portfolio come artisti dai contratti internazionali, resta molto poco. Ma forse anche le case discografiche stesse si sono estinte. Tranne quelle poche e potentissime che da sole potrebbero fare tutto il cast, se nel caso non lo avessero già pensato.

Per quanto riguarda invece le sorti della canzone italiana, staremo a vedere. Baglioni ha dichiarato che la musica in mano ai giovani è in buona salute. Infatti i giovani li ha fatti fuori. Perdonate la battuta ma non sappiamo ancora se sarà una questione di ricambio generazionale. O piuttosto di un modo per far morire la canzone melodica italiana. Se così fosse, la domanda è d’obbligo: quale è la nuova mission del Festival? Forse di essere la somma dei talent ? Ci sono concerti che fanno il sold out. Alla fine sarà quello, che conta.

Viviamo un’epoca piena di dubbi. Dubitiamo dei giovani. Anche della musica. Ma del Festival della città di Sanremo no. Quello resiste e porta sponsor alla Rai. E benché colti intellettuali la abbiano sempre criticata,  e oggi ci siano dentro mani e piedi, per giunta con il melodico Baglioni, Sanremo continuerà a regalare il suo premio a cantanti di passaggio. Non a caso il premio ha la forma del Leone che poggia sulla palma. Un giorno da leoni non si nega a nessun passante.


Regolamento del Festival 2019

premio sanremo
premio sanremo2
premio sanremopovia
Arisa, con il brano 'Controvento' e' la vincitrice del 64/o festival di Sanremo, 22 febbraio 2014. ANSA/CLAUDIO ONORATI
premiocristicchi
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premiogioditonno
premioilvolo
premiolele
premiomengonisanremo
premiometamoro
premiopooh
premiosanremoarisa
premiosanremofestival
premiosanremogabbani
premiosanremomasini
Marco Mengoni, vincitore del Festival, sul palco del teatro Ariston durante la serata finale del Festival di Sanremo, 17 febbraio 2013. ANSA/ CLAUDIO ONORATI
premiosanremopavone
premiosanremovecchioni
premiostadio
premioultimo

La 69ᵃ edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo che vede, per il secondo anno la direzione artistica di Claudio Baglioni, andrà in onda su Rai 1 dal 5 al 9 febbraio 2019 in diretta dal Teatro Ariston.
Il Festival si articolerà in cinque serate e, novità di questa edizione, prevederà un’unica gara: non ci saranno più “campioni” né “nuove proposte” ma solo artisti che concorreranno alla pari affinché la loro canzone possa conseguire la vittoria.


Il programma serata per serata:

Prima Serata (martedì 5 febbraio 2019) 
Si alzerà il sipario sul palco del Teatro Ariston e tutti e 24 gli artisti canteranno per la prima volta il proprio brano; 

Seconda Serata (mercoledì 6 febbraio 2019)
Questa sarà l’occasione per dedicarci al secondo ascolto di 12 delle 24 canzoni in gara;

Terza Serata (giovedì 7 febbraio 2019)
Durante questo appuntamento potremo ascoltare per la seconda volta le restanti 12 delle 24 canzoni in gara;

Quarta Serata (venerdì 8 febbraio 2019)
Sarà una vera serata-evento in cui ogni artista canterà in compagnia di un ospite il proprio brano, in una versione “rivisitata” per l’occasione;

Quinta Serata – Serata Finale (sabato 9 febbraio 2019) 
Dopo aver riascoltato tutte e 24 le canzoni in gara, scopriremo il brano vincitore della 69ᵃ edizione del Festival della Canzone Italiana!