Sanremo Giovani, la vera rivelazione: bravi i concorrenti ma Rovazzi di più

di Tiziana Pavone

Ieri durante la nutrita conferenza stampa della Rai, avvenuta al Casino di Sanremo alle 12, Pippo Baudo rispondendo alle domande in sala, in particolare sulla fine che rischierebbe di fare il concorso di Area Sanremo, il concorso che sforna giovani senza contratto discografico, ha affermato che le formule collaudate a volte stancano, e che è giusto cambiare. Baglioni lo ha fatto, e per la prima volta questa nuova formula toglie dal Festival i giovani concorrenti, che se la giocano con un passaggio televisivo completamente separato, che inizia e finisce in questi giorni di dicembre. Solo due giovani del cast complessivo finiranno al vero Festival, trattati a quel punto, alla stessa altezza dei colleghi famosi. E bisogna dirlo, sui concorrenti il palco non ha fatto distinguo. Come se tra le due selezioni parallele avvenute nei mesi scorsi non ci fosse stata nessuna differenza. Mentre lasciamo che sia il Comune di Sanremo a riposizionare il proprio concorso, la Rai dà luce a ciò che resta del cast.Ma la formula di Sanremo Giovani, che di giovane ha diversi hashtag per il linguaggio social, vedi #Sanremo2019, è in stile Festival di Sanremo. Stessa carrellata di canzoni che ci sarebbero state a febbraio. Con la differenza positiva che questa volta i giovani passano in prima serata. La formula sarà nuova, ma ci è sembrato di aver assistito a un peggioramento delle opportunità, per chi giovane lo è non solo di età ma anche di possibilità. Infatti Sanremo Giovani ha ospitato al suo interno artisti che per lo più provengono dai talent griffati e molto noti. Il pubblico televisivo che li vota non ha di certo difficoltà a riconoscerli. Mentre non è così e ci piace ribadirlo, per i finalisti del concorso legato al Comune di Sanremo, Area Sanremo, ultimamente anche chiacchierata proprio per tale disparità di trattamento. Del resto, è difficile andare in pari con chi ha contratti discografici e passaggi televisivi, e anche uno staff di lavoro intorno. Sanremo Giovani è il coronamento? Non si sa. Di certo non è più il punto di partenza.
Altra differenza con il Festival di Sanremo, e non poteva essere diverso, è che gli ospiti non ci sono. Nè balletti, nè artisti stranieri, nè italiani. Ma di alcuni si assapora l’aurea, quando vengono letti in sala i loro nomi annunciati come parte del cast del prossimo Festival di Sanremo.
Queste due serate sono dedicate ai giovani già emersi altrove e per loro spendiamo sempre parole buone, dal momento che sui concorrenti non c’è più distinguo. Seppure tra le due selezioni parallele avvenute nei mesi scorsi ci sia sostanziale differenza e sappiamo bene ormai, quale. 
Nel complesso il cast scelto dalla commissione artistica non ha entusiasmato. Ci si aspettava di più dai giovani? O da chi li seleziona?
Certo è che le formule quando sono televisive devono rispondere a qualche regola che magari esula da quelle canore. Non basta avere una bella canzone, una bella faccia, una bella voce. Bisogna che la competizione sia variegata: un carnevale di gusti e, al contempo, una differenza di preparazione. Se fossero tutti legati a uno stile giovanile, e tutti preparati allo stesso livello, con quale criterio si dovrebbe scegliere l’artista da mandare a gareggiare a livello dei big? Ma forse questo problema non esiste più.
Di parecchi così, si è capito che le imperfezioni hanno giocato un ruolo decisivo nel mandarli a casa. Imperfezioni di ingenuità, e dovute anche a volte a un repertorio non proprio giovane. A volte non hanno convinto le voci. Troppo simili a quelle di Mengoni e di Malika Ayane. E poi c’è il confronto, che è la variabile impazzita fuori controllo...
Ieri il cast era top secret fino alle 16. Poi, comunicati i nomi in ordine alfabetico, noi non abbiamo potuto conoscere la scaletta e i cantanti non hanno potuto sapere a che ora sarebbe stato il loro passaggio. Questa sera le idee sono chiare, e dopo aver ascoltato i primi 12 abbiamo fatto una piccola scommessa giocosa anche noi. L’abbiamo vinta.
Tra chi si è esibito ha prevalso un ragazzo che ha masticato il talent della De Filippi: Einar. Ha superato tutti gli altri, dicendo che non se lo sarebbe mai aspettato. Forse, a un passo dalla vittoria, nemmeno chi resta fuori concorso si aspettava di dover uscire di scena così in fretta. Di molte canzoni non ci ricorderemo più, nonostante Barbarossa, conduttore delle strisce quotidiane, non faccia altro che ripetere che vanno riascoltate per la bellezza che coltivano in seno. 
Alle 23.58 hanno chiuso la prima serata i Deschema, gruppo di Siena proveniente da Area Sanremo. Nella foto li vediamo con Caridi della Sinfonica di Sanremo.

Forse i più preparati. Abbiamo avuto modo di conoscerli in questi giorni di folli prove sanremesi. Non sono solo musicisti che hanno studiato, ma sono anche insegnanti. Ecco. Tanto per dire che da quell’Area Sanremo non escono talenti a caso. In giuria Luca e Paolo li accostano ai Subsonica, ma le influenze sono davvero molteplici e vanno dall’ascolto dei Queen ai dischi dei nostri De André, Battisti. Altri come loro dureranno nonostante tutto. Anche se non vediamo ancora nessuno sforzo nel sostenere una intera categoria martoriata. Solo grandi iniziative per pochi eletti, quando crediamo che l'Italia debba essere la culla della musica, e dare lavoro a tutti gli artisti. Famosi e non. Ma tant’è. 
La formula televisiva collaudata regge. I giovani un pò meno. Alla fine ci tocca fare i conti con la realtà. Accontentiamoci: Barbarossa annuncia che gli artisti affronteranno un tour mondiale con l’appoggio del Ministero degli Esteri: nelle città di Tunisi Tokyo Sydney Buenos Aires Toronto Barcellona Bruxelles. Una buona notizia.
La Mannoia, sempre dalla giuria, ci dice che sono tutti bravi e chi suona e chi canta nella vita non sarà mai solo. Una buona parola per chi non attraverserà il red carpet del più grande evento musicale italiano che vedremo a febbraio: quasi tutti! Federica Abbate con Finalmente intanto vince un premio assegnato dai giornalisti. E’ un premio per la sua attività di autrice, lunga di parecchi anni.
A mezzanotte e un quarto mentre abbiamo la classifica, capiamo che la vera rivelazione è Rovazzi. Lui chiede un applauso, Luca e Paolo elogiano Pippo, Barbarossa sottolinea la rivelazione Rovazzi, che rilancia su Pippo, impaziente di conoscere i risultati. Il rimpallo finisce presto. Arrivano le classifiche. E abbiamo la sensazione che ne resterà solo uno.
Perché ci ha convinti?
E’ stato molto bravo. Ha dimostrato di essere un professionista a tutto tondo in grado di spaziare dalla composizione ironica dei tormentoni musicali, al cinema e adesso alla televisione. Ha tenuto molto bene la diretta, è stato chiaro, asciutto, ha dimostrato di aver uno stile, una classe notevole, una capacità di tenuta di palco davvero all’altezza di una diretta così impegnativa. Spalla perfetta di Pippo Baudo, si può dire che non abbia più nulla da dover dimostrare, per convincere di piacere. E pertanto, mentre formula e risultato finale sono stati scontati, la vera novità è il grande talento, confermato alla grande, dell’anchorman Rovazzi. E qui è quasi un peccato, dire “ce lo aspettavamo”...