Fine Area Sanremo. Politica locale assente vorrebbe riprendersela, ma a maggio si vota. M5S porterà in aula il caso Marchi

di Redazione

L’ultimo atto di Area Sanremo ha partorito sabato sera al Casino di Sanremo i suoi 25 finalisti. Uno in più rispetto al previsto. E pensare che potrebbe non esserci nessuno di loro al Festival di Sanremo. Finalmente abbiamo i nomi, e qualche polemica.

I nomi che sceglierà Baglioni li diamo subito: il duo Fadabell, Fedrix & Flaw, il duo Sisma, il duo Anthony & Vittorio Conte, il gruppo senese Deschema, il gruppo Mescalina. E poi i maschietti: Pietro Peloso, Francesco Occhipinti, Roberto Saita, Riccardo Guglielmi, Gianluca Giagnorio Malavoglia, Giovanni Segreti Bruno, Francesco Brunelli  in arte Goji. Le femmine sono: Elena Pardini, Rosanna Altieri, Giulia Vestri,  Francesca Miola, Mariarca Panico, Valentina Martucci,  Martina Difonte, Alessia Pelliccia,  Daudia, Francesca Calì, Annamaria Rubino, Valentina Curzi.

Molte, le perplessità su queste selezioni. Ma anche sulla gestione. A cominciare dalla gara troppo blindata, priva di pass per la stampa. Non è incredibile? Per fare articoli, la stampa non dovrebbe documentare nulla di vero, sul posto. Solo stare fuori, a raccogliere il malcontento dei ragazzi esclusi. Ma va bene anche così. Si raccoglie meglio, sulla strada. Lontano dai riflettori… Agli organizzatori vorremmo dire: imparate. Imparate che il giornalismo si deve fare nel posto giusto con le persone giuste. Non altrove. Se si parla di musica, si fa dove c’è musica. Quando si deve fare altrove, qualcuno è sbagliato. O al posto sbagliato. Ambienti chiusi, blindati. Perché? Il concorso di chi é? Gente che viene qui a insegnare a porte chiuse per pochi giorni cose trite e ritrite, e non lavora per progetti lungimiranti sul nostro territorio. Sponsor? Partner? Investitori? Prenditori? In che categoria cadono, le persone, quando vogliono l’esclusiva di essere unici e irripetibili portavoce di un concorso pubblico a porte chiuse?

Vietato entrare, quindi. Per tutta la durata del concorso della città di Sanremo. Ma alla fine siamo stati invitati. C’è persino il Sindaco per la foto di gruppo. Manca invece la classe politica che critica questa rassegna, in attesa di avere un peso dopo le prossime amministrative. Qualcuno dice frettolosamente: “E’ sbagliato non dare al concorso lo sbocco certo del Festival. Prima c’era. La città ci ha perso” Intanto in Comune il M5S nel prossimo consiglio comunale virerà sui dubbi sollevati dalla manager regionale Graziella Marchi attraverso la conferenza stampa che abbiamo documentato qui, in cerca di risposte.

La cronaca c’è. Ma non di canzoni.

Sul meccanismo noi non facciamo commenti. Troppo macchinoso e nessuno ce lo spiega. Non si capisce la decisione di gestire un tour con qualche esponente di giuria che non è lo stesso in ogni tappa, quando prima bastavano i manager regionali che portavano i ragazzi a Sanremo. Ora in parecchi restano dove erano. Troppi passaggi di mano? Anche se pare, a differenza dell’anno scorso, le quote di iscrizione si siano ribassate per l’ingresso dello sponsor unico, restare a casa senza nemmeno un viaggio a Sanremo, potrebbe somigliare a una serata di karaoke .

Ma cosa ha visto il fortunato che è entrato in teatro alla super finale? Una serie di premiazioni, ha visto. Una premiazione che non capisci, se non fai parte di uno dei concorrenti che sognano il posto vero al Festival di Sanremo. I premi dell’orafo Michele Affidato hanno alzato il tono e l’onore a una serata che altrimenti non avrebbe dato ugole e nemmeno pagelle. Solo tanti saluti e selfie, arrivederci e grazie. Quale Galà? Il palco, era bello pieno, ma ancora più inebriante è stato il fotografarlo di nascosto con sopra l’orchestra come scenografia: bella ferma. Nel senso che non si muoveva nessuno. Forse perché non stavano suonando. Peccato. Un tale schieramento messo lì ad annoiarsi, forse bastava prendere quattro elementi. Oppure, aspettare un momento migliore per fare due foto, se solo ce le avessero fatte fare.

Lo hanno chiamato Galà. Due signore della canzone si alternano sul palco con le grandi canzoni del Festival di Sanremo, brevi siparietti. Sinceramente, ne sarebbe bastata una, di cantante. Il centro del raduno era la premiazione dei 25 concorrenti rimasti in gara, chiamati uno a uno sul palco. Solo una pausa per le due cantanti, che hanno cantato cover. O se preferite, tributi. O se preferite, karaoke. Ma neanche: all’inizio, quando è partita la canzone di Mia Martini, Almeno tu nell’Universo, pare siano partite anche le stonature. Abbiamo visto il Presidente dell’Associazione Minuetto, che con le sorelle Berté a Milano realizza “Buon Compleanno Mimì”, alzarsi e uscire con un “No comment”  Che poi, chi canta non è mica in gara. Dei premiati invece, non abbiamo sentito nemmeno un vagito. E questa è una bella differenza di ieri sera: entrare al Galà e guardare i volti intristiti dell’Orchestra.

Ricordiamo, se a qualcuno dovesse importare della fine che fanno gli artisti non famosi, che i 25 finalisti, chissà perché uno in più, adesso dovranno passare in rassegna davanti alla Commissione di ClaudioBaglioni che sceglierà a Roma da 6 a 8 candidati, da portare al suo SanremoGiovani, due serate su RAI Uno il prossimo dicembre.
Da lì sapremo i nomi dei due artisti che parteciperanno al Festival di Sanremo di febbraio. Si vocifera che avranno la meglio due artisti preparati e presentati dalle case discografiche.

E se così fosse, non potrebbe finire in modo più triste, la storia dell’ultimo atto di Area Sanremo: con la macchina che si è messa in moto fin dal tour regione per regione, non portare al Festival nemmeno un artista sarebbe un fallimento epocale. Non tanto perché Baglioni sul regolamento ci fa e ci disfa quello che vuole senza contraddittorio. Quanto perché ai ragazzi è stato raccontato che Area Sanremo è l’unico concorso che porta al Festival. E il talent “Sanremo Giovani” non ha nulla a che vedere col Festival di Sanremo, quello vero. Quello di febbraio. Quello per cui tutti si stracciano vesti.

DIETRO LE QUINTE

Secondo la logica della macchina messa in moto da più esperti noi però non dovremmo commentare la serata, visto che siamo stati disturbati. Con tanto di biglietti in mano, alla finale abbiamo saputo che se esci per andare in bagno non puoi più rientrare e ti viene sequestrato il biglietto. Siamo sotto attacco terroristico? No. Siamo in pericolo di vita? No. Siamo forse chiusi con il pazzo di turno che ci sta minacciando? No. C’è pubblico? No. Siamo solo a Area Sanremo. Dentro sono solo addetti ai lavori e ragazzi. I sanremesi non  ci entrerebbero nemmeno se li prendeste a sassate. Abituati bene come sono, ai grandi nomi… Le vie, anzi sono deserte. Piove. I palazzi chiusi. Non c’è la calca per entrare. Anzi, bisognerebbe pagare le comparse per farle stare sedute. Entrando si avverte il bisogno di scappare fuori. E allora perché non si può rientrare in sala dopo essere stati nel bagno esterno? Misteriosamente non rispondiamo, ma capiamo con chi abbiamo a che fare. E i complimenti non possono che andare tutti all’organizzazione: complimenti, dunque, all’organizzazione!

Noi, a Sanremo, per tutta la serata, secondo la security per i quali ormai siamo sospetti e guardati a vista, non dovremmo fare nemmeno una foto. Non abbiamo avuto il permesso nemmeno quando abbiamo osservato simpaticamente, che saremmo stati costretti a rubare foto dai profili dei concorrenti ancora in gara. Che intanto fotografavano e si video riprendevano in tutte le salse. Vuol dire che l’organizzazione, cioè colei che deve aver dato l’ordine ai poveri agenti privati di non far scattare foto, o non ha dismesso il proibizionismo col quale ha blindato le sue giornate a Sanremo, o non ne sapeva nulla. Di fatto, in sala c’erano molti fotografi e diversi giornalisti. Secondo la security, noi però le foto le potevamo prendere da facebook. Pur essendo sul posto con i nostri attrezzi, dovevamo quindi trasgredire la recente legge sul copyright e andare davvero a rubare le foto di chi le stava facendo di fianco a noi! Ma nemmeno al Festival di Sanremo, blindatissimo, e lì si che la gente vorrebbe entrare a flotte, si arriva a tanto!

E’ seria una organizzazione così? Dove a mucchi rispondono di non sapere niente, di foto e proibizionismo? Dove uno ti chiede di fargli la foto sul palco, e l’altro a due metri ti intimidisce e ti farebbe volentieri stalking? E’ serio essere fermati al varco andando a prendere una macchina fotografica, e anche riportandola al titolare, perché dentro non vogliono fartela usare? E’ davvero serio doversi giustificare per i propri spostamenti? Siamo in guerra e siamo presi in giro. Qui al varco ogni volta ci chiedono un fiorino. Come nel film Non ci Resta che Piangere. Però dentro non c’è nessun coprifuoco. In sala, come abbiamo visto, tutti immortalano la serata. E la Rai conferma: non proibiamo a nessuno di riprendere.

Gestione del flusso pubblico da dimenticare. Per le canzoni dobbiamo attendere dicembre. Prima di allora, non ci è dato di sapere se per uno dei 2400 ragazzi iscrittisi, ne sarà valsa la pena davvero.

 

 

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Redazione di Festivalnews