Tutto il successo del Premio Tenco. L’altro Festival di Sanremo

di Tiziana Pavone

SANREMO. Una settimana fa si concludeva il Premio Tenco di Sanremo. Una tre giorni di musica d’autore arricchita quest’anno da novità importanti. Da un paio di anni, con l’avvento del direttore artistico Sergio Secondiano Sacchi, infatti si sta muovendo molto di più, per guardare in avanti e lasciare gli allori del passato in mano ai nostalgici. L’era Sacchi è votata al cambiamento, all’adattamento alle nuove tendenze, ad allargare gli orizzonti. La visione è lungimirante. I progetti, durevoli e forti. In barba a chi dava per morto il Tenco e lo avrebbe volentieri diseredato. Invece l’edizione di quest’anno è stata un successo dall’inizio alla fine. Il nuovo assetto del Tenco si è consolidato con tre serate strutturate in modo diverso da come eravamo abituati a vederle. Nel nuovo format, per dirla con linguaggio moderno, tutti i premi vengono assegnati durante la serata conclusiva. Mentre la rassegna si apre centrando l’attenzione su di un tema, ogni anno diverso. Motivo per cui quest’anno sulle locandine c’è stato il tema “Migrans”, con artisti accreditati a svilupparlo (l’anno scorso il tema era stato Terre di Mare).

Il pienone al Teatro Ariston si è avuto durante la prima serata, quella inaugurata da Elisa, in promozione con “Diari Aperti”, che dopo Lontano Lontano di Luigi Tenco, ha cantato Promettimi per poi uscire di scena molto presto. A tenere caldo il pubblico ci ha pensato Zucchero in versione unplugged con ben 11 canzoni, per mettersi a nudo con tutta l’anima. Per il suo primo mini concerto al Tenco ha scelto brani non scontati, come Il Suono della Domenica, Ci Si Arrende, E’ un Peccato Morir, I Tempi Cambieranno, Voci, Love is All Around. Il finale lo ha riservato a Diamante. Che nel bis è diventata Hai Scelto Me, con piano solo. Lui ha conquistato anche i più scettici, a riprova del fatto che anche artisti più “commerciali” sanno contaminarsi con palcoscenici intimisti. Basterebbe averne l’opportunità.

Tanti gli artisti saliti sul palco di questa edizione, che non si è risparmiata. Artisti e arte ovunque come ai vecchi tempi, punti di incontro con artisti, non solo di sera. A confronto tanti organizzatori e affezionati venuti da lontano a prendere ispirazioni, partecipi fin dalle conferenze stampa di mezzogiorno, aperte queste, anche al pubblico nella nuova sede del Club Tenco, sul lungomare Italo Calvino. Un successo di pubblico itinerante e variegato, che si è protratto nel pomeriggio, seguendo installazioni in vari siti, e nella meravigliosa città vecchia a forma di Pigna, sede di Santa Brigida, che ha ospitato i concerti delle ore 18. La musica da queste parti è benedetta.

Tra gli eventi collaterali, anche una mostra e il dopo spettacolo con cene e mini concerti nel nuovo scenario del Palafiori, sul piano che ospita durante il Festival di Sanremo la sala stampa esterna all’Ariston (sala Lucio Dalla). Lo stesso luogo dove si stanno tenendo, forse per l’ultimo anno, le selezioni a porte chiuse di Area Sanremo, porta di accesso al Festival di Sanremo per i due giovani più fortunati. I ragazzi partecipanti a Area Sanremo hanno così assistito anche come pubblico alle serate del Tenco. Un buon connubio: quello di far interagire più gestori si rivela infatti essere un asso vincente. All’insegna, si spera sempre, della collaborazione in progetti comuni sul turismo, dimenticando le antiche competizioni competizione. Questo è senz’altro un aspetto a cui hanno dato voce i membri sanremesi del direttivo,  che rispetto ai precedenti assetti, hanno interesse a coinvolgere maggiormente la città che ha dato i natali a questa rassegna. Dall’anno scorso infatti si parla di progetti mirati per portare la canzone d’autore nelle scuole della provincia di Imperia. L’editore milanese Mario De Luigi, uomo colto e di spessore, socio storico del Club, prima di lasciarci, dalla sua, aveva fatto in tempo ad aprire la strada, con una buona mano per una partenza a livello nazionale, coinvolgendo e portando a Sanremo i Ministri Franceschini e Fedeli. L’anno scorso durante il Convegno centrato sull’insegnamento della canzone nelle scuole italiane, fece una pausa di lavoro, per incontrare i discografici al Palafiori e da quell’incontro prolifero venne fuori il primo si, da portare al tavolo del governo. Intanto le scolaresche hanno iniziato a partecipare agli incontri nella sede del Club, durante tutto l’anno. E il progetto pilota andrà avanti col gruppo di giovani soci. Ormai la strada è tracciata.

La nuova vita del Club racchiude una fucina di idee. Si fa palcoscenico di ascolto tutto l’anno, e con il Tenco Ascolta, si mette anche in viaggio lungo lo stivale per cercare nuovi cantautori. Forte del sodalizio con i suoi numerosi partner, tra cui, oltre al Comune di Sanremo, anche la SIAE, può camminare ancora a lungo sulle proprie gambe.

Un occhio di riguardo merita l’edicola connessa, che sul banco di quest’anno ha inserito una nuova collana per Squilibri Editore, “I Libri del Club Tenco”, con tre volumi interessanti. Uno su Giorgio Gaber, uno sul poeta russo Bulat Šalvovič Okudžava e un altro, di quasi 500 pagine con lo sguardo storico sul ventennio attraversato dal ’68 in ventotto Paesi del mondo. Quest’ultimo scritto a sei mani da Steven Forti, il vignettista giornalista Sergio Staino e il direttore artistico del Premio Tenco, Sergio Secondiano Sacchi. Il quale non perde occasione per ribadire di essere direttore per esclusive esigenze di statuto, ma di sentirsi solo una parte della più grande famiglia del Tenco. Dal suo libro è partito uno spettacolo inaugurato due sere fa a Milano, con gli artisti più affezionati del Club, voci live dei due cd allegati al libro, le cui canzoni hanno ragione di rivivere per testimoniarne in musica la narrazione di un’epoca tanto frastagliata quanto omogenea verso la presa di coscienza dei popoli.

Per chi c’era, queste e tante altre notizie si trovano meglio sviluppate nel giornale cartaceo Il Cantautore, edito dal Club e oggetto di culto per collezionisti di ogni età.