Scarse notizie sul Festival 2019, a parte la polemica tra Sanremo Junior e Sanremo Young

di Illy Masper

SANREMO. Sarà che il secondo anno sanremese di Baglioni fa certamente meno notizia del primo, però il silenzio calato in queste ultime settimane sull’evento Sanremo ci sembra molto strano. Non filtrano indiscrezioni, tace l’Ufficio Stampa Rai, nessuna casa discografica dice una parola, Sorrisi & Canzoni, sempre attento alle novità, in questo senso non si fa leggere, insomma il Festival di Sanremo sta calando di interesse? Certamente no, tuttavia le ultime non notizie lasciano spazio comunque alla piccola polemica tra Rai e Sanremo a proposito di Sanremo Young (in onda da 2 anni) e Sanremo Junior che si realizza nella città dei fiori da 9 anni. La prima è una manifestazione diretta dal manager veneto Gian Marco Mazzi, la seconda dal sanremese Paolo Alberti. Mazzi ha alle spalle la Rai, Alberti se stesso. E chiaro però che ambe due fanno più o meno le stesse cose con la sola differenza che i giovanissimi concorrenti hanno due anni di differenza tra un regolamento e l’altro. Per il resto Junior ha una capacità di ascolto molto internazionale, Young solo italiana. Nel senso che la linea editoriale tracciata da tempo da Alberti è nota in quasi tutto il mondo, quella di Mazzi è nota (poco) solo in casa nostra. E dove sta la “polemica” tra i due? Che sul piano dell’immagine e dei risultati fin qui acquisiti Alberti vince perché porta il nome di Sanremo in tutto il mondo, la Rai si accontenta di una certa parte d’Italia. Quindi uno avanza pretese sull’altro e soprattutto sul nome il quale, pur essendo diversi, hanno lo stesso significato e le stesse caratteristiche e tutto ciò ad un Giudice potrebbe sortire un giudizio finale ben delineato. Che per queste ragioni si debba però arrivare addirittura a farsi le proprie ragioni di fronte ad un Giudice, c’è da augurarsi di no, a meno che le telefonate dirette tra il Sindaco di Sanremo e Mazzi (a proposito di Junior), non debbano sfociare in rivalse che non portano a nulla per cui ognuno resterebbe nelle proprie posizioni, peggiorando però l’intera vicenda. Alberti cerca una soluzione pacifica (dice) e Mazzi non si fa vivo direttamente, mentre il mese di dicembre è alle porte ed è il periodo in cui andrà in onda Young, per cui se si deve trovare un accordo questo va fatto subito, così da evitare conseguenze giuridiche, cosa che non piacciono a nessuno. Per quel che ne sappiamo Alberti non sembra avere grandi pretese, d’altronde è innegabile che su certe cose abbia ragione, quindi la Rai non farebbe un grande sforzo (nonostante che in questo periodo la dentro ci sia un po’ di confusione) per garantire una soluzione pacifica: una definizione in tal senso sarebbe utile da ambo le parti. E’ vero che nella Tv di Stato regna una bella bagarre politica più che mai difficile, quindi che se ne aggiunga un’altra non ci sarebbe da augurarselo anche perché Viale Mazzini non ha tempo per stare dietro a certe “beghe” risolvibili con po’ di buona volontà e soprattutto con meno presunzione.