Piazza Colombo: giù il Solettone, spostare i pulman e le attività commerciali, uno spazio alternativo all’edicola e costruire il Palazzo del Festival da 3000 posti.

di Illy Masper

SANREMO. Si parla tanto di rinnovamento, di progetti, di ribaltare positivamente le sorti economico turistiche e culturali di questa città, di risvegliare quelle “teste dormienti” di tanti sanremaschi (e non sanremesi) troppo bene abituati ai tempi ormai lontani. Ma tutto questo resterà un sogno dal quale non siamo certi che al risveglio possa poi corrispondere anche solo ad alcune di quelle realtà. Sanremo è un paesone difficile, lo sanno anche le pietre di Taggia: far rinsavire le generazioni di quelle “teste” è pressoché impossibile; che manchino i fondi per portare infine avanti nuovi progetti è altrettanto vero. Con tutto ciò resta il fatto che purtroppo Piazza Colombo resta un brutto biglietto da visita per una località dall’altisonante nome internazionale. Raderla quindi al suolo e costruire il Palazzo del Festival sarebbe la soluzione ideale che accontenterebbe tutti: la Rai, che la città corre il rischio di perdere e vedersi portar via l’evento, i commercianti che vedrebbero svanire il timore di vedere il Festival spostato chissà dove; l’Ariston che pensa comunque ad una trasformazione ad uso commerciale, ed infine si accontenterebbero anche tanti turisti che oggi non trovano posti a sedere e che, quindi, rinunciano a venire a Sanremo. Insomma un affare per tutti? Probabilmente sì, ma chi è in grado di trovare il coraggio per realizzare quest’ipotetica rivoluzione e soprattutto chi è in grado di trovare i soldi per portare avanti un coraggioso progetto? In Comune, in città, se ne parla; adesso si corre verso il periodo elettorale (maggio 2019) per il quale stanno sorgendo gruppi e gruppetti da sinistra al centro, da destra a tutti gli altri, bramosi di arrivare alle poltrone per gestire un potere che non esiste più.
Tornando al
Palazzo in questione, gli esperti dicono che occorrono almeno 15 milioni di Euro, per realizzare il progetto del Palazzo del Festival, forse un po’ di più se si pensa di realizzarlo in pieno centro (bisogna sistemare le poche attività commerciali, nemmeno troppo prestigiose, l’edicola e la stazione degli Autobus), il che però cambierebbe la faccia di quella brutta piazza. Tutto questo non pensando più ovviamente all’attuale Palafiori di Corso Garibaldi (struttura obsoleta e poco utilizzabile), ormai destinato ad altro uso Pubblico più che privato, per cui resta fuori dai giochi festivalieri, nonostante a Palazzo Bellevue stiano pensando di redigere un Bando Pubblico annuale a partire dalla fine del Festival 2019 e ad elezioni avvenute.