Lucio Battisti da morto è nella storia. Mattarella scrive alla moglie. Molte ferite aperte, il rischio di oblio in rete

Lucio Battisti. Ieri deriso lasciava l’Italia. Avrebbe diritto all’oblio ma dopo morto è diventato un genio. Quanto vale il suo patrimonio? Ce lo dice Milena Gabanelli.
di Tiziana Pavone

Venti anni senza. Venti anni fa moriva Lucio Battisti, genio della musica italiana, oggi insegnato nelle scuole. Il nostro Presidente della repubblica Mattarella scrive alla moglie Grazia Letizia Veronese Battisti: “”A vent’anni dalla precoce perdita di Lucio Battisti, artista indimenticabile della musica leggera italiana del secondo novecento desidero ricordarne lo spessore artistico, la fervida creatività, le intuizioni geniali che hanno dato vita a opere intramontabili”. Si. Un indimenticabile talento capace di dare vita a opere intramontabili. Forse oggi si può dire questo perchè nel tempo questo patrimonio monetizzato è stato anche protetto, conteso, chicchierato nei tribunali. 

Di lui oggi Geoff Westley, il musicista produttore dei capolavori Una donna per Amico e l’altro LP Una Giornata Uggiosa, dice: “Mi colpì il suo essere tanto umile, avevo davanti un uomo che non doveva farmi capire di essere un grande. Parlava benissimo inglese. Mi ha fatto capire che in musica bastano tre note e il cuore, per un successo. Non servono artifici, non bisogna cercare altro” Bene. Lucio manchi a qualcuno che hai cercato, andandotene all’estero. Bene. Hai fatto bene e meno male che lo hai fatto, che hai lasciato l’Italia. Un’Italia che non ti meritava. Però!? Però io voglio dire ai suoi detrattori dell’epoca – e ce ne erano e sono ancora vivi perché vedo che scrivono sui giornali, o sono intervistati in televisione – a quelli che spesso giocavano a fare i sinistri borghesi sprezzanti del bello e dell’arte se non fosse stato qualcosa di partorito dalla loro sacra rota intoccabile, che coi vostri megafoni voi ci avete tolto tanto, di Battisti. Umanamente e artisticamente.

Non facciamo finta di non sapere che di questo trattamento lui ne ha sofferto. Come quando è stato a lungo deriso per i falsetti, tacciato di essere omosessuale (sic!) o si è preso dello stonato, fascista-maschilista senza esserlo, ed è stato bandito dal ventaglio degli intoccabili. O come quando le sue innovazioni e le sue intuizioni non sono state capite ed è arrivata la sintesi corale: “E’ finito!”
E anche questo lo mettiamo nel cassetto delle cose che a lor signori non si possono perdonare. Non si possono perdonare ancora meno a certi individui che si sottotitolano sui loro biglietti da visita “uomini di cultura”.
Se l’arte è per pochi, se pochi sono i geni, chissà quanti ne avete fatti fuori, senza poterli capire.
Per capire un genio, bisogna essere un altro genio? Avere un senso sviluppato nell’orecchio assoluto? O basterebbe semplicemente l’intuito dello scopritore di talenti? Magari basterebbe capire che l’unicità non è mai modaiola. Che il coraggio del proprio talento non è mai condizionamento preso dalla società. Che se li volete tutti uguali non stiamo parlando di artisti. Nessuno può dirti cosa devi fare per essere artista. Lo sei e basta. Al resto pensano quelli del trucco e parrucco. Anche se Battisti non ha avuto bisogno di artifizi. Nemmeno nel curare l’aspetto o nascondere la timidezza. Tutti valori aggiunti, le sue partecipazioni naturali.
Celebrarlo oggi serva ai giovani. Magari col benestare della vedova. Che da certi vecchi armadi pieni di provini e scheletri non esce né ancora né mai una lacrima d’arte. Nè una parola di cultura che non sia stata prima avvallata nei salotti dei tanti sottoposti, tutti uguali.
Perchè gli uguali giudicano i diversi, li combattono. Poi sono costretti a osannarli, loro malgrado. Perché é solo se sei diverso, cioè te stesso, che puoi dire e dare cose nuove. Ed è solo dando cose nuove che c’è cambiamento, crescita culturale.
Caro Lucio, ancora oggi è così.
Il treno della musica in mano a chi te lo fa perdere.
Ci hanno tolto tanto. il bisogno di sapere che non si fossero attuate ingiustizie nei confronti di un uomo durante la sua vita, è un bisogno che resta insoddisfatto. Ci possiamo meravigliare di quello che è successo dopo?
Perché a un artista glielo devi dire in vita, che vale. Invece, non vogliono toglierci oggi quello che ieri ci toglievano. E’ strano il mondo. Mentre si reclama il diritto di oblio su  internet, ci troviamo davanti a un caso di pericolo di oblio di un genio.
Ne parla accuratamente Milena Gabanelli qui
Oggi sarebbe diverso. Oggi, senza intermediari, Lucio se fosse con noi, saprebbe in diretta dalla sua villa in Brianza, della stima e del valore riconosciuti. E magari al posto di mandare a quel paese qualcuno con le travi in mano, gli avrebbe sorriso in faccia e offerto un bicchiere per permettergli di dimenticarsi della sua stessa pochezza.
IL WEB LO AMA ACCONTENTANDOSI DELL’INTROVABILE
Alcuni commenti a caso, i primi che capitano, dal web ci dicono che c’è un popolo unito che celebra lo celebra:
 E chi li compone e li canta oggi dei testi così …con quella voce lì…. oggi …..?
– Sono nata nell’epoca sbagliata
-Questa canzone è stupenda. Lucio mi manchi tantissimo. Le tue canzoni sono e saranno sempre attuali.Chi non ama Lucio non capisce niente di musica…!
– la differenza fra Lucio e gli altri sta nell’anima
– Notare la differenza di emozioni nel sentire cantare questo immenso genio..in confronto ai ragazzetti freddi come il ghiaccio dei talent show
–  io sono del 54 e ancora oggi le ascolto e solo queste quelle di oggi fanno ridere
– lucio è come il vino più passa il tempo più è buono
– opere d’arte.punto e basta
– Ricordi… ferite al cuore!!!!!
– Lucio Battisti numero 1 assoluto!
– non avete capito niente Era il massimo come persona.
– QUALE PENNIVENDOLO DA STRAPAZZO PUO’ ASSERIRE CHE BATTISTI SIA STONATO? SARA’ FORSE COSI’, MA QUESTA CANZONE E’ DA BRIVIDOOOOOO!!
– sono dei quadri, sono poesie, sono…sono…sono…opere d’arte. non dimentichiamoci che Moro ha svolto un ruolo importante, le parole sono sue.
– unico nell intensità
– La voce roca, le espressioni, il giro di note. E’ impossibile non riconoscere in questa canzone un fotogramma di vita vissuta… Io sento l’odore dei giorni in cui ho pianto per amore, quando ascolto questo pezzo. Più che fotografico, da metempsicosi
– certo che chi spara su lucio credo che di musica ne capisce veramente poco,non e bellissima e solo stupenda come tutta la sua discografia,se vi piace il pulcino pio siete irrecuperabili,mah
– Sono dei quadri, non sono solo canzoni.
– canzone e esecuzione bellissime con la magica voce di Lucio
– brividiii
– unico nell’intensità
-“(La poltrona a fiori è vecchia oramai) – “quello strappo è da cucire” – “(ho la barba lunga come tu la vuoi) – ed HO VOGLIA DI MORIRE