Savino: non c’è altro in casa Rai?

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La notizia che il Dopofestival di mezzanotte, a conclusione di ogni serata del Festival di Sanremo lo condurrà l’ex DJ Francesco Savino (avevamo accennato a Bruno Vespa, che però ha rinunciato), insieme alla band dei Gialappa’s, francamente non convince, anzi non mi convincono affatto. Pensare che il “costituzionale” Sanremo venga commentato da quel trio è come dire: abbattiamo anche quest’ultimo steccato e sistemiamo il Festival della Canzone Italiana una volta per tutte. E facciamolo mettendo alla gogna anche un giovane conduttore molliccio, nemmeno troppo telegenico, come Savino, detto il bellino, il bravino, che non fa sorridere neanche un pochino. Tre piccole e scherzose rimette che però mettono in evidenza come la televisione di Stato, non abbia molto altro da proporre e si accontenti di un gruppetto semi-simpatico, ed anche un po’ stagionato, che bazzica su Rai Due la domenica pomeriggio. Un gruppo che funzionava una volta perché era la novità e perché erano in una rete privata (dove accettavi qualsiasi cosa, tanto non pagavi il canone), ma che adesso, arrivati in casa Rai, “rompono” proprio e ti fanno venire la voglia di cambiare canale. Lo fanno in tanti. E sapere di trovarli a Sanremo a commentare o ad affossare, seppur scherzosamente, almeno si spera, un Festival così importante, non so proprio a chi possa piacere questa bell’idea che non è certo da Rai Uno. E siccome insieme a loro ci saranno altri personaggi che non vedono l’ora di diventare commentatori di fatti altrui e magari non hanno nemmeno alcuna competenza musicale. E altrettanto sicuramente punteranno il ditino contro Carlo Conti il quale sarà costretto a fare buon viso a cattivo gioco per far piacere alla Rai e a pochi altri. Se poi gli spettatori se ne andranno a dormire annoiati bè, loro potranno sempre dire di averci provato. Intanto noi continuiamo a pagare il canone, il resto poco importa.

Ilio Masprone

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