Febbre alta sul nome del prossimo Presidente del Consiglio. Media fissano Di Battista padre lui smentisce. Il web scatenato tra satira e spionaggio.

di Tiziana Pavone

La febbre è alta. La persona che dovrà sostituire Gentiloni è top secret. Manca poco per conoscere il nome del Presidente del Consiglio della terza Repubblica che le due forze politiche più votate dal popolo stanno presentando in queste ore al Capo dello Stato Sergio Mattarella. Presa d’assalto la rete, i giornalisti vanno a caccia di nomi setacciando i profili dei pentastellati più seguiti raccogliendo umori ma nessuna  indiscrezione. Si ride anche, in rete: luogo di perdizione in cui si consumano battaglie drammatiche, in risposta a giornali e tv di regime, salotti bene di ospiti riveriti. Irriverenti contro il nuovo che avanza.

Ai giornali risponde divertito anche Vittorio Di Battista, padre di Alessandro (in tv stasera ospite a Il Loft sul 9), che difende il nome di famiglia, usato a sproposito nel totoscommesse: Cioè, vi faccio capire. Quel Di Battista che, come scrive Il Corriere della Sega (errore di battuta), indicato da Di Maio candidato premier e che per questo “si è bruciato”, non è l’ex deputato di famiglia ma sono io. E, per completezza di informazione, preciso che non mi sono affatto bruciato ma mi si sono arroventati gli ammennicoli a furia di leggere tutte le minchiate che scrivono i giornali.

E così anche il papà di Alessandro Di Battista, in trincea dentro la guerra tra new media e vecchia informazione, tra populismi e oligarchie che si colpiscono in botta e risposta quotidianamente, ci fa sapere che non è lui il designato.

Intanto  Di Maio è appena uscito dalla consultazione e ha avvisato che ci sarà ancora qualche giorno per mettere a punto i temi. Il programma poi sarà sottoposto agli iscritti tramite referendum sulla piattaforma Rousseau.

C’è chi tra gli attivisti più ispirati e divertenti, come Fulvio Maranzano, ci ricorda che di pop corn qualcuno potrebbe morirci. Il riferimento è alla stoccata di Renzi, che vorrebbe gustarsi la scena di un improbabile fallimento sul nascere del nuovo governo, stando seduto sul divano mangiando pop corn. Maranzano fredda tutti i suoi con un affondo:”Secondo i miei calcoli, quelli del PD che stanno mangiando pop corn da due mesi e mezzo, oggi dovrebbero avere i trigliceridi a 5000.” La battuta sulla pistola fumante così colpisce anche il lungo silenzio seguito dopo l’ultimo rilancio di palla dell’avversario.

Sui pop corn si scatenanto anche i vignettisti. Tra i più ammirati c’è Marione, che oggi sforna una vignetta con l’immagine sfatta di Renzi, che a forza di stare sul divano a guardare aspettando il fallimento del nuovo governo fa la fine immaginata da Maranzano.

Mentre i media ipotizzano staffette di governo, la staffetta delle battute colpisce tutti i social. Dal suo canto, la televisione ci mostra le forze perdenti. C’è chi questo lo chiama governo di destra, “quasi fascista”, dice Cirinnà. Ma c’è anche chi sul web, da parte pentastellata non vuole chi si è messo troppo a destra: è il caso della parte meno votata della coalizione di centro destra. Così la donna che in molti vedevano già alla presidenza, l’ex baby sitter di Fini votata alla politica, la romana Giorgia Meloni resterà fuori dalla maggioranza.

Destra e sinistra, mentre accusano i rivali di aver fatto solo lavori umili, vorrebbero esistere ancora da esperti. Ma mostrano tutta la loro disfatta, cercandosi a vicenda, per sentirsi ancora in maggioranza. Una maggioranza che ha annullato le differenze e le opposizioni, e per questo si è scollata dai territori e dagli elettori. La terza Repubblica vuole dimenticarsi al più presto di queste finte divisioni, che tengono separati i popoli inutilmente. A questo giro staranno all’opposizione quelli che col patto del Nazareno ci avevano fatto la maggioranza, soprannominati così i Renzusconi: Forza Italia e PD. Il popolo italiano ha una memoria collettiva e molta pazienza. E’ autoimmune, affatto masochista, bisognoso di riscattarsi da una economia lontana più della politica, che lo ha sodomizzato suo malgrado.

Brunetta stamane è riuscito a togliersi qualche sassolino dalla scarpa in un sol boccone, ospite a L’Aria Che Tira su La7, programma politico ostinatamente di parte, che non perde occasione per colpire il nuovo che avanza. Per lui, nel centrodestra che vorrebbe apparire compatto, la Lega che sale in voti, li avrebbe traditi per il M5S, al quale augura una brutta fine! Insomma, l’aria che tira non è delle migliori, sul Titanic, mentre la barca va con la benedizione di Orietta Berti. In realtà “le coalizioni di governo si dovrebbero fare dopo le elezioni. Mica prima!”, ribadisce Luigi Di Maio, il capo politico del Movimento 5 Stelle. Le prese di posizione sono agli opposti, tra il vecchio modo di accordarsi sottobanco, e la nuova politica, che prima di fare accordi rispetta le decisioni di voto degli italiani, e con quelle fa i conti.

Il Titanic affonda senza aspettare i tempi lunghi della giustizia. Nonostante un’onda d’urto abbia fatto tornare Berlusconi ricandidabile, in un Paese in cui la giustizia è minata dalle troppe leggi e dalla soluzione chiamata prescrizione. La legge Severino, per esempio non è applicabile per reati commessi prima della sua entrata in vigore. Così il vecchio leone torna a ruggire sui media, pur avendo scontato tre anni di pena e avendo tenuto fede alla buona condotta. Mentre i giudici voltano carte, la tv fa la staffetta da un programma all’altro e si rimpalla la diretta. Un’altra conduttrice ospita in salotto Antonio Di Pietro, l’uomo simbolo di Mani pulite:”Se Berlusconi dovesse candidarsi dove è nata Mani Pulite, a Milano 1, sarei proprio curioso di vedere da che parte sta il popolo italiano: se preferisce un giustizionalista alla Di Pietro o un pregiudicato alla Berlusconi! Lui ha necessità di tornare alla politica. Vorrà andare alle suppletive o in Europa a dare bacini alla Merkel.”

La rete ha facoltà di giudizio a sé stante, voce del popolo senza peli sulla lingua, fischia a reti unificate, meno propensa al perdono.

Febbre alta sul nome del prossimo Presidente del Consiglio della Terza Repubblica. L’Europa osserva. I giornalisti fissano Di Battista padre ma lui smentisce. La voce della Rete e la voce dei Media tradizionali si dividono Il web scatenato tra satira e spionaggio.

L’ironia sfoggiata nei commenti sui social

Il dato certo emerso dopo il 4 marzo è che il Pd ha perso 6 milioni di voti negli ultimi anni. Li ha tenuti nei centri storici ricchi. Chi tra di loro lo accusa, come Emiliano, viene preso per grillino, quando vorrebbe farsi motivatore di coscienze sinistroidi. Il PD ormai, incapace di mea culpa, scollato dai problemi reali del Paese, si lecca le ferite con le sue donne, che adesso non vogliono gli uomini, ma fare un partito da sole. Altre divisioni? Colpa degli uomini? Potrebbero rammendare mai sull’operato degli uomini, dopo che maschi e femmine sono stati immortalati nei festini da cinema di Sorrentino? Non volersi fidare di uomini e donne del governo nascente a prescindere, declassandoli peggio di quanto abbiano fatto con i loro uomini che stavolta non vogliono più, pur essendo state molto a loro agio nel partito unico destra&sinistra/ maschi&femmine, quando si è trattato di comandare, parrebbe solo ulteriore strategia divisiva.  In tutto questo, nessuno fa i conti con la colpa? Nessuno, su giornali e tv da seconda Repubblica, parla di temi: è la novità di questo governo entrante, che chiede riforme mai fatte. Che siano presentate da donne o da uomini, le idee camminano da sole. E affrontare temi risolverebbe problemi: su lavoro, ambiente , sanità, sicurezza, turismo… Il Paese ne ha bisogno, lo chiede da nord a sud, agonizzante e anche androgino, ormai.

dalla rete, frecciate di politici e attivisti ai partiti

Stavolta a riscrivere la storia ci pensano giovani uomini votati a furor di popolo, che vogliono migliorare la vita del Paese e i rapporti con l’Europa. E per questo mai così tanto aggrediti, nonostante ci mettano genio, studio, impegno, capacità, passione. In un Paese che ha fatto di tutto per formarli qui e fermarli all’estero. Tanti pop corn staranno andando di traverso a chi sosteneva che sarebbe stato impossibile far convivere flax tax e reddito di cittadinanza? Insieme, i “populisti”, spesso chiamati così con disprezzo, ce la possono fare. Come ce la stanno facendo i due sindaci di Torino e Roma. La Raggi ha appena inaugurato la prima Stazione Museo sulla linea C della metropolitana di Roma. E in ogni quartiere un centro sportivo, che si è sostituito al degrado lasciato da amministrazioni precedenti. Quel degrado che in televisione vorrebbero attribuire con accanimento quotidiano rabbioso, erroneamente a lei. La Appendino a Torino ha fatto il pieno di editori al Salone del Libro, quando l’anno scorso in molti volevano trasferire il Salone a Milano per mettere in difficoltà i 5Stelle.

Anche in Liguria il M5S è il partito più votato. Vedremo quanto conteranno le coalizioni di altre forze, che perdendo voti, devono attivare qualche struttura mentale all’ombra, per trovare una via d’uscita.. E’ risaputo che nelle ultime dichiarazioni Toti si era mostrato molto vicino a Salvini. E a considerare le ultime tendenze, la Lega è in salita rispetto a Forza Italia. Che comunque nella provincia di Imperia resiste, in quanto a potere territoriale.

Tra pochi giorni avremo un governo giallo verde che cambierà la storia di questo Paese. Il tricolore è salvo? Squali permettendo, siamo di sicuro il progetto pilota a cui in molti guardano dall’Europa per invertire la tendenza che ci voleva più poveri e ormai fuori dai giochi mondiali che contano. Il governo vuole restare in Europa, ma ritrattare gli accordi precedenti. E la cosa bella, come ci ricorda un’attivista della prima ora, Rosanna Paciotti, in uno dei suoi commenti pepati che ogni giorno vengono condivisi dalla sua bacheca “la sfiga delle opposizioni nel prossimo governo sarà di non potersi lamentare di nulla perchè il Paese lo hanno distrutto loro, proprio come per Roma. Ricordarglielo tutti i giorni sarà un piacere”. Le sferzate in rete continueranno a lungo. Tra politici, seguaci, satira e vittime…

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