Eventi collaterali. Primo passo verso il Festival 2019

di Illy Masper

SANREMO si porta avanti con il Festival della Canzone del 2019? Forse non lo chiamano 69 esimo perché parrebbe brutto. Tuttavia ci sono già molti lavori in corso d’opera. Non tanto da parte della Rai, troppo impegnata a seguire un Governo che non c’è, quanto per le famigerate Operazioni Collaterali al Festival stesso, spina nel cuore di chi deve organizzarle. Spina soprattutto per l’Ente Pubblico, sempre imbrigliato tra scartoffie burocratiche piuttosto che stare sul “pezzo”, come direbbe l’acculturata classe giornalistica locale di oggi.
Che non sia per gli Enti Pubblici la principale vocazione, quella di organizzare eventi, è tristemente noto. Figuriamoci per la città di Sanremo, indietro di secoli per mentalità e capacità intuitiva ed organizzativa! Qualità che non ci sono. E se ci sono, non si sentono nell’aria…
Nel febbraio scorso le iniziative collaterali, legate all’evento principe all’Ariston, sono risultate essere le stesse degli anni passati: i soliti spazi, le solite piazze (tuttavia sempre meno).

Piazza Colombo
La via pedonale verso il Teatro Ariston e la via di fuga, a sinistra, quest’anno chiusa al traffico durante l’ultimo giorno di Festival.

Su Piazza Colombo, sempre più caotica, ci sarebbe da stendere un velo pietoso. Dovrebbe essere l’ingresso accogliente alla cittadella della musica, invece non ha carattere. Poco funzionale con le sue aiuole, lo spartitraffico e le barriere pedonali di contenimento. E’ un punto di passaggio strategico e si riempie di tir. L’isola pedonale vorrebbe cominciare da questa piazza, che ha molti passaggi chiusi ma deve far passare taxi, servizi navetta a ogni ora e i service vari: tutti devono passare per di lì. Con le regie mobili delle radio private, si crea anzi lo stallo a ogni passaggio di navetta che porti qualche cantante alle loro dirette.

Quest’anno abbiamo vissuto il paradosso: cantanti che alloggiavano all’hotel Globo, traspostati dalla radio sotto casa all’albergo: dieci passi a piedi no?  Si è creato un tappo, quando i vigili hanno chiuso l’accesso da piazza Colombo verso via Roma. Chi si trovava a transitare a piedi nella folla, non poteva scappare nè verso via Matteotti (chiusa dalla passerella) nè verso via Roma. Due strade chiuse e un folle caos, anche acustico. Dove ci dovrebbe essere solo uno spazio neutro, pensato per la mobilità.

Forte Santa Tecla
Piazza Eroi
Piazza Borea D’Olmo
Piazza Vesco

Piazza Borea d’Olmo, la piazza davanti all’Ariston, è a totale disposizione della sola Rai. Ma perché? E Piazza Eroi, ormai impossibile da utilizzare da quando è stata ristrutturata. Ha una nuova viabilità, con l’uscita dal parcheggio davvero pericolosa: in piena curva! Piazzale Vesco, sul porto vecchio, è rimasta deserta.  Il porto, zona ex Carceri, diventato il Museo di Santa Tecla sul mare è bellissima struttura utilizzata durante il Festival, ma gestita, anche qui, solo da una Rai Padrona che in città comanda perché convinta di essere forte in quanto “omaggia” di una sola manata di milioni il Comune, mentre lei di manate ne guadagna almeno otto. Brava lei, comunque, che i suoi affari li sa fare e bene.

Dunque dov’è il famoso “Festival in Città” voluto, a parole, dai tanti Sindaci che non mantengono quanto promettono?

Valutiamo l’idea, non nuova per altro, di posizionare una bellissima Tensostruttura, coperta e riscaldata, in quella straordinaria piazza sul mare che si chiama Pian di Nave, in particolar modo usata solo d’estate. Ebbene, sono tre anni che un’organizzazione privata sanremese, che non chiede soldi, prova a convincere l’Amministrazione che un’operazione come quella di posizionare in quel luogo una tensostruttura, si può realizzare anche d’inverno. Invece loro, i grandi Soloni del Comune e in particolare due assessorati, trovano difficoltà, anche poco plausibili.  Impongono esagerati paletti (alcuni secondo noi inventati) pur di non rilasciare le opportune autorizzazioni. Oppure, ancor peggio, tirano avanti le questione burocratica fino a ridosso della manifestazione per poi concedere l’OK, magari 15 giorni prima dell’evento. Così costringono gli organizzatori a rinunciare, non pensando che fanno soltanto del male alla propria città. Adesso risulta che sia al passo l’ultimo tentativo di depositare per la quarta volta lo stesso progetto, pronto a essere protocollato. E siamo solo a fine aprile 2018. I professionisti si mettono a lavorare un anno prima, per preparare eventi. “Ma è troppo presto per pensare al Festival del 2019!” – potrebbero replicare lassù, i Soloni del Turismo di Palazzo Bellevue.

Nella foto una tensostruttura che potrebbe essere posizionata in riva al mare: basta crederci.

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