LUCIO BATTISTI: “UN’AVVENTURA” IN EDIZIONE SPECIALE PER IL RECORD STORE DAY

Di Susanna Giusto

La celebre canzone, che segnò l’esordio di Lucio Battisti al Festival di Sanremo nel ’69, esce in una speciale ristampa in vinile per la giornata mondiale dei negozi di dischi. Correva l’anno 1969, quando Battisti partecipò per la prima e unica volta al Festival con il brano “Un’avventura”. Oggi, a distanza di quasi 50 anni, l’evergreen del repertorio del cantautore viene riproposto in una nuova veste per il Record Store Day, la giornata mondiale dei dischi. Tra le opere di artisti italiani ristampate in edizione speciale, ci sono infatti anche cinque 45 giri editi tra il ’69 e il ’70, rimasterizzati e ripubblicati per la prima volta in vinili colorati differenti. Un box da collezione che contiene “Acqua azzurra, acqua chiara/Dieci ragazze”, “Mi ritorni in mente/7 e 40”, “Fiori rosa, fiori di pesco/Il tempo di morire”, “Emozioni/Anna” e “Un’avventura/Non è Francesca”.

Quest’ultimo è il quinto singolo da interprete del cantautore, scritto con Mogol e uscito il 31 gennaio del ’69 per la Dischi Ricordi, in concomitanza con il suo esordio al 19º Festival della canzone italiana. Battisti, che aveva già partecipato nei due anni precedenti come autore per Mino Reitano con “Non prego per me” e per Johnny Dorelli con “La farfalla impazzita”, presentò Un’Avventura” al Festival di Sanremo in coppia con lo statunitense Wilson Pickett, voce che si prestava alle sonorità soul e di ispirazione motown richiamate nella canzone. La modernità del brano non valse tuttavia la vittoria al cantautore di Poggio Bustone, che si piazzò al nono posto, mentre a salire sul podio furono Bobby Solo e Iva Zanicchi con Zingara, seguiti dalla coppia Sergio Endrigo- Mary Hopkin, con Lontano dagli Occhi e da Don Backy- Milva con Un sorriso.

A dispetto delle classifiche, Il successo di “Un’avventura” arrivò dopo la partecipazione alla kermesse, seguendo il destino di altri casi analoghi che costellano la storia del Festival. Basti ricordare “Le mille bolle blu” di Mina, quinta a Sanremo nel 1961 contro un primo posto assegnato ad “Al di là” di Betty Curtis. Ancora più plateale fu il caso di Lucio Dalla, che si piazzò all’ottavo posto al Festival del ’72 con Piazza Grande, divenuta in seguito una pietra miliare della sua discografia. Come non pensare, poi, all’indimenticabile Mia Martini, classificatasi nona a Sanremo nel 1989 con Almeno tu nell’universo. Non c’è da stupirsi, quindi, se “Un’avventura” non trionfò a Sanremo.

A volte le canzoni seguono percorsi imprevedibili e il brano di Lucio Battisti era forse troppo lontano dalla tradizione neomelodica dello Stivale. Ma il tempo, come spesso accade, gli ha dato ragione e a distanza di mezzo secolo “Un’avventura” resta una delle canzoni più conosciute e più “dedicate” della storia del Festival e della musica italiana. Sarà perché in fondo siamo tutti romantici e ci piace sognare un “amore fatto solo di poesia”, come cantava Battisti. Sarà perché vogliamo credere, con lui, che la donna vestita di rosso abbracciata ad un altro “Non è Francesca”. Ma questa è un’altra storia, o semplicemente il lato B di un bel disco dal fascino immortale.

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