Festival di Sanremo 2019: Paolo Bonolis torna all’Ariston?

di Illy Masper

Tra i nomi più ricorrenti per la conduzione del Sanremo prossimo c’è anche quello di Paolo Bonolis. Il suo ritorno sul palco dell’Ariston come ospite di Antonella Clerici a febbraio, nella prima puntata di SanremoYoung ha fatto immediatamente pensare a una nuova esperienza festivaliera, a 10 anni dalla sua ultima volta. Bonolis, infatti, ha condotto Sanremo 2009 con Luca Laurenti e ancor prima Sanremo 2005, con la Clerici al suo fianco.

La coppia Bonolis-Clerici si è quindi ritrovata all’Ariston proprio nel febbraio scorso 2018 per lanciare SanremoYoung e l’effetto nostalgia si è fatto sentire subito: “Benvenuti nel 2005!” aveva esordito Bonolis, che non ha mancato poi di fare qualche commento sul Sanremo di Baglioni e di ricordare, en passant, alcuni suoi meriti, come aver “scoperto” (dice lui) i Negramaro e Arisa o aver portato la PFM ospite son Stefano Accorsi e Claudio Santamaria (ante Favino, per intenderci) con i grandi classici di De André, per esempio.

Di un ritorno di Bonolis a Sanremo si parla ogni anno, ma il conduttore sembra, almeno fino ad ora, non aver fretta di tornare a monopolizzare l’Ariston. Già nel 2004 disse di no ad un Festival, conquistandolo poi d’ufficio dopo il grande successo di Affari Tuoi. Tempo fa, invece, fece presente che sarebbe tornato al Festival se questo avesse cambiato sede.
 “Sul palco dell’Ariston credo che più di tanto non si possa fare. Laddove il Festival cambiasse sede, e credo che la Rai stia valutando questa ipotesi, potrei essere il primo a cambiare totalmente il Festival, qualora la Rai lo volesse” I limiti di una struttura come il teatro Ariston, quindi, starebbero stretti a Bonolis. Certo che dopo un ottimo, e inatteso, Baglioni è difficile assumersi il rischio. Ma a sentirlo così lanciato nel ricordare i meriti del suo Festival sembra davvero che voglia accreditarsi presso i vertici Rai per un Sanremo 2019.

Ma per Sanremo 2019, si torna a parlare ancora del ritorno di Fabio Fazio. I nomi che si fanno alla conduzione di un Sanremo in fondo sono sempre gli stessi: già dopo il triennio di Carlo Conti si era pensato al ritorno di Fazio al Festival, considerato anche il passaggio da Rai 3 a Rai 1, che sembrava poter essere un buon viatico per una nuova esperienza sanremese. Su Fabio Fazio pesa ancora lo scotto di Sanremo 2014, il Festival con i “peggiori” ascolti degli ultimi anni. E dire che quel Sanremo era nato con i migliori auspici, sull’onda di ascolti record registrati proprio dal savonese nel 2013: il bis non piacque, con quell’eccessiva “boria” (in parte rimasta) che allontanò il pubblico, nonostante la bella trovata delle due canzoni in gara per ciascun cantante.

 

A Fazio, però, si devono le principali rivoluzioni festivaliere: con i suoi primi due Sanremo, nel 1999 e nel 2000, introdusse il principio della commistione tra “alto e basso”, facendo presentare i cantanti ad un premio Nobel come Renato Dulbecco o all’amico Luciano Pavarotti. La novità piacque al pubblico: quei Festival restano tra i più seguiti, insieme a quelli di Bonolis. La stessa fortuna non ebbe però la sua quarta conduzione: un ritorno dopo l’exploit di Baglioni – che lui stesso sdoganò con Anima Mia – potrebbe non essere il massimo per “riscattare” una brutta annata?

 

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