Concorsi che scippano il nome a Sanremo? Il Sindaco si muove. E vuole verificare anche quello ufficiale, di Area Sanremo.

Succede da tanti anni che si lasci fare alle persone senza arte nè parte ciò che vogliono, senza smentirle, senza diffide. Anche se loro arrecano danni di immagine alla città di Sanremo. E danni morali e psicologici ai ragazzi, privati di ogni speranza di riuscita personale nella società. Stiamo parlando dei tanti concorsi canori sparsi per l’Italia che usano il nome di Sanremo per sbarcare il lunario. E’ questo il ruolo degli operatori culturali che usufruiranno degli incentivi regalati dalla nuova legge sulla Musica? E’ questo sistema prendi e scappa, a fare Cultura e Turismo a lungo raggio?

di Illy Masper

SANREMO. E’ appena finito il 68° Festival di Sanremo e la macchina organizzativa pare si sia già messa in moto per la 69a edizione del febbraio 2019. Ma non vogliamo parlare del Festival appena finito (il cui titolare del marchio è il Comune della città dei fiori).
Parliamo di quella miriade di presunti “Festival” o dei mille concorsi canori spesso fasulli sparsi sul territorio nazionale, per i quali organizzatori senza scrupoli si spendono, marchiandosi addosso il nome di Sanremo senza averne diritto. Sono tentativi di uscire dall’anonimato per crearsi occasioni (perdute in partenza) che poi si rivelano dannose per quei tantissimi ragazzi e ragazze che si illudono davvero di arrivare, prima o poi, su quel magico palcoscenico del Teatro Ariston di Via Matteotti. E sono davvero tanti, a Nord e anche più a Sud del Paese, questi “falsi concorsi” troppo spesso nella mani di lestofanti speculatori senza scrupoli, che, sottolineiamo, succhiano denari ai ragazzi col presupposto di farli poi arrivare a Sanremo.

Un turpe mercatino di speculazione sul quale l’amministrazione pubblica sanremese non si è mai soffermata. Mentre sarebbe ora di trovare qualche soluzione nel tentativo di arginare quest’affare clandestino che crea illusioni ai giovani e loschi affari a quella gentaglia che arriva puntualmente in città, durante la settimana del Festival, per concludere il loro super affare. Di fatto però strutture locali, soprattutto quelle provvisorie, quindi molto più compiacenti, si mettono a disposizione di questi loschi figuri perché attraverso raggiri portano, in queste Location affittate, tanti candidati che hanno pagato fior di quattrini per partecipare al “nulla”. Sono quei giovani comuni mortali che si accontentano una volta tornati a casa di riferire agli amici che nel pieno periodo delle canzoni sanremesi, hanno vissuto una meravigliosa atmosfera festivaliera. Anche se, a caro prezzo. Come potrebbe Sanremo accoglierli, magari convogliandoli verso convegni utili per loro, se nemmeno sa della loro esistenza?

Continuerà a vivere, la fabbrica delle illusioni? Si. Fino a che non ci sarà qualche persona per bene del Comune che prenda a cuore questa situazione e la esponga durante un prossimo Consiglio Comunale. Non solo. Ci vorrà anche l’intenzione di seguire questa causa sul piano della legalità,  verificando se tutto ciò che sta accadendo attorno al nome Sanremo non abbia anche qualche risvolto giudiziario. Ci vuole una soluzione definitiva affinché non si continui a perpetrare danni d’immagine a questo benedetto nome Sanremo. Il quale, per altro, sarebbe già tutelato da un’apposita Legge già esistente, ma purtroppo mai applicata.

Comunque tra tanti bluff, il vero concorso a Sanremo c’è già da molto tempo ed è assolutamente legale e ufficiale: si chiama Area Sanremo e viene indetto dal Comune. Porta ogni anno due concorrenti finalisti al Festival della Canzone sul palco del Teatro Ariston. Sorpresi?

Un concorso, l’unico, che porta due finalisti senza casa discografica dritti al Festival di Sanremo. La sua gestione organizzativa da parecchi anni viene affidata a diversi addetti ai lavori di caratura nazionale in modo alternato. Che vengono e cambiano nome al concorso secondo criteri che non stiamo di certo a indagare. Il concorso di Sanremo così si è chiamato negli anni Accademia di Sanremo, Sanremolab, Area Sanremo. Se il nome è cambiato, però il contenuto è rimasto uguale. Uscito indenne da pochi ritocchi al regolamento (pensiamo all’imposizione delle audizioni a porte chiuse). Sono cambiati anche i rapporti con gli agenti regionali, che compravano l’esclusiva del marchio per organizzare le prime selezioni sul loro territorio. Questo per dire che il comando diretto sul concorso non ce l’ha il Comune, ma chi tra gli operatori del settore musica e loro discendenti, si aggiudica la fiducia degli amministratori della città.

All’ultimo Festival, durante gli eventi collaterali, Area Sanremo ha avuto il suo epilogo con l’esibizione di alcuni iscritti in quella struttura privata ribattezzata la “bolla” di Piazza Colombo. In quel frangente e già da prima, la Fondazione Orchestra Sinfonica che ha gestito il concorso canoro dell’ultimo anno, è stata partner di alcuni privati finanziati dal Comune. Ora anche lei pare che rimarrà presto senza il consiglio direttivo perché il Sindaco Alberto Biancheri (nella foto con Claudio Baglioni in giro per la città), non appena verificato il bilancio, ha tutta l’intenzione di ristrutturare e ricreare un nuovo direttivo della Sinfonica e dello stesso concorso, che ha sicuramente la necessità di rinnovarsi anche nella fase organizzativa.

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