Sanremo Young. Figlia del Festival di Sanremo

di Tiziana Pavone

Tutti in gara a Sanremo Young per cantare i successi del Festival di Sanremo. L’Academy vota con Mara Maionchi.

Sanremo Young. Figlia del Festival di Sanremo. Tutti pronti a cantare le canzoni del Festival. L’Academy sfoggia la regina Mara Maionchi. Con lei giudicano Rocco Hunt, Iva Zanicchi, Marco Masini, Cristina D’Avena, Angelo Baiguini, Mietta, Elisabetta Canalis, Baby K e i Ricchi e Poveri.

Un bel successo, per questo nuovo format firmato dalla Rai, dove protagonisti sono i giovani aspiranti cantanti. Tutti preselezionati e pronti, dopo essere stati in qualche modo, a scuola di canzoni. La formula televisiva è andata sul sicuro, con gli ingredienti giusti da adottare per abbracciare il gradimento del pubblico. La gara, la giuria dei Vip, il televoto da casa, l’incidenza del direttore d’orchestra e il ripescaggio fatto da Bonolis. Non è mancato nemmeno un super ospite d’oltreoceano, Richard Gere (vedi altro articolo). La conduzione è stata affidata alla Clerici, una primadonna della televisione di Stato. E ciò che conta, le canzoni da scegliere sono tutte entrate nel cuore degli italiani.

Nel cast di Sanremo Young abbiamo visto concorrenti dai 13 ai 17 anni:  Alexéf, Matteo Markus Bok, Leonardo De Andreis, Luna Farina, Elena Manuele, Bianca Moccia, Ouiam, Eleonora Pieri, Raffaele Renda, Rocco, Sharon e Zaira.

La prima serata di Sanremo Young.

Giudici e concorrenti.

 

La prima concorrente di Sanremo Young prima puntata, Bianca Moccia, canta una canzone di Emma Marrone, Arriverà. E la Maionchi, che le darà un bel 7 tondo, la invita a guardare in avanti, alla freschezza di proposte meno classiche. Lei è stata brava, a dominare l’emozione, comprensibilmente visibile.

Raffaele Renda ha cantato Un’emozione da Poco, presentata al Festival di Sanremo da Anna Oxa nel ’78, quarant’anni fa. Lui dove l’ha ascoltata? Chiede la Clerici. E ci spiega che la canzone l’ha scoperta guardando Jeeg Robot. Il suo canto è un virtuosismo capace di volare sulle note alte con disinvoltura. L’interpretazione è matura, con una coraggiosa grinta incontenibile, che lui libera a tratti. Un promettente interprete della nostra canzone italiana, che potrebbe avere consensi anche all’estero. I Ricchi e Poveri si esprimono sulla bella intonazione e pensano a un bel futuro: “Canta come se avesse una voce femminile. Ha dato un’interpretazione propria. Avrà un bel futuro”. L’unica difficoltà sarà quella di trovare belle canzoni. Una mannaia che si abbatte su molti interpreti. A Bonolis ricorda il primo Mengoni e il pubblico se ne farà una ragione.

Oggi Sono Io, che ha vinto nella Sezione Giovani, a Sanremo fu portata al successo da Alex Britti. E’ la canzone scelta da Luna Farina, che ha una tonalità femminile più profonda della precedente artista in gara, è calda e riscalda, tiene il palco. Ma subito si dispiega verso evocazioni jazz, e vola alto, con grinta, con manierismi nel cantato, come se nella precedente vita fosse stata americana. Questo si spiega perché lei è abituata a cantare in inglese. Ha sedici anni ed ha una carica eccezionale, dice la Zanicchi: “Ha cantato benissimo questa canzone difficilissima. Il palcoscenico è da mordere, lo devi mangiare e tu lo hai fatto. Sei stata bravissima!” Lei vive in Germania e non conosceva la Clerici. La nostra Antonella nazionale incalza e sveglia i giurati, chiedendo: “Ha le carte per diventare una teen idol? E’ radiofonica?

La ragazza è molto social, ma tutti concordano nel sostenere che lei è, come chiude Bonolis “una animalaccio da palcoscenico”. 

Matteo Marcus Bok entra in scena con il cellulare facendo un live su Instagram con 600 seguaci che lo stanno seguendo in diretta. Mentre la Clerici sottolinea: “Chissà se ci seguiranno anche in tivvù, certo che se avessimo solo 600 telespettatori ci sarebbe da spararsi”. La canzone che sceglie è Noi Ragazzi di Oggi cantata nell’85 da Luis Miguel quando aveva 14 anni come lui. Luis è un grande artista molto famoso in Sud America. “Come vedi il suo futur
o artistico?”
Chiede la Clerici a Mara. Mara passa la palla a Masini: “Credo che lui non abbia fatto la sua tonalità, il la bemolle minore. Invece lui ha una estensione che si basa su 4 note mentre potrebbe andare anche più su, con un si maggiore. Lui potrebbe prendere un do tranquillamente”. Fa discutere la sua estensione, che è notevole. “La canzone devi sentirla dentro”, dice Masini.

E Mara: “Ti sentivamo troppo comodo. Alla tua età non puoi essere troppo comodo!

Il Maestro Diego Basso, che dirige la Sanremo Young Orchestra, composta da orchestrali che vanno dai diciotto ai venticinque anni dice: “I ragazzi vanno sul palco per la prima volta, e io li voglio comodi. Si sentiva dentro il pezzo e io ero sereno con lui”. Bonolis: “Io speravo che la giuria si scannasse, ma questi sono tutti d’accordo. E allora devo dirlo: questo branco di vigliacchi si accaniscono contro quel pover’uomo”. La Clerici sottolinea che sono tutti ragazzi giovanissimi.

Rocco Hunt in calcio d’angolo, ammette di non aver ricevuto emozioni.

Entra la quinta concorrente, sale le scale di scena, e ad aspettarla c’è un pianoforte.

E’ Elena Emanuele, che cerca coraggio proprio dallo strumento. Canta La Cura, di Battiato-Sgalambro. “Una delle più belle canzoni d’amore mai scritte”, dice la Clerici. Elena inizia con voce sussurrata e contenuta, ma si capisce già che la tonalità è da usignolo. Ha un apparecchio ai denti che non le impedisce di esprimersi con libertà. Capace di dosare alti e bassi con grande padronanza. Molto gradevole, senza strafare e senza sbavature. Il pubblico applaude. I giudici come l’hanno presa? Bene. La media è alta. Rocco Hunt si sveglia dal sonno e la esalta, dicendo di averla ascoltata su Instagram restando a bocca aperta.

Masini dice che lei è l’unica che l’ha emozionato davvero. Poi va sul tecnico: “Il pezzo è meraviglioso. L’orchestra ha cominciato dopo la sua introduzione al pianoforte, e non proprio a tempo, quindi lei è stata brava a riprendere il filo con gli orchestrali.” Per Bonolis il volto della ragazza è quello di un angelo. E parla del diverso modo di costruirsi un personaggio. Lei è stata la più votata dai suoi colleghi concorrenti.

 

Zaira riporta sul palco la musica con Io vivrò senza Te, un classico di Mogol Battisti. Parte con una tonalità bassa perché poi la canzone di dispiega su altri toni. Lei è perfetta per questa canzone anni ’70. Il timbro di voce è particolarmente interessante, seppure lei sia giovanissima e quindi soggetta a cambiamenti. Boato in sala, grandi applausi quando lei finisce.

La Zanicchi dice quello che pensa, “altrimenti non mi riconoscerei”. Affonda la lama forse dimenticando che la concorrente ha solo 14 anni: “tu urli troppo. Quando vai su, può essere accettabile, ma bisogna cantare con cuore e passione”  Ricchi e Poveri rimediano, più vicini al sentire del pubblico in sala: “A noi le emozioni le ha trasmesse”. Per questo si prendono gli applausi. Mietta dà un colpo al cerchio e uno alla botte: “Ci sono delle cose che vanno migliorate. Tu puoi fare anche l’attrice, sei bella, ma quando si canta, si recita, si interpreta. Come fanno le grandi” Cita Mina e autorevoli colleghe immortali, per storcere il naso sul finire: “Io a volte io ti ho persa

L’accademy vota con qualche intoppo tecnico…  e allora, pubblicità. Subito dopo Mara Maionchi chiude la discussione mettendo a fuoco un altro aspetto: “Tu studi canto lirico? Hai una impostazione di vibrato molto potente che secondo me viene da qualcosa che stai studiando. Non può essere naturale, quello che ho sentito” Lei conferma e esce di scena beccandosi un 7 dalla giurata più esperta di Sanremo Young.

Lui, Alexéf  con Non me lo so Spiegare di Tiziano Ferro, purtroppo stona. Forse più che sbagliare la canzone ha sbagliato mestiere. L’interpretazione è monotona, manca di sprint. Il cappello che porta non lo protegge abbastanza. Per lui ci saranno altre occasioni, perchè ha belle doti. In questa, la performance è stata mediocre. La Clerici chiede come doverlo chiamare, perché lui ha puntualizzato che l’accento del suo nome lei lo ha sbagliato. Leggi. Alex Ef. Vero nome, Alessandro Franceschini.

Mara ha lavorato con Ferro ed è sincera: “Il pezzo è molto difficile ed è legato alla timbrica di Tiziano, nei nostri ricordi. Però sei stato meno peggio di quello che pensassi. Hai una tua caratteristica nel muoverti, sei un artista da racconto particolare, mi ricordi i cantautori di un’epoca come Jannacci, divertenti, più che nella tradizione del canto. Hai qualcosa di particolare che dovresti sfruttare di più”. E il suo voto per lui, questa volta si alza, con un 8 pieno. Apprezzato del giovanotto il suo potenzialie di intrattenitore. “Non è detto che debba farlo con le sue doti canore”, ribadisce Baby K. Decisamente il meno cantante di tutti. Prima di mezzanotte sarà cancellato dalla categoria cantanti.

Ha sedici anni la successiva concorrente. Ha i genitori che stanno sempre nelle feste di piazza, recita la sua  scheda. Sharon Caroccia, primo nome americano, provenienza partenopea, quindici anni, sceglie una canzone di quattro autori in voga negli anni del boom economico: Pace Beretta Panzeri e Del Prete. Portata al successo da Caterina Caselli, la canzone è Nessuno mi può Giudicare. Riceve complimenti da Cristina D’Avena e Rocco Hunt. Mara Maionchi sconvolge tutti dando come voto 10.

Paolo Bonolis ha il compito di salvare due dei 4 concorrenti che hanno ricevuto minor punteggio. Prima dobbiamo ascoltare gli ultimi concorrenti in scaletta.

Rocco Scarano, si presenta con una lunga chioma. Sceglie con molta luce negli occhi una pietra miliare di De Andrè, Il Pescatore, scritto con altri due autori, Zauli e Reverberi. Dalla Maionchi si prende un 8. Che non è poco. E raggiunge diversi 10. La media è alta anche per lui, salernitano come Rocco Hunt, in giuria.

A lui succede ai microfoni la bella Ouiam El Mrieh che ci sorprende con l’Adagio di Albinoni rivisitato nell’arrangiamento. Il suo nome vuol dire Pace. Mietta e la brunetta dei Ricchi e Poveri piangono. Mietta spiega: “Ho cantato quella canzone e conosco le difficoltà. A un certo punto devi cantarla col cuore e a me trema il cuore quando sento che qualcuno la canta in quel modo. Grazie. Tu hai origini diverse, e la musica riesce a unire due mondi meravigliosi” Si aprono i microfoni anche per la giurata Iva Zanicchi: “Grande vocalità e se vorrà diventerà grande cantante”.

Mara Maionchi va oltre i propri gusti e resta obiettiva: “Brava. Hai cantato molto bene, anche se io non amo tanto le prove di forza. E’ stata brava quando si è lasciata andare”. Mietta vorrebbe difenderla di più: “La canzone era difficile!“. La Mara replica: “Le canzoni sono tutte difficili: prova a cantare Imagine di J. Lennon! Qui siamo un pò alla stessa solfa!” Canalis: “A me non è arrivata, non mi ammazzate. Lei ha estensione vocale enorme ma avrei preferito sentirla in un modo diverso”. Mara fa luce sulle cose che l’hanno convinta: “Hai avuto delle sfumature che ricordavano la tua musica, e lì mi sei piaciuta molto di più. L’hai personalizzata, la canzone. Brava!

L’ultima  a esibirsi è Eleonora Pieri, di 16 anni. Si presenta come ribelle, senza mezze misure. Di Ruggeri Schiavone, canta Quello che le Donne non Dicono. Siamo abituati anche qui, a legare questa canzone con la voce della Mannoia. Il suo inizio è stato debole, il suo look perfetto. Sul ritornello somiglia molto di più alla Fiorella nazionale. Ma questo, nella discografia, potrebbe essere un difetto. L’Academy però promuove la voce e boccia la scelta di canzone. Come dice la Canalis: “Siamo curiosi di vederti su un altro tipo di canzone, perché hai una bella voce

Masini rincara: “Hai una voce tra le più belle però non sei capace di tenere le note lunghe. Non è stato il pezzo per te. Tu puoi fare molto di più attraverso un’altra forma di canzone” Maionchi è d’accordo: “Il pezzo non è adatto a lei!”. Rocco Hunt chiude la questione: “Lei sa tenere il palco come chi va al Festival di Sanremo”. I voti sono molto alti. Come abbiamo capito, tutti per la voce.

Dopo il salvataggio di Paolo Bonolis e lo slittamento in classifica di un paio di nomi, grazie all’intervento del direttore d’orchestra e la preferenza dei concorrenti, esce la classifica finale, con due eliminati finali. Si tratta di Alexéf e della brava Sharon Caroccia. A lei Bonolis dice: “Tu dovevi andare avanti, piccolina” La sua eliminazione spiace un pò a tutti. E in qualche modo è stata ingiusta. Ma tanto è. Il dado è tratto e tocca accettare.

Noi di Festivalnews facciamo tanti auguri ai dodici ragazzi, perché sono stati portatori sani di musica. Educati ad ascoltare, hanno studiato e cantato. Sappiamo bene che per avere successo questo da solo non basta. Ma di certo è un ottimo inizio.

La gara non finisce qui. Ci aspettano altre puntate di Sanremo Young. Una buona scuola per educare i giovani alla musica.

Classifica finale della prima puntata di Sanremo Young. Eliminati Alexef e Sharon

Lascia un commento