GniGni cioé?

di Sara Muzi

Vi sarete chiesti in queste cinque serate quale fosse il significato del “GniGni”. La storia nasce dal web: per chi ha seguito il Festival solamente sul divano davanti alla tv, non troverà risposta. Chi non frequenta il web quindi, rischia di perdersi la controstoria sul Festival, nata come un efficace sabotaggio. Un’infiltrazione sul piccolo schermo di una banda di disturbatori nati e cresciuti sulla Rete, precisamente su un canale YouTube, che si sono mossi alla conquista della kermesse, e tutto questo con la partecipazione di almeno un presentatore e di alcuni cantanti in gara. I disturbatori citati sono i The Jackal, videomaker da milioni di visualizzazioni, conosciuti per la loro versione di “Despacito” e della parodia di Gomorra. L’anno scorso The Jackal avevano già tentato un primo assalto al Festival, convincendo tutti quelli che arrivavano sul palco a pronunciare una parola che suonava insulsa in ogni discorso, che finì pure sulla bocca dei conduttori esasperati Carlo Conti e Maria De Filippi. Stavolta The Jackal si sono superati, coinvolgendo direttamente Pierfrancesco Favino.
Nelle prime puntate della webserie “Operazione Sanremo” si sono spiegate alcune delle sortite dell’attore durante la diretta dall’Ariston. Per citare qualche esempio, la presa in giro della Hunzinker alla fine di un battibecco da copione, con Favino che scherniva la collega esaltando la parola “Gnigni” corredata da smorfie. Ancora, come mai gli stessi ospiti Negramaro si sono congedati con il cantante Sangiorgi che ha soffiato al microfono un triplice “Gnigni”? Ed infine al dopofestival il conduttore ha indossato una maglietta con quel vocabolo misterioso oltre averlo postato sul suo profilo Twitter. La soluzione è nel plot di “Operazione Sanremo, dove The Jackal rapiscono Pierfrancesco Favino alla vigilia della rassegna canora per sostituirlo con un sosia. Pierfrancesco, nella parte dell’ostaggio, fornisce una prova d’attore da Oscar. Chiede ai suoi sequestratori lo scopo della loro azione, e quelli rispondono che si tratta di una strategia di partecipazione passiva, The Jackal coniano il termine: “Gnigni”, che non significa niente ma fa ridere. Ed è così, chi ha seguito le puntate della webserie ha visto tutti i tasselli andare al loro posto, le serate del Festival sono state infiltrate da hacker creativi che hanno creato una tv dove i media sono stati uno dentro l’altro, e gli hashtag innocui come #gnigni sono diventati una rivoluzione
virale. Non che The Jackal siano i primi a tentare l’assalto, i loro predecessori sono stati quelli della Gialappa’s.

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