La Vocal Coach Danila Satragno: dai “big” di Sanremo a Sting.

di Marco Volpato

Abbiamo incontrato Danila Satragno, una persona importante perché svolge un ruolo veramente prezioso per i cantanti. E’ infatti la Vocal Coach dei “big” della musica italiana. Ecco qual è il suo ruolo e perché è una numero uno. 

“Il ruolo del Vocal Trainer -ci racconta Danila- è un lavoro a 360 gradi sul cantante che viene considerato come un atleta, per cui  la consapevolezza dell’importanza muscolare è primaria. In Italia si deve ancora sdoganare il mito per cui un cantante è bravo per natura. Certo quello che chiamiamo talento o lo si ha o non lo si ha, ma la struttura muscolare è un fatto prettamente fisico. Parlando di muscoli dobbiamo parlare anche di allenamento costante, che miri nello specifico a potenziare a voce, aumentarla in estensione e stabilità.

In America, al contrario, i cantanti consegnano la propria voce in mano a più di un vocal coach, poiché insegnare canto è un mestiere delicatissimo, la voce è lo specchio dell’anima, quindi riflette l’intimo, la parte fisiologica e quella emotiva. In questo momento cominciano a spuntare tantissimi allenatori vocali, e bisogna stare costantemente in allerta dalle persone che millantano questo lavoro; la parola “vocal coach” è stata fin troppo (ab)usata. Una battaglia che porto avanti da anni è quello di istituire dei corsi accademici per poter praticare questo mestiere. Nessuno permetterebbe di aprire una scuola di strumento senza dei titoli di studio che attestino le capacità dell’insegnate.

L’allenatore deve conoscere molto bene la musica, averla praticata in tutti i modi possibili: live, in sala di registrazione, su palchi importanti e aver testato in prima persona tutte le difficoltà riscontrabili. Tutto questo, però, ancora non basta. Infatti, poiché non esiste al mondo una voce uguale all’altra, diventa improbabile, se non impossibile riuscire a codificare un metodo standardizzato uguale per tutti. La mia fortuna è quella di essere stata capace di creare un metodo (Vocalcare ®) a moduli per risolvere tutte le problematiche relative all’intonazione, all’estensione, alla dinamica, respirazione e a quello che è la mia specialità: i passaggi di meccanismo. Questo ci permette di creare degli allenamenti specifici utilissimi nelle esibizione “one shot” come accade durante il Festival.

In molti pensano che una preparazione tecnica vada ad offuscare la capacità emozionale, le peculiarità timbriche del cantante. E così sarebbe se ci si allenasse (male) con degli esercizi standardizzati uguali per tutti. E invece quello che bisognerebbe fare è lavorare con il cantante per consegnarli uno strumento adatto e funzionale a trasmettere le proprie emozioni e le proprie particolarità vocali e timbriche.

Dopo oltre 36 anni di esperienza, oramai sono una veterana dell’insegnamento vocale, ma quello che più mi affascina è che non si finisce veramente mai di perfezionarsi, è sempre una costante evoluzione. Ed è proprio questa volontà di allargare la conoscenza che mi ha permesso, proprio durante questo Festival 2018, di avere un meraviglioso incontro con Sting e parlare insieme di vocalità. Un artista d’eccezione, curioso di conoscere tutte le peculiarità della canto italiano, del nostro modo di modulare le parole. Un momento meraviglioso che conserverò con me per sempre”.

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