Tutto Baglioni minuto per minuto

Altro che Festival della canzone italiana, questo è sempre di più il cinquantesimo di Baglioni, che anche nella terza serata tracima già dalla sigla. “Eccoci alla terza tappa del tour di Claudio Baglioni” si twitta mentre l’Ariston si accende come un’astronave per accompagnare le note di “Voglio andar via”. Inizio col botto perché la canzone non ha perso nulla del suo smalto.  Michelle Hunziker veste Trussardi, un abito blu notte lungo con inserti di pizzo blu e un’acconciatura raccolta alla Evita Peron . Stasera cantano altri quattro giovani e finalmente si sente un po’ di rap: è quello di Mudinbi,  italo-congolese di San Benedetto del Tronto. Completo viola cangiante e movenze alla Stromae, convince con un pezzo fresco e vivo, molto orecchiabile, e la giuria demoscopica lo piazza in testa alla classifica. La tatuatissima Eva da X Factor dimentica a casa la voce e finisce al terzo posto. Il ballo delle incertezze di Ultimo, intensa e incalzante, si piazza seconda. Di Leonardo Monteiro, entrato ad Amici ballerino e uscito cantante, più che il brano si nota l’abuso di fondotinta (“Sembra caduto in un campo da tennis”) e finisce al quarto posto. Il cambio d’abito di Michelle, sempre in Trussardi (giacchino corto nero e gonna bianca a sirena che la ingessa un po’) è accompagnato da  una pioggia di gif sui social in cui Miranda Priestly del Diavolo veste Prada fa la celebre espressione schifata: “La Hunziker l’ultimo vestito se lo è stampato da sola in 3D”, “La gonna è un Fabriano, si notano gli A4”, “Un ibrido tra abito da sposa e tailleur da bara” sono i commenti più teneri. Elegantissimo invece Pierfrancesco Favino, in un abito di Ermenegildo Zegna. Pasticcia dicendo il regolamento del Festival: “Vabbè, ho fatto casino”, sbuffa sornione, tanto ha capito che gli si perdona tutto (“Picchio, ‘n te preoccupà, del regolamento nun c’ha capito niente nessuno”) e non è un caso che il suo spazio sul palco sia cresciuto esponenzialmente dalla prima serata. Il Baglioni che preferiamo è quello capace di autoironia e stasera a prendere in giro il dittatore artistico c’è una fuoriclasse come Virginia Raffaele: “Canti, fai i duetti, balli, fai il pozzo, ma tu nell’immaginario femminile sei un sex symbol – lo punzecchia – Guarda la platea: ci sono più milf all’Ariston quest’anno che alle terme di Saturnia”. Impossibile persino per lui rimanere imbalsamato di fronte alla torrenziale verve di Virginia: “Per i tuoi 50 anni di carriera tutti ti stanno omaggiando: la Rai ti ha dato il Festival, Mediaset la badante svizzera” – e subito imita la Hunziker, salutando col sorriso a trentadue denti i “povery” del loggione – “C’è pure la tua prima fidanzatina, quella che balla con lo stato sociale”. Baglioni ricambia imitando la camminata sghemba di Virginia quando fa Belèn Rodriguez ed è subito trend topic su Twitter. Voce caldissima, spontaneo senso dell’umorismo, come si prende il palco Virginia nessun altro: quando canta (un omaggio a Lelio Luttazzi) lo fa meglio degli artisti in gara. Che sogno vedere lei e Fiorello condurre un Festival insieme! I primi superospiti della serata sono i Negramaro, che tornano a Sanremo 13 anni dopo essere stati esclusi, come nella migliore tradizione.  Cantano una versione più soft di Mentre tutto scorre e poi duettano con Baglioni sulle difficili note di Poster (“Giuliano is the new Al Bano” si commenta). Le canzoni in gara servono come intermezzo tra un superospite e l’altro. Al secondo ascolto la canzone romana di Luca Barbarossa dedicata agli amori di lungo corso si rivela uno stornello onesto e non banale. Lo Stato Sociale, tra gli applausi, riporta in scena la vecchia che balla: attaccati alle giacche della band ci sono i nomi dei cinque metalmeccanici della Fiat di Pomigliano reintegrati dopo il licenziamento, dichiarato illegittimo, ma mai tornati in fabbrica. Ermal Meta e Fabrizio Moro, tra l’esultanza dei social, cantano la loro Non ci avete fatto niente con un’aria di rivalsa che giova al brano, già di per sé superfavorito. Favino sale sul palco vestito come Steve Jobs e in perfetto inglese (è uno dei pochi attori italiani che lavorano anche a Hollywood) presenta la nuova tecnologia, il BaglionONE, che canta a comando ma si inceppa alla domanda “Sei felice del tuo ruolo di conduttore?”. Baglioni, vestito da Morpheus, sta al gioco e continua a cantare Porta Portese come un robot in tilt.  Finalmente Michelle cambia d’abito e, in rosa, scende le scale cantando “I maschi” della Nannini. Dalla platea si alzano protestando due donne napoletane: “Ma chi è, la figlia della pelliccetta scagnat?” ci si domanda. In realtà è un flash mob in favore delle donne, ma il risultato è un siparietto parecchio trash, lontano anni luce dalla portata rivoluzionaria del #metoo. Noemi sale sul palco con una scollatura chilometrica, Favino la presenta nascondendosi platealmente dietro al foglio della scaletta e anche Baglioni non si mostra indifferente alla mercanzia (all’inchino finale la regia è costretta a cambiare rapidamente inquadratura per evitare l’effetto Janet Jackson al Superbowl). A omaggiare due giganti della nostra musica come Fabrizio De André e Umberto Bindi è toccato a Gino Paoli e Danilo Rea. Mirabile il duetto tra Giorgia e James Taylor sulle note di “You’ve got a friend”, quasi un inno nazionale. Si chiude tra le risate con Nino Frassica e gli attori Claudia Pandolfi e Claudio Santamaria che lanciano la seconda stagione della serie È arrivata la felicità. La classifica della sala stampa vede nella zona rossa Noemi, Caccamo, Facchinetti-Fogli, Biondi; nella gialla Avitabile-Servillo, Barbarossa, The Kolors, e nella blu Gazzè, lo Stato Sociale, Meta-Moro.

Enrica GUIDOTTI

Festivalnews Redazione

Redazione di Festivalnews

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