Fascino e tenacia: binomio perfetto per la carriera della Signora della Canzone Italiana, Ornella Vanoni.

di Tiziana Pavone

L’icona della longevità, la conferma che la determinazione e la bravura possano diventare una carta vincente. L’inizio di una nuova era musicale oggi s’intitola Ornella Vanoni. Nata a Milano il 22 settembre 1934, la Signora della canzone italiana Ornella Vanoni inizia la sua ricca e variegata carriera nel 1956, creandosi da subito un personaggio originale, sia per il suo stile interpretativo unico sia per la timbrica vocale fortemente riconoscibile, tanto da delinearne una personalità artistica del tutto nuova. I suoi esordi risalgono alla seconda metà degli anni ’50, quando, sotto la guida di Giorgio Strehler, suo compagno durante la frequentazione dell’Accademia d’Arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, iniziò la fortunata carriera come “Cantante della mala“.

Il genere di musica popolare che mira a raccontare le storie della malavita, fu rappresentato a pieno dalla cantante, che ebbe successo con “Ma miLe mantellateHanno ammazzato il Mario”. Il suo stile raffinato emerge subito quando decide di cimentarsi in canzoni d’amore: Cercami e la nota Senza fine, scritta e dedicatale dal cantante Gino Paoli con il quale nel 1960 vivrà un intenso rapporto amoroso, diventano i brani più rappresentativi del periodo e la portano ad un’alta notorietà. L’originalità, però, non ha riguardato soltanto l’ambito canoro. La Vanoni, infatti, ha investito le sue qualità anche nella recitazione: il suo esordio come attrice è avvenuto nel 1956 in “Sei personaggi in cerca d’autore”. Inoltre, nel ’71 sarà anche nelle vesti di conduttrice della prima trasmissione a colori nella storia della televisione italiana Serata d’onore. In seguito, ottiene il ruolo da protagonista ne “L’idiota” di Marcel Achard, “La fidanzata del bersagliere” di Edoardo Anton, e anche in Rugantino, celebre commedia musicale del celebre duo Garinei & Giovannini con cui debutterà a Broadway nel gennaio 1964.

Ma il suo amore più grande ritorna in prima linea: Ornella riprende a dedicarsi esclusivamente alla carriera discografica con un’attenzione particolare al mondo dei cantautori, tra i quali Umberto Bindi, Franco Califano, Domenico Modugno, Mino Reitano, Luigi Tenco, dedicando loro due raffinatissimi LP, intitolati “Ai miei amici cantautori. Da lì, l’ascesa verso il successo: Tu sì ‘na cosa grande (1º posto al Festival di Napoli nel 1964), Io ti darò di piùUna ragione di più (1969), sono i brani che la rendono una delle più quotate interpreti della musica italiana degli anni ’60. Numerose le partecipazioni al Festival di Sanremo (in totale sette), a partire dal 1965 e raggiunge il 4º posto a Sanremo con Eternità nell’autunno del 1970, con l’uscita de L’appuntamento – celeberrima cover brasiliana di Roberto ed Erasmo Carlos. Si classifica per ben tre volte al 4º posto, nel 1967 (La musica è finita), nel 1970 (Eternità) e nel 1999 (Alberi) e in quest’ultima edizione è stata la prima artista nella storia del Festival a ricevere il Premio alla carriera. Da questo immane successo, inizia per l’artista Vanoni una nuova fase per la sua carriera, densa di successi discografici come Domani è un altro giorno (1971), Il tempo d’impazzire (1972), La voglia di sognare (1974). Fortuito l’incontro con Sergio Bardotti (Produttore e Autore) e Gianfranco Lombardi (arrangiatore e Direttore D’Orchestra), grazie ai quali diventò lei stessa autrice di alcuni dei suoi testi più rappresentativi, come Ricetta di donnaMusica musicaVai Valentina. Vanta importanti collaborazioni con i jazzisti del calibro di George Benson, Michael Brecker, Gil Evans, Herbie Hancock, Gerry Mulligan e altri; si esibisce al fianco di Gino Paoli in una gloriosa tournée nel 1985 e si affida a produttori come Greg Walsh, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Celso Valli, fino al 1990 un altro importante sodalizio artistico con Mario Lavezzi, che dura tutt’oggi.

Nel corso degli anni novanta, la Vanoni riappare in splendida forma, dopo un periodo di forte depressione, interpreta numerosi altri motivi di successo: Sheherazade (1995) ed Argilla (1997), lavoro quest’ultimo arricchito dalla tromba di Paolo Fresu, che la riavvicina al mondo del jazz. Anche il nuovo millennio si rivela fortunato per l’artista, grazie alla collaborazione con Burt Bacharach nel 2002, passando per un intero album insieme a Paoli nel 2004. Una carriera infinita e soddisfacente che vanta anche il primato di aver vinto due Premi Tenco e l’unica cantante italiana ad averlo ottenuto come cantautrice, oltre alla targa Tenco. Una icona, un inno alla femminilità e un esempio di caparbietà e tenacia: tutto questo è Ornella Vanoni, in queste giornate sanremesi più che mai…

 

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