Nessun Bagliore

Se ci aspettavamo al Festival un Claudio  Baglioni capace con la sola presenza di rappresentare un omaggio all’adolescenza e alle esperienze sentimentali del 70 % degli attuali 40/50enni anche quest’anno siamo rimasti stupiti…e a dire il vero , sgomenti, dal palco dell’Ariston, che ci ha propinato un signore di altri tempi collocato in un contesto che lo sdradica dall’immagine che per parte della sua carriera ci aveva propinato. Abbiamo scoperto il vero Baglioni: una sorta di Lord quasi settantenne capace di tirar fuori nel più banale contesto di un’intervista, frasi presunto poetiche come ” abbiamo una lacrima da piangere ” …E utilizzare il modo di esprimersi tanto più anacronistico quanto poco collocato nell’attuale contesto sociale e delle basi della corretta metodologia di comunicazione alle masse. Un’ eleganza impacciata poi la sua , al limite dell’impostazione rigida ed una certa aura da Lerc della famiglia Addams che non lo abbandona mai neanche quando Sanremo lo chiama in prima serata a fare “il calzascarpe ” della Hunziker gattonandole intorno fino a ridursi in seconda serata  nel baratro de ” il pozzo”. In realtà dispiace il fatto che tale inconfondibile verità si sia palesata anche agli occhi di chi, come chi scrive, deve a Baglioni “Niente più ” che aver scritto la canzone della emozione più grande della propria Vita. Dietro a quella forzatura di essere autoironico mal si cela in realtà tutta l’improbabile capacità degli autori di rendere il giusto posto ad uno più grandi degli artisti della musica italiana Si e’ spinti a domandarsi: ma chi glielo avrà fatto fare di accettare questa conduzione e i termini di queste macchiette? Certo non 600 mila buone ragioni…piuttosto una sola dose di ego? Vogliamo ricordare il Baglioni della maglietta fina, di passerotto, signora Lia, così vai via, gira che ti rigira, di niente più…ma niente più di quanto in questo festival.

Erika Cannoletta

Festivalnews Redazione

Redazione di Festivalnews

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