“Le donne sono…” dice il Claudio nazionale, presentata la scenografia

di Sara Muzi

“Le donne sono”… soltanto quattro. Riprendendo (e ampliando) il titolo di una vecchia canzone di Baglioni del 1990, si può vedere come il primo Festival della Canzone di Sanremo del Claudio nazionale non spicchi per presenza femminile. Almeno per quanto riguarda la partecipazione alla gara. Saranno infatti soltanto quattro le rappresentanti del gentil sesso presenti tra i Big: la bellissima Annalisa, la sempre brava Noemi, la Signora della canzone Ornella Vanoni e lei, la splendida Nina Zilli, rispettando rigorosamente l’ordine alfabetico. C

on l’ultima dell’elenco che, con “Senza appartenere”, affronta la competizione sanremese del Teatro Ariston con un brano intriso di eccelsa femminilità. Nell’era dello scandalo del produttore americano Weinstein vedremo quanto sarà premiata, in termini di classifica e critica. Molto più delle donne in gara, saranno sicuramente, quelle che duetteranno con i venti Big nella serata di giovedì. In ogni caso, in questi giorni di frenetiche prove, un dubbio continua ad attanagliare gli addetti ai lavori ed anche gli habitué di Sanremo: quello di Claudio Baglioni è un Festival misogino, oppure la pochezza delle quote rosa è soltanto una pura casualità?

Al di là della scarsa quantità conta di più se tra loro ci sarà invece la qualità. «Le donne sono streghe e fate / Silenzio di occhi vento di ginestra / Tutte le stesse gambe accavallate / Bambine di cortile / Direttrici d’orchestra», canta Claudio ne “Le donne sono…”. (Nella foto la scenografia dell’Ariston Festival)

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