Al Gran Gala della Stampa, da Ballando con le Stelle, l’Arte aerea di Valeria Bonalume

“La mia passione per la danza nasce dalla necessità di trovare un mezzo espressivo che fosse il più possibile mio. Ho capito che il movimento era il modo in cui preferivo comunicare e ho cominciato ad educare il corpo per scoprirne le potenzialità espressive: le più profonde. Mi sono dedicata alla ginnastica ritmica, poi alla danza, con la disciplina che solo la passione stimola, consapevole di potere esprimermi attraverso il movimento veicolando così un messaggio in grado di trascendere la bellezza di un passo, di una figura. Cercavo l’emozione in chi mi guarda perché è lo stimolo di cui un’artista ha bisogno per evolvere, per nutrire quella fame di migliorarsi. 

Quando salgo su un palco mi rendo conto di avere una responsabilità, come chi deve tenere un discorso in pubblico: comunico con il mio corpo, sono in grado di muovere emozioni, grazie a ciò che ho imparato e vissuto, perché la danza, prima ancora che movimento, è espressione della spiritualità che si fa visiva nell’atto stesso del creare. Questa passione è nata quando avevo a 4 anni: praticavo ginnastica ritmica e in palestra ci sono rimasta fino a 18 anni. Non saprei indicare il momento in cui la passione è diventata un mestiere, perché si tratta di espressioni che coincidono ed è fondamentale che accada perché non è solo la performance ad emozionarmi, ma il lavoro.

A 19 anni la svolta: decido di presentarmi alle selezioni per la Scuola Professionale di Danza di Milano e comincio il percorso triennale che mi porta a diplomarmi come Tersicorea Lirica ed Istruttrice di Danza a seguito del quale comincio a provare l’emozione del palco, quello vero, tra musical, tournée, eventi e pubblicità. Intanto mi dedicavo all’insegnamento, un’attività che considero come scambio tra allievo e maestro in grado di arricchire entrambi e ricreare stimoli sempre nuovi. L’amore per la Pole Dance mi prese per caso. Ebbi l’opportunità di assistere ad alcuni spettacoli e capii subito di trovarmi di fronte a qualcosa di straordinario e sinuoso in cui ginnastica ritmica e danza si fondevano armonicamente.

Capii che con quella disciplina potevo arrivare al massimo delle mie potenzialità e mi appassionai al punto da ottenere risultati che oggi mi rendono orgogliosa. Nel 2011 sono campionessa italiana di Pole Dance, titolo che confermai anche l’anno dopo. Credo che un’emozione sia in grado di replicare se stessa all’infinito, quindi cominciai a viaggiare per inseguire la mia arte; per insegnarla ad altri ebbi poi la conferma che era ciò che volevo fare nella vita. Ho conosciuto mondi nuovi e personaggi con i quali non molto tempo dopo ho iniziato a collaborare nel sogno più che reale di una sinergia artistica finalizzata alla creazione di lavori unici, resi tali dall’incontro tra emozioni come quelle suscitate da una musica, da un vestito, da un luogo, un movimento.

E se è vero che l’emozione produce emozione, il desiderio di sperimentare nuove tensioni artistiche mi permette di avvicinarmi anche alla Flying Pole, la cui pratica mi ha regalato il privilegio di aprire la puntata finale dell’edizione 2016 di Ballando con le Stelle, con una performance durante la quale ho danzato sospesa nel vuoto: una grande opportunità, la stessa che mi vedrà interprete all’ 8° Gran Gala della Stampa del Festival, organizzata da Ilio Masprone, che ringrazio per l’occasione di farmi conoscere anche da un pubblico di addetti ai lavori del Festival di Sanremo: e il sogno che continua (nella foto anche un’evoluzione di Valeria)…

Festivalnews Redazione

Redazione di Festivalnews

Lascia un commento