“Casa Sanremo” e Russolillo distanti dal Festival e dalla città

Di Illy Masper

SANREMO. Con il Festival, partirà anche l’11a edizione di Casa Sanremo (una foto dell’anno scorso), del suo inventore Vincenzo Russolillo che si è “guadagnato” (unico partecipante al Bando) fino al 2020 quella struttura per un mese all’anno al costo di 120.000 €. E’ poco, è tanto, sfrutta la situazione, ci rimette, ci guadagna? E’ di certo un problema degli imprenditori mettere in conto anche eventuali perdite. Ma non è il caso di Casa Sanremo perché dopo 10 anni di attività, se fosse in perdita, avrebbe già cambiato rotta verso lidi più convenienti. Comunque no, l’attività sanremese del fido Lucano non è assolutamente passiva, anzi è molto attiva e lo sa bene la sua Società Gruppo Eventi che, per altro, gestisce altre situazioni di spettacolo nel resto d’Italia. Tuttavia Sanremo, per il Gruppo, rappresenta una movimentazione di denaro certamente allettante, molto remunerativa e attrattiva soprattutto per gli sponsor che accorrono per essere presenti e sono anche pronti ad investimenti importanti perché, perché “Sanremo è Sanremo…”.

Un’iniziativa dunque ben riuscita e ben costruita seppur all’interno di una struttura un pò cadente, che avrebbe bisogno di un piano di risanamento deciso, ma anche costoso. Un appalto per Russolillo, dunque, che durerà tre anni, ma per il solo periodo del Festival, mentre il resto dell’anno il Palafiori è poco utilizzato. Il Comune, a questo proposito, sì è deciso a far decollare un altro Bando Pubblico per tutto l’anno e per un minimo di 5 anni eventualmente rinnovabili. Ma l’incognita è una: nel nuovo appalto sarà compreso il periodo del Festival? E qui nascerà sicuramente un problema perché chiunque tenti di aggiudicarsi quel Bando pretenderà anche quel periodo, altrimenti quel Palafiori non interessa a nessuno a parte capire poi anche quale sarà la richiesta dell’affitto.

In questo senso Vincenzo Russolillo dovrebbe preoccuparsi per la sua continuità al punto che dovrebbe, quanto meno, interessarsi al nuovo Bando perché, per ora, è l’unico ad usufruire di quella struttura. Ma sorge un altro problema: il personaggio alla città non dimostra e continua non dimostrare, poco attaccamento e dunque non sente l’interesse a partecipare alla vita attiva di Sanremo. Forse ha ragione a pensare solo agli affari suoi e non invischiarsi nelle faccende sanremesi, seppur gli converrebbe farlo. Perché così facendo   potrebbe recuperare la mancanza di affezione alla cittadinanza e quell’affidabilità e credibilità che pochi gli riconoscono. Russolillo dunque è distante dal resto del Festival, non partecipa al di fuori della “sua” struttura e dimostra troppa rigidità, tipica di qualche personaggio che viene dal Sud.

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