Oscar 2018, “A Ciambra” rappresenterà il cinema italiano

di Cristiana Lopomo

Ancora una vota il Sud protagonista con i suoi scorci a tinte forti e la sensibilità di attori presi in prestito direttamente dalla strada per raccontare la realtà in prima persona. Ancora una volta un validissimo esempio di cinema veritè che continua a tenere alta la tradizione di stampo neorealista del miglior cinema italiano che sa come colpire al cuore e restare eterno. Oltretutto, una positiva (e rara) testimonianza di cooperazione tra due Regioni e altrettante Film Commission, che brilla, e non poco, soprattutto per quel nome altisonante nel ruolo di coproduttore esecutivo: quel gigante Martin Scorsese che ne ha sostenuto la realizzazione assegnandogli il fondo, creato insieme ad altri produttori, destinato a promettenti registi emergenti. Vola in corsa verso gli Oscar “A Ciambra” di Jonas Ash Carpignano: la difficile storia di Pio, adolescente di una comunità rom stanziale in località ‘a ciambra’, per l’appunto, nella zona di Gioia Tauro, in Calabria, a partire da un intenso prologo girato lungo la diga di Senise, in Basilicata.

Dopo il successo di “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi con il dramma dei migranti a Lampedusa – entrato in nomination agli Oscar come miglior documentario, oltre che Orso d’Oro al 66° Festival di Berlino –  il film candidato a rappresentare l’Italia nella selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese sarà quest’anno “A Ciambra” del trentatreenne regista italoamericano che si era già fatto notare con la sua opera prima “Mediterranea”, in concorso nella Semaine de la Critique del Festival di Cannes nel 2015. Lo ha deciso la commissione di selezione istituita presso l’Anica che lo ha scelto tra i 14 film italiani, distribuiti sul territorio nazionale tra ottobre 2016 e settembre 2017 e iscritti a concorrere all’Oscar per il miglior film di lungometraggio in lingua straniera. Si dovrà comunque attendere il 23 gennaio 2018 per l’annuncio ufficiale delle nominations agli Oscar, in programma a Los Angeles domenica 4 marzo 2018.

Reduce da un ottimo riscontro di critica alla Quinzaine des Réalisateurs dell’ultimo Festival di Cannes e premiato, anche, dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani per il “talento viscerale, crudo e generoso” del suo autore, “A Ciambra” – coprodotta da Stayblack Productions (Italia/Usa), Rt Features (Brasile), Sikelia Productions di Martin Scorsese (Usa) e Rai Cinema (Italia) – è il primo lavoro sostenuto dal fondo creato da Martin Scorsese ed è stato realizzato nell’ambito del Bando “LuCa”: un apposito fondo destinato a progetti da realizzare contemporaneamente nei due territori e prima azione concreta nata a seguito della stipula del protocollo d’intesa del 2016 tra Regione Basilicata e Regione Calabria, finalizzato ad implementare l’attrattività dei due territori contigui, con particolare riferimento all’incoming di nuove produzioni.

“Siamo felici con i colleghi calabresi di questo straordinario risultato, inatteso ma non troppo. Il film – dichiara Paride Leporace Direttore Fondazione Lucana Film Commission – “è ambientato in un quartiere di Gioia Tauro. Seguo Jonas Carpignano fin dai suoi primissimi lavori. Quando questa piccola produzione ha chiesto sostegno a questo regista acclamato nel mondo, ma sconosciuto in Italia, ho spiegato che stavamo avviando il progetto Lu.Ca, che con la risorta Film Commission calabrese si metteva insieme per favorire economia di scala e azioni comuni con piccoli fondi per sperimentare un percorso tra le Regioni confinanti. Il film ha una brevissima scena girata da noi. In sceneggiatura era più ampia e molto bella. Nella settimana di riprese è stato girato un prologo sulla diga di Senise degli zingari che con i carri attraversano l’Europa. Credo che sarà recuperata per intero nei contenuti speciali del dvd e conoscendo il metodo di Jonas potrebbe anche diventare un corto ‘presule’ di questo corto manifesto. I rom di questo film sono come i pescatori siciliani di Visconti nella “Terra trema”. Ci siamo trovati a fare un’esperienza produttiva notevole con compagini significative della cinematografia mondiale, Martin Scorsese su tutti. Siamo finiti grazie al fiuto e a un pizzico di fortuna in un caso di studio cinematografico su come si costruiscono progetti di qualità unendosi tra diverse parti del pianeta. Il film – conclude Leporace – può anche dividere, ma l’unità d’intento va tenuta in considerazione. Grazie al talento del regista per avercela fatta praticare”.

Intanto, fioccano sul web i complimenti e gli in bocca al lupo al giovanissimo regista di “A Ciambra” che, nato a New York da madre afroamericana con origini caraibiche e padre torinese, cresciuto tra la Grande Mela e la provincia italiana, è già ampiamente considerato uno dei più promettenti talenti cinematografici emergenti a livello internazionale.

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