Il buio oltre la siepe dei giardini sanremesi.

Di Illy Masper

A Roma tutto tace e a Sanremo pure, e siamo già al 23 di settembre: la Rai non dà notizie, il concorso di Area Sanremo e il mistero della sua disinformazione, Casa Sanremo non si esprime per niente, e il Comune della città dei fiori è tutt’ora in fremente subbuglio politico-partitico. Tutto questo a poco più di quattro mesi dall’inizio di quello che dovrebbe essere il 68° Festival della Canzone che sarà presentato, a questo punto, dal DG della Rai Mario Orfeo.

Non sembri una facile battuta, ma questa sessantottesima edizione verrà ricordata per essere partita certamente col piede sbagliato e non stiamo parlando solo del Festival, ma di tutte quelle altre iniziative collaterali come, appunto, quelle su citate. Area Sanremo ha terminato il suo Tour estivo? Casa Sanremo vincerà l’appalto indetto dal Comune per aggiudicarsi il Palafiori per tre anni, ma solo per il periodo del Festival? Il Comune, dando l’incarico al nuovo Assessore al Turismo Maro Sarlo pensa di aver risolto un po’ dei suoi affannosi problemi? 

Insomma tutte queste domande, ad oggi, non trovano alcuna risposta e il tempo passa, mentre il 15 dicembre prossimo Rai Uno dovrebbe (usiamo il condizionale) mettere in onda quella trasmissione di prima serata dedicata ai Giovani Talenti che andranno poi sul palco del Teatro Ariston; quelli che passeranno il turno ovviamente. I siti web intanto si stanno sbizzarrendo, come noi d’altronde, e fanno a gara a chi le racconta più grosse. Sui probabili conduttori nomi e cognomi si sono sprecati, mancano solo quelli del Presidente del Consiglio e della Repubblica poi sono stati fatti proprio tutti, però stiano in campana anche loro perché prima o poi potrebbero essere interpellati.

In mancanza d’altro comunque anche Matteo Renzi potrebbe andar bene, magari con Luigi Di Majo e Giorgia Meloni: sarebbe un trio formidabile magari con Silvio Berlusconi (insieme nella foto) quale ospite d’onore, sempre che non decidano di andare ad elezioni a marzo, in qual caso i Politici dovranno dire addio al Festival che sarebbe, appunto, un’edizione eccezionale e irripetibile: tanto si tratta di un Festival di transizione continuano a dire a Roma.

Scherziamo naturalmente tuttavia questo ritardo e questa assente informazione da parte di tutti gli interessati al Sanremo Festival pare una congiura: che si siano messi tutti d’accordo per stabilire una sorta di Silenzio Stampa? Ma non per creare grandi sorprese finali, ma solo perché nessuno a nulla da dire. Dunque, “il buio oltre la siepe” dei giardini sanremesi? E siamo, lo ripetiamo, al 23 settembre.

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