Boccata d’ossigeno per una Sinfonica sofferente che non pubblica i bilanci pubblici: perché?

La Redazione

ROMA. Il Ministero dei Beni Culturali ha assegnato il contributo alla Fondazione Sinfonica di Sanremo, con un sensibile aumento del punteggio qualitativo. Sono state pubblicate sul sito della Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo del MiBACT, le assegnazioni del FUS per l’anno in corso: un contributo di 741.397 €, in crescita di 48.502(pari al 7% in più, aumento massimo previsto) rispetto all’esercizio precedente. Una buona notizia per la Fondazione della Sinfonica, in un periodo di tagli e sacrifici economici da parte di tutti dipendenti compresi. 

Le motivazioni sono tante, ma in particolare un sensibile aumento del punteggio qualitativo e quantitativo del Programma Artistico per una delle 13 I.C.O (Istituzioni Concertistico Orchestrali) riconosciute dallo Stato e fondata nel 1905 e, dal 2003, divenuta Fondazione. La soddisfazione per questa novità è espressa con ottimismo dal Presidente della Fondazione, Maurizio Caridi: “Il sensibile aumento dei nostri indici di qualità e quantità assegnati all’Orchestra ed il conseguente incremento del contributo FUS nella misura massima consentita dalle norme vigenti, riconosce il livello artistico del nostro progetto, la capacità produttiva, gli indici occupazionali e la crescita di partecipazione del pubblico, che costituiscono le migliori premesse per il prossimo triennio”. Dopo queste rituali quanto anacronistiche parole e tanti, anche eccessivi, ringraziamenti, Caridi farebbe meglio a non essere troppo soddisfatto per così poco; certo 48.502 Euro in più fanno chiaramente comodo, ma non risolvono il problema organizzativo e amministrativo di una Fondazione che sta in piedi per miracolo e non solo perché mancano i quattrini, ma per altre ragioni che abbiamo più volte ribadito.

Che poi il Presidente (dimissionario dopo che la “sua” assessora se né andata?) insista col dire che la Sinfonica non debba chiudere perché ha un valore artistico alto, mai nessuno lo ha negato: infatti non sono i bravi Professori il problema della Fondazione, sono gli amministrativi che valgono poco e non hanno nemmeno il coraggio di pubblicare i bilanci, che sono atti pubblici, per far sapere al cittadino quali e quante sono le spese generali: hanno forse qualcosa da nascondere? E il nuovo responsabile, il Sindaco Alberto Biancheri che si è tenuto la delega alla Cultura (questa non l’abbiamo capita), sa bene che lo stato della Sinfonica è cronico e che una soluzione era stata più volte annunciata, ma mai nessuno ha avuto il buon senso di valutarla.

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