A Venosa sulle “Tracce” del Principe dei musici

A Venosa sulle “Tracce” del Principe dei musici

di Cristiana Lopomo

Anche quest’anno c’è stato l’atteso appuntamento con l’eredità di Gestualdo, Principe di fatto, passato alla storia come “principe dei musici”. Un percorso itinerante sulle orme del più importante madrigalista del Cinquecento, compositore di musica polifonica e sacra, considerato un innovatore del linguaggio musicale. A cavallo tra Rinascimento e Barocco ispirò i compositori contemporanei, ma anche quelli delle epoche a seguire, perché capace di aprire orizzonti armonici che arrivano persino ad anticipare sonorità beethoviane o schoemberghiane. Da poco si è conclusa, infatti, la 12a edizione del Festival Tracce. I Concerti dell’Accademia, manifestazione nell’ambito del G.A.I.A.M., Gesualdo Accademia Internazionale Antica Musica Festival, il progetto di istituire a Potenza una Scuola di perfezionamento per strumentisti, quale terza sede dopo Bolzano e Ferrara, lanciato nel 2005 dal Maestro Abbado, oggi realizzato da Ateneo Musica Basilicata e Regione, a cura dall’Accademia Gustav Mahler di Venosa e con il Patrocinio del Presidente della Repubblica.

Con l’obiettivo di rendere attuale il patrimonio artistico di Gesualdo, “Tracce” ripercorre note e antiche partiture procedendo attraverso luoghi dal valore storico-architettonico di fascino: un omaggio diventato appuntamento fisso di inizio settembre, quest’anno a Venosa, nella cornice del Loggiato del Castello Pirro del Balzo, con il concerto “Musica maestro” con i docenti dell’Accademia Akina Komissarova, violino; Piero Farulli, viola; Roberto Traianini violoncello; Cristiano Burato, pianoforte. A Potenza, nella Chiesa di San Michele con l’Ensemble e i solisti dell’Accademia Mahler. A Palazzo San Gervasio nella Pinacoteca Camillo d’Errico. E, infine, ancora, a Venosa. Il pubblico colto e amante del genere è stato deliziato dalle performance dei docenti e degli studenti dell’Accademia Mahler che si sono avvicendati in un repertorio da Chopin a Schumann, da Boccherine a Mozart, da Scriabin a Listz.

Una figura di fascino, quella del Principe Gesualdo, artisticamente poliedrica e umanamente complessa. Apparteneva alla nobile famiglia napoletana dei Gesualdo e fu Principe di Venosa, Conte di Conza e Signore di quel feudo, in provincia di Avellino che oggi si fregia della denominazione di Città del Principe dei Musici. Sanguigno. Su Gesualdo, tra l’altro, aleggia la fama di assassino dal momento che uccise la sua prima moglie Maria d’Avalos e l’amante Fabrizio Carafa. “Quella di Gesualdo da Venosa – sottolinea l’organizzatrice del festival e Presidente di Ateneo Musica Basilicata, Giovanna D’Amato – è certamente una figura che incuriosisce e appassiona anche chi non pratica la musica a livello professionale o non sia esperto della materia. Da un lato c’è l’uomo con i suoi limiti e pulsioni, dall’altro lo straordinario madrigalista che ai posteri ha lasciato un’eredità incredibile apprezzata nel mondo”. Dopo l’attenzione dell’anno scorso, in occasione dell’anno gesualdiano, per il 450° anniversario dalla nascita di Gesualdo, anche quest’anno si è delineato un percorso di profilo teso a rivitalizzare la musica antica di Gesualdo che ha ispirato tanti compositori attraverso i secoli, con continuità e senza salti temporali.

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