Sanremo e Salsomaggiore no a Miss Italia che resta a Jesolo e su La7 il 19 settembre.


Di Illy Masper


La domanda oggi è: è ancora un affare Miss Italia? A sentire le ragioni delle città di Sanremo e Salsomaggiore si direbbe di no; eppure un tentativo per avere la manifestazione lo hanno comunque fatto entrambe le località turistiche.

Per Sanremo un certo interesse ci sarebbe stato, per un ritorno dell’evento. Tuttavia l’eccessiva richiesta dell’investimento economico, ma soprattutto la situazione alberghiera, non avrebbero favorito le trattative iniziate e terminate nel corso di una sola giornata. Oltretutto la messa in onda, sulla pur apprezzata tv dell’editore Cairo, per la città dei fiori sarebbe stato uno sgarbo nei confronti della Rai che considera il territorio in parte suo. 

Per cui la rinuncia è stata anche un fatto di pura cortesia verso l’emittente di Stato. Certo la manifestazione di Patrizia Mirigliani (nella foto al centro con le Miss) avrebbe dato un po’ di ossigeno al turismo locale, per un periodo verso fine settembre, quando cioè è prevista la finalissima, il 19. Diverse le ragioni invece per Salsomaggiore, in cerca di un disperato rilancio economico-turistico per il quale si sta riorganizzando pur con tantissime quanto oggettive difficoltà, per cui anche qui il ritorno di Miss Italia poteva rappresentare un nuovo inizio.

Oltretutto anche Salsomaggiore in fatto di alberghi non è più quella di un tempo; tante strutture sono chiuse, mentre altre, in controtendenza, stanno nascendo. Le trattative a Salso però erano a buon punto; dal punto di vista dell’investimento economico, è mancata però la disponibilità, pare, per circa 7500 ospitalità che non sono poche; e che l’organizzazione di Miss Italia tuttavia non è stata in grado di portare a termine: da qui la rinuncia.

Quindi il ritorno nella città veneta è stata obbligata, ma le condizioni economiche ed organizzative attuali non si conoscono. In fatto di strutture alberghiere certamente Jesolo non è seconda a nessuno. La disponibilità degli operatori del settore è alta (a Sanremo forse non sarebbe stata così); come è alta la disponibilità delle istituzioni locali, sempre molto aperte a qualsiasi proposta. Rimane il discorso dell’affare per un evento certamente popolare, ma anche un po’ superato almeno nella formula; poi la messa in onda è cosa da riconsiderare: La7 è stretta, la Rai non la vuole più e Mediaset non accetterebbe un manifestazione un po’… abbandonata.

Ecco allora che quell’affare, ammesso che lo sia ancora, sfumerebbe sempre più! Al di là delle considerazioni un caro in bocca al lupo a Vincenzo Russolillo, produttore del programma televisivo affinché ripeta il successo dell’anno scorso.

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