A 40 anni dalla scomparsa di Maria Callas, la soprano Angelica Cirillo rende omaggio alla Divina, al Teatro del Casino.

Di Maria Sole Ferrero


SANREMO. Nell’anno dedicato ai 40 anni dalla scomparsa della straordinaria soprano greca Maria Callas, anche la città dei fiori e il Teatro dell’Opera del Casino, hanno voluto rendere omaggio ed aggiungersi ai tanti Memorial organizzati in tutto il mondo per ricordare la più bella voce femminile della lirica in questo rarefatto mondo dello spettacolo. 

La Callas era la sublimazione di una voce dotata e particolare che coniugava un timbro unico a volume notevole con grande estensione e agilità, che contribuì magistralmente alla riscoperta del repertorio italiano della prima metà dell’Ottocento (la cosiddetta «belcanto renaissance»), in particolare di Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti, di cui seppe dare una lettura personale in chiave drammatica (significative, a riguardo, le sue interpretazioni di Norma e Lucia di Lammermoor) attraverso la riscoperta della vocalità ottocentesca definita canto di bravura, che applicò a tutti i repertori e per la quale venne coniato il termine soprano drammatico d’agilità.


Maria Callas si dedicò inoltre con enorme successo alla riscoperta di titoli usciti dal repertorio anche a causa della mancanza di interpreti adeguate, quali Armida e Il Turco in Italia di Rossini, Il pirata di Bellini, Anna Bolena di Donizetti, Alceste e Ifigenia in Tauride di Gluck, La Vestale di Spontini, Macbeth di Verdi e Medea di Cherubini. Il successo artistico e mediatico dell’artista hanno costruito un mito attorno a questa fragile Donna che si attribuì giustamente l’appellativo di Divina. 

Un compito tutt’altro che facile per chi ha fortemente voluto ricordare gran parte di quel bel repertorio in questo frangente del quarantennale della scomparsa della diva. Eppure l’atmosfera giusta, la soprano imperiese Angelica Cirillo, accompagnata al pianoforte dalla maestra Cinzia Bartoli (insieme nella foto) con la voce recitante dell’attrice Loredana de Flaviis, hanno saputo, tutte insieme, tenere alta la drammaticità di una serata ben riuscita, ben costruita, nonostante la non eccessiva presenza del pubblico sanremese: poco, ma molto attento a seguire le tre artiste, mentre la voce della Cirillo intonava arie tratte da opere ben note come, ad esempio, l’interpretazione dell’aria “Casta Diva”, il cantabile della cavatina della protagonista nella Norma di Vincenzo Bellini, eseguita magnificamente dall’ ottima voce della Cirillo: una serata simbolo, quella del mese scorso al Casino, che poteva tuttavia essere presa con più considerazione dalla casa da gioco perché non capita troppo sovente a Sanremo che la cultura con la “C” maiuscola venga ascoltata, quindi diffusa.


Apprezzabile comunque la volontà dell’organizzazione, la FIDAPA (Associazione di Donne volontarie) che ha voluto rendere omaggio alla Divina, a colei che il mondo ricorderà e non soltanto per l’eccezionale voce, ma anche per quella fragilità di una Donna la cui sofferenza ne ha causato la morte.


Brava Angelica Cirillo, brava la maestra con quel “tocco” agile e raffinato, brava l’attrice che ha declamato una Maria Callas anche inedita. In sala c’era l’Assessora alla Cultura Daniela Cassini che si è complimentata con le tre artiste alle quali ha promesso un doveroso Bis.

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