I Regolamenti di Area Sanremo Tour e quello di Area Sanremo sono complicati… per confondere le idee?

I Regolamenti di Area Sanremo Tour e quello di Area Sanremo, sono complicati, lunghi e farraginosi… per confondere le idee?

di Illy Masper

Pensare l’iscritto ai due concorsi vada a leggersi a fondo il Regolamento di Area Sanremo Tour (ancora in corso fino a settembre) e quello di Area Sanremo è molto improbabile. Che poi ognuno interpelli un legale per avere un parere tecnico-giuridico sulla questione di merito è altrettanto improbabile, oltre che costoso. Il farraginoso Regolamento, oltretutto, è anche complicato da capire per un laureato e tutti e due presentano anomalie sia nella scrittura che nei concetti di ordine pratico: fatti apposta per confondere le idee?

Quello del Tour è redatto da esperti della Fondazione Orchestra Sinfonica e/o dalla Anteros Produzioni la quale – ricordiamo – ha un accordo con la Fondazione e non con il Comune direttamente: sottigliezza non da poco. Nella sostanza Fondazione e Anteros, nella persona di Nazzareno Nazziconi (nelle foto) sono soggetti Privati, il primo a capitale pubblico, che se la giocano in barba all’unico vero responsabile, il Comune, che avrebbe potuto magari predisporre un Bando Pubblico.

Poi, il Regolamento “ufficiale” recita che Area Sanremo porta alcuni giovani al Festival e non precisa che sono solo Due (spera dalla Rai qualcosa in più?). Il Regolamento del Tour scrive che il giudizio della Giuria, creata da Anteros, è insindacabile e inappellabile: se lo viene a sapere un Giudice li mette tutti in riga. Veniamo alle iscrizioni dei giovani che passano il primo turno, gratuito: prima di entrare in piazza, una volta selezionati, devono versare alla Fondazione (ma in che maniera se sono in piazza) una prima quota di € 100+Iva, anomalia fiscale per un privato che non potrà scaricare, ma chi li incassa invece come procederà?

Di questi 100 € versati alla Fondazione Anteros, per se stessa, ne recupera 40 ogni iscritto! Sempre Anteros decide anche chi passa questa prima scrematura (ma con quali competenze e tutto il resto?); per la seconda scrematura arriva poi una Speciale Commissione indetta dalla Fondazione (vogliamo scommettere che saranno i soliti Senardi, Cotto e compagni?) che dovrà decidere quanti, massimo 250? ma nessuno ci crede… e quali saranno i giovani che arriveranno a Sanremo per le finali, finalissime e tante altre promesse scritte. Anche in questo caso il Regolamento non è chiaro.

Quei giovani scelti per Sanremo dovranno comunque versare altri 150 € a testa più iva, per i soggetti singoli, e fino ad €300 per gruppi: questi versamenti andranno tutti a favore della Fondazione. Ora, volendo fare i ragionieri della situazione, possiamo dire che la Fondazione, in teoria, dovrebbe incassare quanto segue: quelli che vanno alla Fondazione –con ottimismo 2.000 iscritti? – per 60 € cadauno che vanno alla Fondazione – darebbero un totale di 120.000 €; secondo, gli ammessi alle finali di Sanremo (250?) moltiplicati per 150€ ciascuno, danno un totale di 37.550 € che, sommati, fanno in tutto 157.550 €

Ma la Fondazione avrà pure delle spese da pagare per consulenze, ad esempio (€ 30.000 solo per Senardi? nella foto ), rimborsi spese, gettoni di presenze per artisti e commissioni, alberghi, service audio e luci, organizzazione, dipendenti e altro ancora, senza la location del Palafiori struttura pubblica concessa gratuitamente; quindi soldini ne resteranno ben pochi (meno della metà? ammesso che gli iscritti di prima battuta siano 2.000) e tutto questo solo per ottenere Due giovani al Festival! Altra anomalia: eventuali modifiche al Regolamento del Tour lo potrà decidere soltanto Anteros la quale, va detto, investe si, personalmente, ma la vendita delle piazze agli Enti Pubblici e/o agli sponsor è affar suo e fin qui nulla da eccepire.

Ricapitolando, fatti i conti della serva (brutto termine, ma rende l’idea) c’è da chiedersi se Comune e Fondazione trovano tutto ciò equo e soprattutto corretto, oltre al fatto di essere l’Ente che pretende dai giovani 250 € a testa: e questa non è solo un’anomalia, ma una manovrina per cercare di aiutare un’Orchestra Sinfonica in agonia, frutto di una insana gestione amministrativa che dura da troppo tempo.

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