Mia Martini Etnosong 2017,la Basilicata presente con i Tarantolati e i Renanera

Di Cristiana Lopomo


La Basilicata è pronta per accedere al round finale del “Mia Martini Etnosong 2017” (nella foto l’artista calabrese). La sezione dedicata alla canzone etnica; introdotta, dal 2013, nell’ambito del Premio istituito nel 1995, per volontà del regista Nino Romeo, dall’Associazione Cultura e Spettacolo a Bagnara Calabra, città natia della più grande interprete della canzone italiana.

Ci sono anche due band lucane tra le otto finaliste; si sfideranno nella fase di selezioni live che si concluderà ad ottobre, proprio a Bagnara Calabra. Si tratta dei Tarantolati di Tricarico (Mt) con il brano “Muvt muvt”; un mix di taranta, blues e rap e dei Renanera di Lagonegro (Pz) con “Je mo m’accir” sul tema del bullismo. A contendersi il premio le band di popular music e musica tradizionale, folk ed etnica, rimaste in gara al termine della terza settimana di radio votazioni, che si sono svolte dal 25 giugno al primo luglio. 

Arrivano dalla Puglia i Ritmo binario (43,86%) seguiti dalle due formazioni lucane i Tarantolati (16,10%) e i Renanera (12,71%). Dalla Campania arrivano i Donna Luna (7,42%); dalla Calabria I Nuovi Tari (6,57%) e i Popularia (6,14%). A queste si aggiungono le due band ripescate in extremis: i campani Evoè e I Beddi musicanti di Sicilia. Hanno brillato, e non poco, i Tarantolati nella seconda settimana di radio votazioni; dal 18 al 24 giugno, conquistando il gradino più alto con il risultato del 47.09%.

Un “tesoretto” in vista dell’attesa finale quando saranno cumulati i voti espressi dal pubblico tramite sms al numero 4787878. Non ce l’hanno fatta, invece, i Musica Manovella di Pignola (Pz) usciti al termine della prima settimana di voto, dall’11 al 17 giungo. E’ una delle band più longeve del panorama della world music italiana; e festeggia i quarant’anni di carriera con il nuovo disco “Sciam sciam”; i Tarantolati di Tricarico sono considerati gli autentici interpreti della Taranta lucana. I pionieri, negli anni ‘70, di uno stile creativo unico, caratterizzato da ritmiche trascinanti, dalla presenza coinvolgente, dalla ripetizione evocativa dei versi della tradizione e dei canti degli anziani come mantra, con tamburi in primo piano e voci all’unisono.

Uno stile entrato a far parte della tradizione della Basilicata; raccogliendo entusiastiche critiche anche di tanti esperti. Negli ultimi quattro decenni hanno partecipato ai Festival più importanti d’Italia e calcato i palcoscenici di Europa, Stati Uniti, Brasile, Russia. Vincitori, tra il ‘79 e l’80, del Premio Arcobaleno dell’Accademia Musicale Russa a Mosca. Addirittura raccontano di essere stati ospiti di Dario Fo, nella sua casa di Milano; in quello che Fo chiamava il suo regno, “il Tempio del Giullare”. Per ben due volte da Roberto Benigni. Del regista Mario Monicelli quando era alle prese con la colonna sonora del suo ultimo film. E di Renato Carosone che volle tenersi a tutti i costi una di quelle campane portate al collo dalle mucche durante la transumanza e usate dai Tarantolati.

Ma si dicono davvero molto grati per aver conosciuto personalmente proprio lei, Mimì. “Conoscemmo la grandissima Mia a Bologna, durante un concerto nel 1978. Fu lei – dice Franco Ferri, fondatore storico dei Tarantolati di Tricarico, la voce e la grancassa del gruppo – ad avvicinarsi a noi, incuriosita dai nostri cupa cupa; volle sapere tutto di questi bizzarri strumenti e provò anche a suonarli. Era veramente una persona di un garbo e dolcezza furi dal comune”. 

Nel nome di Mimì è una presenza discreta e fortunata quella della piccola Basilicata; una scia luminosa inaugurata dalla cantautrice Rosmy, nome d’arte di Rosamaria Tempone, originaria di Calvello (Pz), che nel 2016 ha trionfato con il brano “Un istante di noi”: per la prima volta, come lucana al Premio nella sezione “Nuove proposte per l’Europa”.

Ma il “Premio della Critica” intitolato a Mia Martini è il prestigioso Premio che viene annualmente assegnato durante il Festival di Sanremo agli artisti in gara, big e giovani. Era il 2009 e Arisa lasciò traccia di sé al Festival trionfando nella categoria giovani con “Sincerità”. Ben prima di lei ci riuscì solo il compianto e mai dimenticato Pino Mango, nell’ormai lontano 1985 con “Il viaggio”.

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