Ma non c’è solo Sanremo: “Firenze Lucania Festival”, 30 giugno al Parco San Salvi

Quando dal mix di ukulele e percussioni nasce un album di successo. Poi un tour internazionale. E poi un movimento che aspira a diffondere la “lucanità” nel mondo. E, infine, un Festival in grado di avvicinare, come non mai, la città di Dante alla Basilicata nel segno della musica e della sperimentazione. Metti insieme la capacità di unire il folk all’heavy metal; di travalicare i confini del rock, del blues e del jazz; di incrociare flamenco e tarantella al richiamo delle origini hawaiane, di quel chitarrino elettrico a quattro corde di cui, l’uno, è il maggior sperimentatore al mondo. E rievocare, in chiave rivoluzionaria, il fascino senza tempo dei ritmi del Mediterraneo, come l’altro sa ben fare. Il risultato è: “Ukulele revolver” uno spettacolo unico nel suo genere, di avanguardia e fusione interculturale tra strumenti non convenzionali, riadattati in virtuosismi tecnico-strumentali. Dall’Olanda alla Francia, dal Belgio alla Spagna, fino in Scozia: non si arresta l’ascesa di Danilo Vignola e Giò Didonna che continuano a portare il loro “Ukulele revolver Tour” (progetto che prende il nome dall’album pubblicato nel 2013) nelle più belle città del vecchio continente, fino a Dumfries al prestigioso “Ukulele Festival of Scotland” dove Danilo – riconosciuto negli Usa “miglior suonatore di ukulele elettrico del mondo” – è stato accolto come ospite d’onore nella serata conclusiva dello scorso 11 giugno.

Il duo ora è alle prese con una nuova avventura. Si tratta, infatti, di due musicisti dall’animo predisposto alla bellezza, allo stupore e alla determinazione, tipico dell’indole lucana, anche nel farsi ambasciatori nel mondo di quella “lucanità” difficile da spiegare a chi lucano non è. Più facile farlo in musica, forse: ecco, allora, che la soddisfazione c’è tutta ed è impareggiabile. Perché sono fautori e organizzatori del “Firenze Lucania Festival”, un intenso pomeriggio artistico dedicato alla “lucanità” in programma il 30 giugno: è uno dei primi traguardi nell’ambito di “Ethnopunk”, il nuovo movimento ideato da Danilo Vignola e fondato con Giò Didonna. “Ethnopunk è un movimento artistico e sociale nato dall’esperienza e da un’attività programmatica a fronte – spiega Danilo Vignola – delle preziosissime risorse in termini di talenti e opere d’ingegno di cui dispone la nostra terra: sicuramente saprà indicare la giusta direzione per contribuire fattivamente alla visibilità e alla promozione della Lucania, e non solo. L’appuntamento è per le 19:30. Saranno presenti molte associazioni provenienti dalle regioni del Centro-Nord Italia e da Firenze. Abbiamo stretto sinergie molto belle e contiamo di raggiungere ottimi risultati. Siamo Lucani e, pertanto, certi che i desideri si possano realizzare. Per quanto sia dura, basta solo volerlo!”. In collaborazione con il Comune di Firenze, nella programmazione estiva, il “Firenze Lucania Festival” avrà come scenografia il parco di San Salvi.


Previsti momenti di degustazione e specialità locali nonché performance musicali durante l’intera serata. Sul palco: il poeta e musicista Giovanni Di Donato autore di “Peccato e Tradizione”, silloge letteraria in dialetto e in italiano; un libro che diventa musica attraverso la chitarra e la voce del giovane artista; Michele Loreto artista di origini potentine e fiore all’occhiello dell’Accademia musicale Lizard della Toscana, ha appena lanciato il singolo “Il mio vicino è Zeus”; l’ormai popolare duo lucano di ukulele e percussioni, Danilo Vignola e Giò Didonna, una delle rare produzioni artistiche esportate in tutta Europa. Ospiti d’eccezione: i Musicanti di Bacco, perla di matrice lucana attivissima nel Nord Italia che, attraverso tarantelle, serenate e stornelli accompagnati da mandolini, organetti e tamburi, fanno rivivere l’autentica atmosfera di festa della Basilicata; Massimo Duino e Marco Massari dei Lucanìa, emblema della “lucanità” in Toscana. E, infine, Tommy Patchanka, cantante reggae.

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