La Liguria conquistata dal Centro Destra, adesso mancherebbe solo Sanremo!

Di Illy Masper

GENOVA. Lasciateci ancora una volta uscire dai nostri consueti e frivoli argomenti festivalieri per soffermarci su un aspetto politico di ieri a dir poco eclatante. La storica e sinistroide Genova è passata, con grande forza e merito politco, al Centro Destra. Questo è il dato più significativo delle elezioni amministrative della città della Lanterna, in una domenica tanto afosa che però non ha fermato gli elettori (del centro destra, a questo punto) che sono andati a votare nonostante la calura per confermare che adesso quasi tutta la Regione Liguria volterà pagina e sarebbe anche ora; da Savona (prima) a La Spezia oggi, infatti, la coalizione di Silvio Berlusconi torna a stravincere nel Paese; e in Liguria, il Presidente Giovanni Toti, con tutta la sua bella squadra, è stato  mobilitato in queste elezioni e insieme sono arrivati ai straordinari risultati che abbiamo appena appreso.

Ma il successo di Genova non deve finire qui; a questa vittoria tutta ligure mancherebbe ancora un tassello molto importante. Quello dell’estremo Ponente Ligure con la quasi capitale economica della Provincia di Imperia: Sanremo. Diventata ormai la città dei fiori un po’ appassiti, sta attraversando un periodo piuttosto buio, nonostante gli sforzi personali dell’attuale Sindaco Alberto Biancheri il quale, però, tre anni fa ha dovuto accontentarsi di creare una Lista Civica pescando un po’ (troppo) dappertutto, sinistra compresa. 

Un risultato che non sta dando i frutti sperati, in particolare in quel delicato settore trainante che dovrebbe essere il Turismo e la Cultura. Settore ancora scacco di uno strapotere costituito da un manipolo di stalinista memoria (il termine è un po’ eccessivo, ma loro ci credono ancora!) che però non ne azzecca una. E così la città dei fiori soffre e langue; e i cittadini lo riconoscono, ma non hanno la facoltà per affrontare da soli questa drammatica situazione socio-economico-turistica che si sta incancrenendo.

Ecco perché, a nostro avviso, il Sindaco Biancheri, che non nasconde di voler proseguire verso un secondo mandato (nel 2019, sempre che non succeda qualcosa prima), dovrà tenere in considerazione la possibilità di modificare intanto il suo posizionamento personale perché, è vero che la città lo voterebbe ancora, ma non lo farebbe assolutamente se proponesse ancora almeno la metà di questa squadra, non vincente. Certo due anni sono tanti e Sanremo rischia il “fallimento” delle idee e della programmazione che non funziona affatto. Il tutto mentre ci si avvia alla nuova convenzione con la Rai, a proposito del Festival del 2018.

Nella foto la squadra vincente, da sinistra: Rixi, Salvini, Bucci (nuovo sindaco) Meloni e Toti.

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