L’Orchestra Sinfonica di Sanremo, una realtà da anni gestita da principianti?

L’Orchestra Sinfonica di Sanremo, una realtà da anni gestita da principianti?

Di Illy Masper

Oggi l’organico dei professori che costituisce l’attuale Orchestra Sinfonica della città dei fiori sono 39. Ben lontani dai 70 componenti che si ricordano quando questa realtà musicale sanremese era tra i primi posti nell’elenco delle sinfoniche italiane. Oggi non è più così; motivi e problemi sono talmente tanti oltre che enormi, che non sarà facile trovare la soluzione ideale.

E se a questo si aggiunge che all’interno della stessa non c’è la volontà di trovare una soluzione che possa soddisfare la maggioranza degli orchestrali, sindacati compresi, l’Orchestra sarà destinata ad essere soppressa per mancanza di fondi, di capacità gestionale, ma anche per la testardaggine di molti Professori che non vogliono capire che la situazione è grave, e che rischiano di essere mandati tutti a casa e dovendosi cercare un altro lavoro. 

Le casse sono vuote, la Regione e il Comune non hanno soldi; sponsor nessuno tra gli amministrativi è in grado di trovarli; la gestione del concorso Area Sanremo (fallimentare anche quella) non è servita. I debiti continuano a crescere, ergo anche il sindacato interno farebbe meglio a ragionare sull’ipotesi di eliminare la Fondazione che danni nel recente passato ne ha fatti parecchi.

Certo piange il cuore che questa realtà, una volta così prestigiosa, possa essere lasciata al suo destino (che comunque hanno subito in moltissimi casi in tutto il Paese), che possa andare perduta. Ma non sono più questi i tempi perché una città, seppur col nome importante come Sanremo, si possa permettere di mantenere in piedi un’Orchestra Sinfonica che ha un costo esorbitante e che rende poco più di nulla.

Ma la strada per tentare di salvare almeno la parte artistica ci sarebbe anche se soltanto chi la gestisce (politica compresa) non fosse cieco per vedere e sordo per non ascoltare chi potrebbe trovare una soluzione: il sindacato? Quello no di certo, perché gli va bene così come stanno le cose, ma sa benissimo che non è in grado di fare più niente; gli stessi amministratori di adesso tanto meno. E allora che fare? Attendere il miracolo che non avverrà mai; tutto ciò mentre la Sinfonica propone la solita stagione estiva con concerti un po’ stantii e provi di fantasia artistica.

E non sarà certo quella Speciale Commissione Politica che si vuole costituire a risolvere un problema ormai incancrenito.

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