Gabbani e la sua Scimmia bocciati all’Eurovision Contest 2017 e torna in Italia con le pive nel sacco.

Gabbani e la sua Scimmia, bocciati all’Eurovision Contest 2017 e torna in Italia con le pive nel sacco.

KIEV. Francesco Gabbani era tra i favoriti per la vittoria dell’Eurovision Song Contest 2017. Per i bookmaker italiani era stato a lungo in testa. Sorpassato solo nelle ultime ore dal delicato e bravissimo portoghese e sorella. Solo a poche ore dalla finale, in Italia, l’Aidaa lo aveva invitato, tra l’altro, a rivedere la coreografia della propria esibizione.

 Occidentali’s Karma, brano vincitore all’ultimo Festival di Sanremo, presentato e dunque bocciato ieri sera all’Eurovision prevedeva, e così è stato infatti, ancora la presenza in scena dell’ormai famosa “scimmia che balla”: “Speriamo che il signor Francesco Gabbani eviti di presentarsi alla puntata del Festival europeo della canzone con la finta scimmia. Di idioti che usano gli animali per fare spettacolo e che li irridono ce ne sono già troppi per aggiungerne un altro e per giunta in eurovisione”, si leggeva in una nota dell’associazione italiana a difesa degli animali e dell’ambiente.

“Abbiamo ancora davanti agli occhi le scimmie torturate dai vivisettori, quelle costrette in mezzo mondo ad esibirsi in costumi indecenti o come avviene nei paesi dell’oriente incatenati e costrette a esibirsi con folli copricapi: se Gabbani tiene alle scimmie ed in generale agli animali, si esibisca senza il suo partner travestito da scimmia – aveva detto Lorenzo Croce presidente di Aidaa – e lanci un messaggio pubblico all’Europa contro lo sfruttamento degli animali sia nello spettacolo che nella vivisezione”. 

Questo Gabbani non l’ha fatto. Ma al di là comunque delle polemiche sugli animali, va detto che il nostro giovane artista toscano, arrivato sesto, può comunque ritenersi molto fortunato della posizione perché quell’esibizione, tanto amata dagli italiani, in Europa ha funzionato molto, molto meno facendosi addirittura superare da Paesi che musicalmente non sono certo da paragonare all’italico popolo della melodia. 

Noi non siamo mai stati grandi fan di questo brano. E tanto meno della coreografia, certo non scontata, ma comunque soltanto pubblicitaria. I giovani italiani lo hanno premiato una volta a Sanremo. A Kiev non è stato così, anche se ha portato a casa il Premio della Stampa.

Resta il fatto che ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla Rai. In caso di vittoria italiana, infatti, avrebbe dovuto organizzare la prossima edizione. E la Rai, come ben si sa, non ha i fondi per fare una produzione di questo livello. Quindi ben venga il settimo posto che vuol dire pericolo scampato. Vorrà dire che assisteremo alla prossima edizione, numero 63, andando a vederla nell’affascinante Portogallo.

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