Miracolo a Sanremo: già si parla delle piazze per il Festival 2018?

Di Illy Masper

Chi l’avrebbe detto che Sanremo, finito il Festival del febbraio scorso, comincia già a discutere sull’edizione 2018? Eppure accade che, nonostante non sia ancora iniziata la trattativa per il rinnovo della convenzione tra Rai e Comune (se ne parlerà prima dell’estate), l’amministrazione sta prendendo in considerazione, con largo anticipo, alcune iniziative collaterali per definire meglio quelle “piazze” che, nello scorso febbraio, non hanno brillato nei risultati. 

A cominciare dalle aree rimaste vuote come Piazzale Vesco, di fronte alla Capitaneria di Porto (doveva nascere il Villaggio delle Radio). Alla snervante trattativa portata avanti, anzi indietro, da alcuni dirigenti comunali che ne hanno impedito la realizzazione. Stiamo parlando del piazzale Pian di Nave che non ha avuto l’approvazione per l’opposizione di un funzionario e di un assessorato (ma non quello del Turismo che, anzi, si era data molto da fare perché andasse in porto), nonché di alcuni tignosi commercianti. Una duplice sconfitta per il Comune che voleva allargare il Festival alle piazze. Restava la caotica Piazza Colombo con l’eccessivo schiamazzo di due radio che stavano nel posto sbagliato. E poi Piazza Bresca, dove un piccolo palco serviva solo per accontentare quei quattro locali pubblici che l’hanno fatta da padroni.

Poi ci sarebbe stata la piazza più ambita per spettacoli ad uso Festival, Piazza Borea d’Olmo. Che rimane, però, riservata da due anni alla Rai che ne fa uso proprio. Un impedimento che il Comune non si sente di controbattere per non scontrarsi con la tv di Stato. Ed infine Piazza Eroi (la prima parte), scoperta l’anno scorso dalla società SanremointheWorld. Tuttavia, quest’anno, se l’è tenuta il Comune, aggiungendo però un terzo flop.

Insomma non si può dire che le piazze sanremesi abbiano brillato di interesse per un pubblico che avrebbe invece gradito vivere di più l’atmosfera festivaliera.

Per non ripetere gli errori della passata edizione, qualche lungimirante, e qui sta il miracolo quasi compiuto, che ha pensato di proporre un piano molto più organico e certamente più funzionale: a farlo è un privato che intende mantenere l’anonimato fino a che il Comune non esprimerà il suo parere che, si spera, avvenga quanto prima e non all’ultimo momento come è uso sanremese.

Il progetto parte da Piazza Colombo. Il nuovo piano prevede che sia sgombra totalmente dalle radio per fare spazio a tutti, ma proprio a tutti, gli iscritti di Area Sanremo che non sono passati. Certo, sono tantissimi, ma è necessario dare loro una chance. Anche per il fatto che pagano un’iscrizione ancora alta e non giustificata. Le Radio, tutte quelle che ne faranno richiesta, dovrebbero andare sul Piazzale Vesco (a tre minuti dall’Ariston) o, in alternativa, in Piazza Eroi Sanremesi come tantissimi anni fa (comprese le bancarelle) così da creare davvero un interessante Villaggio delle Radio. Il Comune poi si deve riappropriare di Piazza Borea d’Olmo per far confluire quelle realtà artistiche, sovente debuttanti e amatoriali, che nel periodo del Festival hanno l’entusiasmo per proporsi alla presenza del pubblico. Questa Piazza in passato era diventata punto di riferimento musicale che accontentava centinaia di giovani, ma anche meno giovani.

Poi c’è Pian di Nave che sarebbe la sede ideale per ospitare un struttura coperta (da 1000 persone) che ricopra il ruolo lasciato vuoto di un ControFestival, magari rock, come era un tempo che funzionava alla grande, anche prima dell’inizio del Festival dell’Ariston. Mentre le chicche musicali possono stare ancora nell’antica Piazzetta San Siro di fronte alla chiesa, per un pubblico più attento. Certo tutto questo programma dovrebbe essere sostenuto dall’ente pubblico, anche dal punto di vista tecnico-organizzativo (se avesse i fondi necessari ovviamente) così da evitare che tutta questa miriade di giovani debba sborsare quattrini sottobanco che sovente vanno a favore di personaggi cosiddetti Impresari talvolta senza scrupolo.

Per raggranellare un po’ di soldi l’idea c’è, ma il nostro interlocutore non vuole svelare nulla di più fino a che non venga preso in considerazione il progetto, al quale però mancano ancora alcuni dettagli: ma prioritario è trovare i denari…

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