Sanremo: l’Orchestra Sinfonica?

Sanremo: l’Orchestra Sinfonica

Scioglierla è l’unica soluzione possibile!

Un consiglio comunale tutto improntato sull’Orchestra Sinfonica ma che, alla fine, non ha avuto nessuna proposta concreta. Gli interventi sull’argomento sono stati tanti, anche troppi, lunghi e talvolta noiosi e soprattutto di sola propaganda politica, ma nessuno che abbia avuto il coraggio di ammettere che l’unica soluzione sia quella di sciogliere Sinfonica e Fondazione allo stesso tempo. E spieghiamo le ragioni.

Non ci sono soldi, non c’è capacità gestionale, anzi non c’è mai stata, soprattutto negli ultimi anni. E’ sempre stato inesistente un piano di marketing. La dirigenza è inadeguata (anche qui da anni), sostanzialmente inesperto è anche lo stesso Presidente Maurizio Caridi che, se pur brava persona, non è certamente il suo ruolo, così come non lo è quello di gestire il naufragante concorso di Area Sanremo.

E potremmo continuare, ma è inutile ripetere questioni, con tanto di polemiche, che sono note a tutti e che non servono assolutamente a trovare soluzioni valide, se non quella di chiudere un capitolo ormai desueto. E non per cattiva volontà, ma perché la realtà di oggi non consente più ad una piccola città come Sanremo di reggere un’operazione culturale, di tutto pregio, certo, ma che non ha la certezza della continuità perché nessuno è in grado di dargliela, tanto meno l’Ente Pubblico.

Si pensa agli sponsor privati, ma ci si è chiesto cosa potrebbe dare in contropartita la Sinfonica sanremese a chi caccia dei soldi? Niente. Quindi l’alternativa è rompere definitivamente il cordone ombelicale con una città “povera” di spirito, di cultura e adesso anche di denaro. Chiudere la Sinfonica però non significa eliminare quell’importante parte artistica dei 39 bravissimi musicisti e di qualche amministrativo, ma semmai modificarne il piano organico ed organizzativo con la creazione di un’esterna Associazione Culturale (molto meno costosa rispetto ad una Fondazione), attraverso la quale proseguire un nuovo percorso improntato su manifestazioni e interventi musicali a cachet.

Intanto il Comune deve trovare la forza di liquidare la Sinfonica, farsi carico di quei due o tre amministrativi (se ci sono capacità recuperabili) e dei 39 professori d’orchestra che possano, eventualmente, essere recuperati con mansioni alternative. Di questi poi verificare chi può essere prossimo alla pensione e chi disponibile ad andarsene in pre-pensionamento, così da sistemare la questione anche da un punto di vista sindacale: se invece questa linea non dovesse passare, allora siano i sindacati stessi a risolvere la questione, se hanno le capacità.

Operazioni come questa l’hanno fatta almeno una decina di città in Italia, anche più importanti di Sanremo. Quindi perché non provarci. D’altro canto “sistemare” quaranta persone non dovrebbe essere un grande problema dal momento che l’amministrazione deve sostituire, tra l’altro, alcuni furbetti del cartellino. E se qualche musicista non dovesse essere d’accordo, se ne faccia una ragione, oppure si cerchi lui la soluzione che più lo aggrada. Però bisogna essere realisti e non sognare ad occhi chiusi, ma aprirli, vedere il mondo che cambia e poi capire come stanno andando le cose. D’accordo che Sanremo è Sanremo, ma nel bene, ma anche nel male a questo punto. Infine, sul piano organizzativo per un’eventuale inedita realtà associativa, una consulenza la potremmo anche dare noi a titolo gratuito, perché la parte artistica va salvata e lo dice un non sanremese.

Lascia un commento