Torniamo a parlare di Area Sanremo e di possibili cambiamenti in Rai?

E lo facciamo con un certa riluttanza perché, pur approvando in pieno l’idea del concorso, riteniamo da sempre e lo abbiamo espresso più volte, che l’iniziativa sia strutturata in maniera poco credibile nonostante sia gestita dall’Ente Pubblico cittadino che l’ha affidata alla Fondazione Orchestra Sinfonica fino a tutto il 2017. Ora, con la Presidenza del manager Maurizio Cariddi (nella foto), persona certamente affidabile, va ricordato che ha già i suoi problemi nel gestire una Sinfonica malandata, economicamente, e che avergli affidato questa imbarazzante Area Sanremo (dal sito spento), è voler male ad un uomo impreparato ad affrontare questa “sfida”, seppur avvincente. Non è facile per un mestierante di questo mondo artistico un po’ fasullo, figuriamoci per un neofita di un settore pronto a divorare le ingenuità altrui. Adesso siamo in vista del rinnovo della convenzione sul Festival della Canzone, quindi c’è da sperare che il Sindaco Biancheri e l’Assessore al Turismo, sappiano affrontare anche questo argomento, perché a tutt’oggi a Sanremo si respira un’aria di abbandono o quanto meno di disinteresse, tanto che nelle settimane prossime potremmo venire a conoscenza di novità come, ad esempio, probabili sostituzioni di uomini o donne sia a Sanremo, ma soprattutto nella Rai romana, ai livelli più alti. E questi incontri romani dovrebbero, tra l’altro, cominciare a breve così come è auspicabile che per l’imminente ripresa organizzativa estiva di Area Sanremo si possa pensare che sia stata un po’ migliorata, se non altro per quanto riguarda il costo delle iscrizioni (pare che scendano di 100 Euro) sempre troppo care, sia per quanto riguarda le fantomatiche Tappe italiane che dovrebbero garantire, a parole, almeno un migliaio di iscritti rispetto alle 414 canzoni della passata edizione. Tutto ciò mentre la società incaricata (dalla Fondazione?) è in trepida attesa che un probabile quanto discutibile nuovo Regolamento (scritto da chi?) di Area Sanremo, venga approvato dalla Giunta, per la bramosia di ripartire a raccogliere adesioni. Un’operazione che non troverà consensi facili perché qualunque novità affrettata potrebbe poi essere del tutto vanificata dal risultato delle prossime elezioni comunali della primavera 2018 destinate – sembra proprio – a stravolgere l’assetto politico attuale. Ciò premesso nessuna società seria esterna potrebbe quindi prendere in considerazione di agire oggi in un momento delicato come questo, tanto meno non può essere in grado di garantire nulla e se lo fa è preoccupante. Però a Sanremo, intanto, sarebbe il caso di ricercare soluzioni alternative per risolvere una situazione ingarbugliata: sarebbe un atto dovuto e rispettoso nei confronti dei Giovani che credono in quest’occasione. Certo in soli 10 mesi poco si potrà fare, puntare tuttavia a riproporre al Comune un progetto decisamente serio entro l’anno per un 2018/19/20, probabilmente sarebbe l’ultimo dovere atto per chi fosse, semmai, intenzionato a passare successivamente il Testimone ad altri.

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