Area Sanremo: a quando la pubblicazione dei bilanci?

In attesa che la Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo gestisca ancora per un anno la patata bollente del concorso musicale Area Sanremo (nella foto il gruppo dei vincitori 2016) dovrebbe innanzitutto, per dovere di trasparenza, rendere pubblici i bilanci pubblicandoli anche sul proprio sito: a tutt’oggi non c’è straccia. Dopodiché stiamo ancora cercando di capire perché le sia stata affidata quest’altra grana dal momento che già di suo, la Sinfonica è piena di problemi economici, strutturali e sindacali. Ergo, avergliene addossata un’altra è stato davvero un gesto da masochisti; a chi è venuta in mente l’idea sarebbe divertente fargli o farle avere il “Tapiro d’Oro”: da proporre al Patron Antonio Ricci? Una storia bruciante per Area Sanremo che ne viene fuori da un fallimento gestionale della società “Sanremo Promotion”, retta dal manager Marco Sarlo mega-direttore dell’Hotel Royal, ed ancor prima da un personaggio di Riva Ligure che ne ha combinate parecchie in combutta con l’allora Sindaco Maurizio Zoccarato. Area Sanremo dunque una spina nel fianco che non vede soluzioni sul problema della gestione per un’idea comunque vincente ed avvincente. Se Sanremo vuol essere la Città della Musica per antonomasia dovrebbe adeguarsi alle esigenze, cambiare “bandiera”, modificare alcuni assetti istituzionali, attivare dirigenti all’altezza di una situazione incancrenita anche da stalli politico-amministrativi. Ma la Musica potrebbe cambiare la faccia di Sanremo? Certo, però dobbiamo capire di che musica stiamo parlando: quella che oggi si concerta a Palazzo Bellevue (in particolare al Turismo) è stonata, fuori metrica, i testi sono vecchi, quindi sarebbe normale sostituire gli autori. L’attuale Area Sanremo ne è l’evidente risultato: non rende, ha costi altissimi, conta poco o niente in seno Rai, non produce grandi effetti economici collaterali e gran parte della speciale commissione “tecnica” di quest’anno l’ha fatta troppo da padrona… In conclusione, per il Comune è una palla al piede come lo è l’ammalata (nonostante l’eccellente qualità artistica) Orchestra Sinfonica che la città non è più in grado di sostenere. Allora che fare, buttarle a mare tutte e due? Oppure, attraverso un atto coraggioso (ma di chi?) rinvigorirle con mirati investimenti, da trovare certo e puntare ad obbiettivi totalmente diversi? Ma soprattutto è indispensabile cercare nuove competenze, che non siano quelle attuali. La verità è che queste due entità musicali non sono prese in grande considerazione a Palazzo Bellevue (carenze culturali?) e nessuno vuol capire che il tempo per le decisioni importanti è scaduto da tempo e altre proroghe non sono più accettabili.

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