Area Sanremo: ancora polemiche, ma intanto pensa al futuro

Sono passate due settimane dall’ultima edizione di Area Sanremo, ma le polemiche non si sono ancora sopite per cui persegue l’amaro in bocca per i circa 400 giovani iscritti che hanno speso un sacco di soldi per partecipare al concorso che continua a lasciare una scia di dubbi anche sulla regolarità dello stesso. In primis il regolamento, sottoscritto dal Comune che prevedeva, dalla scrematura iniziale, venissero scelti 40 concorrenti, invece ne sono passati 70… Ma, a parte le illazioni, le voci e le molte accuse apparse sui Social, gli addetti ai lavori non si stupiranno affatto se risulterà che non tutte le otto canzoni prescelte per la finale avrebbero meritato di passare il turno (le sentiremo il 12 dicembre su Rai Uno) e che, degli otto finalisti, non tutti hanno le doti artistiche necessarie anche se, in fondo, saranno solo 2 quelli che arriveranno all’Ariston. E non è detto che non siano già stati “suggeriti” alla commissione Rai che dovrebbe decidere sul merito. Si sa comunque che è malcostume italiano dover ricambiare favori agli amici, a qualche etichetta discografica, o a qualche produttore compiacente. Questa è anche l’Italia dei concorsi: Area Sanremo si sarà salvata? A proposito invece degli esperti che facevano parte di quella commissione si sente ancora dire che qualcuno di questi possa aver assunto un eccessivo potere decisionale del tutto personale; allora la domanda è: non sarebbe il caso di un avvicendamento annuale di quei ruoli al fine di mantenere integra la credibilità di un concorso che rischia di perderla? Convinti come siamo, comunque, sulla bontà artistica del concorso, siamo ancor più convinti che molte cose dovrebbero cambiare a cominciare dall’organizzazione tecnica, artistica e logistica, cercando poi di evitare che gli iscritti debbano sostenere assurdi costi come sta avvenendo. Un Comune serio non dovrebbe avvallare queste ragioni e permettere che accadano. Un eventuale ribaltamento del concorso è stato oggetto e frutto di un accurato studio che mira a “stravolgere” le vecchie regole attuali, ed è stato pubblicato, sul giornale Festivalnews, in distribuzione in questi giorni, ma è già stato protocollato in Comune dal 13 settembre scorso. Infine, tornando ad Area Sanremo, se risultasse che in quest’ultima edizione ci sia stato quel “sottobosco” di cui si vocifera, saranno le autorità competenti a verificarlo. Nella foto una delle tantissime concorrenti, la pugliese Paola Ferrulli (18 anni) da “Ti lascio una canzone”, giudicata troppo brava e… libera, quindi esclusa dagli otto finalisti.

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