Il Casino di Sanremo poteva andare a Donald Trump: occasione perduta?

Chi lo avrebbe detto che quel magnate americano che risponde al nome di Mr. Donald Trump (nella foto, accanto Daniele Audetto), dal prossimo gennaio sarà il nuovo e insediato Presidente degli Stati Uniti d’America il quale, intorno al 2007, fosse stato interessato all’acquisto del Casino di Sanremo (compresa la prelazione per l’edificio) a condizione di avere “carta bianca” e la possibilità di poter “mandare a casa” dalla casa da gioco alcuni dirigenti che, secondo le prime informazioni che Trump aveva ricevuto, non erano in grado di gestire come si conviene un Casino importante come quello di Sanremo. Parole dure certo, parole di un uomo che ha costruito da solo la sua fortuna e che presto sarà in grado di imporsi al mondo intero. E invece la città di Sanremo, piccolo paesino composto anche da piccoli uomini dipendenti del Casino, non è stato in grado di capire che in allora aveva perso un “treno”, anzi un “rapido” per beghe di uomini che avevano paura (giustificata) di perdere quel potere conquistato magari non per meriti professionali, ma grazie alla politica e all’imbarazzante potere sindacale del periodo. Ai tempi di quella mancata trattativa il Sindaco era Claudio Borea, d’accordo sull’ipotesi Trump, con l’allora Presidente del Casino, Riccardo Stilli e il Vice Presidente, il notaio Gianni Donetti. Nel consiglio di amministrazione della casa da gioco c’era anche Daniele Audetto (collaboratore della Formula 1) ed è stato proprio lui ad interessare Donald Trump e proporgli questa combinazione sanremese. A quei tempi il magnate era proprietario di alcune case da gioco ad Atlantic City e, se avesse concluso con Sanremo, aveva già in mente cosa fare: innanzitutto creare un ponte turistico tra America e questa cittadina che poteva risolvere parte dei suoi problemi turistici tutt’ora incompiuti. Gli uffici amministrativi dell’imprenditore americano si aspettavano quindi una documentazione dettagliata e aggiornata sulla situazione economico-finanziaria del Casino, mentre il prezzo d’acquisto era già stato addirittura abbozzato. Ma quella documentazione non è mai partita da Sanremo perché alcuni di quegli uomini avevano deciso di boicottare l’eventuale trattativa e, di fatto, avevano dato disposizione di non inviare il plico alla direzione business di Trump. Un mese dopo, nulla ricevendo, hanno pensato bene di non insistere vista la poca serietà di alcuni sanremesi. Tra l’altro, nel frattempo, il CDA della Casinò era decaduto e Audetto non ha ritenuto di doversi preoccupare oltre. E così la città è rimasta al palo sul quale avrebbero dovuto legarsi alcuni di quegli uomini che tutto avevano, fuorché l’amore per la loro Sanremo città dei fiori appassiti.

Lascia un commento