Il Palafiori affidato a chi vincerà uno o tutti e due i Bandi in atto. Una triade tenterà la scalata con sistemi “particolari”?

Partiamo da una notizia certa: il Palafiori (nella foto parte dell’interno), struttura turistico-commerciale in centro di Sanremo, di proprietà del Comune, alla data odierna non è ancora stato affidato a nessuno perché sta partendo un doppio bando ufficiale, tanto meno – senza bando – sarà disponibile per il solo periodo del Festival di febbraio 2017. Se il Comune infatti tentasse un atto “privato” con uno dei candidati corre il rischio di andare dritto dritto alla Procura della Repubblica. E veniamo invece alla notizia strumentale, se non altro… creativa. Nei giorni scorsi sono apparsi, su alcuni media locali (fortunatamente), notizie di una triade di piccole società tra Sanremo, Roma e Bordighera che avrebbe fondato una Rete di Imprese (la seconda dopo Sanremo On del furente Giacon) con presidente Graziella Corrent (onnipresente negli uffici del Turismo) con l’ambizioso obbiettivo di organizzare una serie di eventi in quel Palafiori che adesso tutti vogliono.

Igor Varnero

A capo della cordata due personaggi i quali, nel bene e nel male, sono parecchio discussi: uno è il lucano Vincenzo Russolillo, uscito dalla porta del Palafiori, per scadenza contrattuale, che tenta di rientrare dalla finestra, il secondo è il sanremese adottivo Igor Varnero (nella foto) ex Assessore al Turismo che non risulta aver lasciato ai posteri grandi tracce del suo lavoro: Varnero gestisce un albergo; poi c’è un terzo soggetto, piuttosto anonimo per cui inutile citarlo. Ritorniamo ai due “soggetti” e all’ipotesi che possano mettere le mani sul Palafiori (senza bando?) dopo l’enfatico annuncio di garantire almeno 100 giorni all’anno di manifestazioni ed eventi, compreso quella Casa Sanremo (qui sta la furbata di Russolillo già convinto di possedere il Palafiori per il Festival), così da ottenerlo magari con due soldi, vista la presenza dell’ex politico Varnero. Alla manfrina dei 100 giorni garantiti di eventi da realizzare fuori stagione ci credono in pochi anche perché c’è da chiedersi se contrattualmente siano così forti da garantire quanto affermano? L’unico potrebbe essere Russolillo, con le dovute riserve. Se il Comune tuttavia dovesse cadere nella trappola di una trattativa “privata”, c’è ancora da chiedersi, che garanzie avrebbe? Domande che non trovano risposte mentre il tempo corre veloce, il Festival si avvicina e i Bandi dell’Ente Pubblico, per quel benedetto Palafiori, tarda a partire nonostante l’annuncio ufficiale del Sindaco. In tutte queste fantasiose promesse, la città si scordi, per ciò, di risolvere parte dei problemi turistici con nuove frequenze turistiche portate da quei 100 giorni di eventi. Poi un altro dubbio: scommettiamo che questa seconda Rete di Imprese spera di attingere carta moneta da fondi pubblici o da ipotetici finanziamenti europei così da sfruttare la situazione, spargere un po’ di fumo, ed infine far cadere tutto come è caduta malamente quella Sanremo Promotion per mano del direttore di un albergo a 5 stelle che appartiene, guarda caso, alla stessa Federalberghi provinciale di cui è presidente Varnero? C’è da chiedersi se questa ex città dei fiori ha proprio bisogno di certi creativi? Naturalmente speriamo, per il bene di questa città, di essere smentiti dai fatti: ne saremo lietissimi e pronti a collaborare, ma le perplessità sono comunque tante.

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